Ci sono ancora allestimenti in preparazione per la Fiera di Sant’Orso, che si tiene il 30 e 31 gennaio 2026, ma già si possono ascoltare alcuni canti e qualche musica, in un clima già di festa.
D’altra parte diversi artigiani ed espositori sono già nel centro della città: a preparare i banchi del Padiglione enogastronomico, a dare forma all’Atelier des métiers. È anche nevicato e l’ambiente è proprio da Foire.
Le Ramoneur di Guido Diémoz, l’albero dei cuori d’acciaio di Donato Savin
Guido Diémoz, scolpisce ogni anno una grande opera e quest’anno espone Le Ramoneur al Centro Saint-Bénin. L’opera è un omaggio ad una figura classica della Valle d’Aosta e delle Alpi – come per esempio in Savoia o nel Tirolo – simbolo delle migrazioni stagionali alpine e del lavoro dei bambini nel passato. L’opera è nello stile di Diémoz, è un pezzo unico scolpito, molto grande con le figure nei loro gesti e nel loro movimento, con una unità di narrazione e un risultato molto toccante. Bisogna andarla a vedere, prima e durante la Foire.
Davanti all’ingresso della Cogne Acciai speciali c’è poi l’opera di Donato Savin, ed è un peccato che non sia insieme alle altre produzione artistiche nel centro storico della città. Ci sarà molta gente che ci passerà davanti, comunque, proprio per raggiungere il centro di Aosta.
È un grande albero in acciaio con foglie a forma di cuore. Fa molta impressione, per il materiale, la dimensione, il messaggio, dedicato ai momenti e alle persone della pandemia, alla natura della Valle, alla comunità. Fa parte di una serie di opere che sono esposte a cielo aperto a Cogne, dove anche l’albero andrà l’estate prossima.
E quindi, intanto, già prima della Fiera ci sono due cose importanti da vedere.
La mostra alla Cave, Ballant Mozart
Poi, proprio questa sera, mercoledì 28 gennaio alle ore 18, si inaugura la nuova stagione di Cave Culture con la mostra dedicata a Franco Balan e Peter Trojer negli spazi di La Cave Valdôtaine in via de Tillier 3. E’ un bar in stile valdostano, con richiami alla Coumba Freida (cioè la Valle del Gran San Bernardo). L’esposizione, tra grafica e scultura, resterà aperta fino al 18 marzo.
Ci sono i manifesti di Franco Balan per la Fiera di Sant’Orso, quelli che hanno tracciato una parte della sua storia recente, che l’hanno connotata per simboli e modo di vedere l’arte valdostana come arte in senso proprio. Poi ci sono le sculture di Peter Trojer, che è tra l’altro l’autore del ciondolo ufficiale della Foire 2026. All’apertura partecipano Carles González I Nogueras (membro della Giuria del Premio Città di Aosta), Joël Balan e Peter Trojer, e l’incontro viene animato da Genny Perron.
Sempre oggi, 28 gennaio, alle 20.30, al Teatro Splendor di Aosta, è in programma lo spettacolo Ballant Mozart, una produzione del centro culturale La FACT di Terrassa, Catalogna, in collaborazione con l’ufficio Attività culturali della Regione. La performance intreccia danza contemporanea e scultura, mettendo in scena un dialogo tra movimento, musica e materia tra le opere dello scultore valdostano Donato Savin, che aveva appunto esposto in Catalogna.
Il concerto di apertura e poi ci saranno i Trouveur per la pre-Veillà
Poi il 29 gennaio alle 21, nella Chiesa di Sant’Orso, si tiene il classico concerto di apertura della Fiera di Sant’Orso 2026, con l’Associazione Coro di Sant’Orso. Il repertorio, ispirato alla tradizione vocale della Valle, è di avvio ufficiale della Foire.
Venerdì 30 gennaio, alle 17:45, qualche momento prima della Veillà, nel Salone ducale del Municipio di Aosta, ci sarà la musica dei Trouveur Valdotèn, tra canto e memoria collettiva.
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