Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    Nos Alpes
    • FAI UN DONO
    • PARTNERS
    • ABBONATI
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    • Fai un dono
    • Aderire
    • Economia e politica
      • Trasporti
      • Economia
      • Politica
    • Cultura e patrimonio
    • Ambiente e territorio
    • Turismo e sport
    • Territori
      • Alpi del nord e Rodano
      • Alpi del sud e Provenza
      • Valle d’Aosta
      • Piemonte
      • Liguria
      • Corsica e Sardegna
      • Svizzera romanda e Ticino
    • Rubriche
      • Nos Alpes alla scoperta…
      • Nos Alpes, Nos Livres
      • Nos Alpes Cuisine
      • I PODCAST di Nos Alpes
      • Luciano Caveri PODCAST
      • I VIDEO di Nos Alpes
      • Racconti
      • Contributi e idee
    • IT
      • FR
    • Log In
    Nos Alpes
    Home » Articoli » L’UE di fronte agli imperialismi di Pechino, Mosca e Washington
    Europa e Alpi

    L’UE di fronte agli imperialismi di Pechino, Mosca e Washington

    Jean-Pierre DarnisJean-Pierre Darnis31 Gennaio 2026
    Share Facebook Twitter LinkedIn Email WhatsApp Copy Link Telegram
    laymont, le siège de la Commission UE à Bruxeles (c) Public domain Public domainpictures
    laymont, le siège de la Commission UE à Bruxeles (c) Public domain Public domainpictures

    Questo sabato guardiamo all’Europa, con questo articolo di Jean-Pierre Darnis sull’UE e gli imperialismi: le Alpi, come il resto del grande continente, ne sono già colpite: cerchiamo di seguire anche gli aspetti più ampi, dall’economia alla sicurezza-difesa che riguardano le nostre Alpi, e abbiamo già scritto alcuni articoli al riguardo.

    ***

    La Cina continua la sua ascesa, la Russia sta conducendo una guerra sanguinosa sul territorio europeo e gli Stati Uniti di Donald Trump mostrano apertamente il loro disprezzo nei confronti dell’Unione Europea. Eppure, quest’ultima offre una notevole capacità di resistenza, che conferisce una forza specifica al suo modello democratico.

    Nel contesto internazionale attuale, le analisi che descrivono un trionfo dell’imperialismo di cui l’Europa sarebbe fatalmente vittima stanno avendo grande successo. La guerra in Ucraina e le operazioni lampo di Donald Trump avrebbero consacrato il ritorno della forza come perno delle relazioni internazionali, uno strumento di cui l’Unione europea (UE) sarebbe priva. L’UE si troverebbe di fronte a un dilemma: o diventa anch’essa una potenza, oppure è destinata a scomparire.

    Questa rappresentazione si basa su una lettura classica delle relazioni internazionali che descrive la realtà del mondo come uno stato di anarchia interstatale. Tuttavia, questa proiezione realistica, spesso criticata perché suscettibile di generare effetti negativi, è talvolta estesa al punto da proclamare l’inutilità fondamentale di un’UE in declino che dovrebbe scomparire per lasciare spazio agli Stati-nazione in grado di schierarsi – una descrizione che si ritrova nella recente Strategia di difesa nazionale americana, in cui l’UE è spesso denigrata.

    È tuttavia opportuno mettere in discussione questi diversi elementi.

    Valutare correttamente i pericoli cinesi e russi

    Questa visione cupa, che sembra constatare fatalisticamente che la forza ha definitivamente prevalso sul diritto, ha come primo difetto quello di alimentare la propaganda di coloro che ritengono che l’esistenza dell’Unione europea non abbia molto senso a causa della sua presunta impotenza. Tali affermazioni erano già state espresse ripetutamente dal potere russo; ora lo sono anche da quello statunitense.

    Occorre poi tornare sull’attuale rappresentazione di un mondo dominato dalle potenze imperialiste. Gli Stati Uniti, la Cina e la Russia sarebbero i tre Stati imperiali che cercano di stabilire sfere di potere, una visione geografica portatrice di un determinismo negativo per l’Europa. Tuttavia, è necessario sottolineare le differenze fondamentali che esistono tra queste diverse entità.

    La Cina appare concentrata soprattutto sugli aspetti economici e tecnologici del potere, che le consentono di mantenere i guadagni che ricava dagli scambi globali. Si tratta certamente di una ricerca di massimizzazione dei propri interessi, ma la cui portata e finalità rimangono oggetto di discussione tra gli specialisti. Da un punto di vista europeo, il rapporto con Pechino è certamente problematico, ma sembra gestibile con gli strumenti classici dell’Unione.

    Giustamente diffidente nei confronti di un regime politico cinese totalitario che esprime apertamente il suo neoimperialismo, l’UE ha finora seguito gli Stati Uniti sulla via di una politica di contenimento. L’attuale ciclo di allontanamento transatlantico potrebbe mettere parzialmente in discussione questa agenda, mentre gli europei devono ridurre la loro dipendenza dagli Stati Uniti.

    Il caso russo è diverso

    Il caso russo è diverso: qui abbiamo una chiara manifestazione di imperialismo militare classico in cui una visione storica e ideologica sottende le velleità di conquista territoriale. Nonostante le loro debolezze e un sistema istituzionale poco efficace nell’uso della forza, gli europei non hanno mancato di sostenere lo sforzo militare ucraino, al di là della condanna politica dell’aggressione russa. L’Ucraina, che lotta per mantenere un destino autonomo ed europeo, è riuscita a contenere l’esercito russo.

    L’imperialismo del Cremlino può continuare ad alimentare conflitti e richiedere ulteriori sforzi in termini di riarmo o addirittura di combattimenti, tanto più se viene meno la garanzia di sicurezza americana, ma è anche molto chiaro che gli europei non vogliono passare sotto il controllo della Russia e non intendono cedere territori. Si tratta quindi di un problema importante e doloroso, ma la cui analisi rimane chiara: l’Unione europea non è un ventre molle che può essere conquistato dalle armate del Cremlino.

    La visione dell’imperialismo cinese e dell’imperialismo russo come fattori che potrebbero atomizzare l’UE deve quindi essere relativizzata. Non si tratta di negare la realtà dei pericoli e delle sfide legati a questi due contesti, ma di ricordare che l’Unione rimane in grado di gestirli.

    Il caso specifico dell’amministrazione Trump

    Il terzo imperialismo, quello degli Stati Uniti, appare più problematico. Innanzitutto, le velleità di annessione della Groenlandia costituiscono uno scenario originale di conquista territoriale a scapito dell’UE, minacciando la sovranità della Danimarca. Più in generale, il deterioramento del rispetto del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti mette potenzialmente in discussione l’alleanza transatlantica, che si basava sull’accettazione dell’egemonia americana da parte degli europei in cambio non solo della protezione militare incarnata dalla NATO, ma anche di un consenso sulla difesa dei valori di libertà.

    L’adozione della logica della potenza da parte della seconda presidenza Trump rompe questo tacito accordo. Gli europei devono ora gestire una fase delicata, quella del disaccoppiamento dagli Stati Uniti, evitando che degeneri in un conflitto. In altre parole, il rapporto tra Unione Europea e Stati Uniti, se ridotto a un semplice calcolo di interessi di tipo realistico, perde una dimensione essenziale, quella di una convergenza politica e ideologica che, dalla Dichiarazione di Indipendenza americana del 1776, costituiva il fondamento del rapporto, una base necessaria per gli scambi di beni e servizi, in particolare per i dati.

    L’amministrazione Trump commette l’errore di credere che la supremazia derivasse dal potere, sia esso militare, economico o tecnologico. In realtà, l’alleanza è molto più produttiva del dominio e questa rottura porterà probabilmente a un indebolimento dell’attrattiva, e quindi del potere, americano, il che potrebbe inoltre aumentare le tensioni interne ed esterne. Basti pensare, ad esempio, alle potenziali conseguenze di un calo dell’immigrazione altamente qualificata su un’economia americana basata essenzialmente sulla capacità di innovazione tecnologica.

    L’Arlésienne dell’Europa potenza

    Una delle caratteristiche principali dell’UE è la sua solidità: le crisi hanno dimostrato che l’UE è in grado non solo di resistere a un contesto negativo (crisi finanziarie, Covid), ma anche di rafforzarsi.

    L’UE è un sistema istituzionale complesso, spesso difficile da comprendere. Questo sistema misto, al tempo stesso intergovernativo e federale, dimostra una notevole resistenza perché è il risultato di una serie di compromessi che, una volta adottati, rimangono radicati nella vita politica europea.

    È quindi particolarmente difficile smantellare ciò che è stato realizzato all’interno dell’Unione, come dimostra la Brexit. Inoltre, il complesso modello istituzionale dell’Unione – il processo democratico misto tra Parlamento, Consiglio e Commissione – rafforza le istituzioni, il che costituisce anche una fonte di resistenza alle pressioni esterne.

    L’UE costruita come una non-potenza

    L’UE si è costruita come una non-potenza, una creazione politica che ha posto al centro del suo progetto l’espansione dei mercati e la crescita: le funzioni militari sono state gelosamente conservate dagli Stati membri sin dall’inizio dell’integrazione. Questo rifiuto di un’Europa potente riflette una delle caratteristiche fondamentali dell’Unione, quella di essere nata come entità politica di rimedio che permette di voltare pagina rispetto ai conflitti intraeuropei molto sanguinosi, obiettivo ormai raggiunto.

    Oggi è quindi opportuno non dimenticarlo quando si chiede un rafforzamento di una serie di istituzioni che non sono state programmate per questo. Le diverse sovranità nazionali esprimono tradizioni divergenti in termini di impiego delle forze armate: appare quindi politicamente difficile creare un esercito europeo, mentre le coalizioni a geometria variabile, già esistenti nel caso del potenziale dispositivo di garanzia della sicurezza dell’Ucraina o quando si tratta di inviare soldati in Groenlandia a sostegno della Danimarca, consentono di prevedere un potenziamento degli apparati militari a livello europeo, il che dimostra chiaramente che gli Stati membri non sono privi di strumenti.

    Anche in questo caso, è opportuno non applicare una lettura semplicistica della potenza europea, secondo cui l’impossibilità di organizzare un monopolio collettivo unico della forza a livello europeo significherebbe la fine dell’Unione stessa. L’Unione sta dimostrando che, quando è costretta da pressioni esterne, trova le risorse comuni per resistere.

    L’Unione europea illustra il paradosso di una crescita istituzionale che non può essere compresa seguendo i criteri classici degli Stati e che trae la sua forza da un processo originale di espansione territoriale (i diversi allargamenti) e di creazione di sovranità europee che rafforzano quelle nazionali, il tutto al servizio di un compromesso socialdemocratico che rimane un modello.

    L’UE, polo di attrazione di fronte agli imperialismi?

    Esiste quindi una sottovalutazione intrinseca dell’Unione, una rappresentazione di debolezza che è amplificata dalle descrizioni troppo geopolitiche del globo. L’UE non è debole, anche se non è una potenza, e costituisce un notevole compromesso tra sovranità democratica e progresso.

    Il contesto globale attuale rimane comunque particolarmente difficile e minaccioso, tanto più che il gioco internazionale è turbato dalle azioni drastiche della presidenza americana. Durante il recente forum di Davos, il primo ministro canadese Mark Carney ha evocato una visione di un polo democratico in grado di resistere agli imperi. È certamente in questa scia di associazione con paesi come il Regno Unito e il Canada che deve inserirsi la strategia di resistenza di un’Unione che può avere l’ambizione necessaria per rimanere organizzata attorno allo Stato di diritto, di fronte ai pericoli imperialisti. Questo deve essere un fattore non solo di competitività, ma anche di speranza per coloro che, ad esempio negli Stati Uniti, lottano per il mantenimento della democrazia.

    Questo articolo è ripubblicato da The Conversation, ma anche con il gentile consenso dell’autore.

    –>The Conversation

    Cet article est republié à partir de The Conversation sous licence Creative Commons..

    LEGGI ANCHE: Région Sud, un’Operazione di interesse regionale (OIR) per l’economia della difesa

    MOBILE 300x250px Jeux

    Aerei militari svizzeri atterrano in autostrada per un’esercitazione

    Featured
    Cropped jean pierre darnis.jpg
    Jean-Pierre Darnis

    Professore universitario, Direttore del Master in Relazioni italo-francesi, Université Côte d’Azur, Ricercatore associato presso la Fondation pour la Recherche Stratégique (FRS, Parigi), Professore e membro del CISS presso l'Università LUISS di Roma, Université Côte d’Azur

    LEGGI ANCHE / A LIRE AUSSI

    Ritorno dagli alpeggi, Désalpe ((c) Wikimedia Commons, Llorenzi, CC BY-SA 3.0)
    Eventi

    Tra démontagnées e fiere dell’allevamento, le feste nei Pays de Savoie tra settembre e ottobre

    16 Settembre 2026
    Il “Test delle mutande” svizzero per studiare il suolo, Le « test des sous-vêtements » suisse pour étudier le sol (c) Gabriela Braendle, Agroscope
    Ambiente e territorio

    Il curioso esperimento svizzero che ha seppellito 2 mila mutande per studiare il suolo

    16 Settembre 2026
    Il castello di sarre in valle d'aosta : le château de sarre en vallée d'aoste (c) cc by sa 4 0 hagai agmon snir wikimedia commons
    Cultura e patrimonio

    Plaisirs de culture 2026 in Valle d’Aosta: nove giorni tra castelli, musei e patrimonio

    16 Settembre 2026
    Au tunnel du Grand-Saint-Bernard - al Traforo del Gran San Bernardo (c) CC BY-SA 3_0 Lucignolo Brescia Wikimedia Commons
    Trasporti

    Il traforo del Gran San Bernardo chiuso la sera del 15 settembre per un’esercitazione di sicurezza

    15 Settembre 2026
    La Fête du Patois en 2024 en Vallée d'Aoste (c) Région autonome Vallée d'Aoste
    Cultura e patrimonio

    Fête internationale des patoisants 2026, tra Valle d’Aosta e Canavese, 19 e 20 settembre

    15 Settembre 2026
    Una zanzara comune (Culex pipiens) (c) Donald Hobern, Wikimedia Commons CC-BY-SA 4.0
    Sanità

    Il virus West Nile arriva anche nelle Alpi

    15 Settembre 2026
    MOBILE 300x250px Jeux
    GLI ULTIMI ARTICOLI
    Ritorno dagli alpeggi, Désalpe ((c) Wikimedia Commons, Llorenzi, CC BY-SA 3.0)

    Tra démontagnées e fiere dell’allevamento, le feste nei Pays de Savoie tra settembre e ottobre

    16 Settembre 2026
    Il “Test delle mutande” svizzero per studiare il suolo, Le « test des sous-vêtements » suisse pour étudier le sol (c) Gabriela Braendle, Agroscope

    Il curioso esperimento svizzero che ha seppellito 2 mila mutande per studiare il suolo

    16 Settembre 2026
    Il castello di sarre in valle d'aosta : le château de sarre en vallée d'aoste (c) cc by sa 4 0 hagai agmon snir wikimedia commons

    Plaisirs de culture 2026 in Valle d’Aosta: nove giorni tra castelli, musei e patrimonio

    16 Settembre 2026
    Au tunnel du Grand-Saint-Bernard - al Traforo del Gran San Bernardo (c) CC BY-SA 3_0 Lucignolo Brescia Wikimedia Commons

    Il traforo del Gran San Bernardo chiuso la sera del 15 settembre per un’esercitazione di sicurezza

    15 Settembre 2026
    DA NON PERDERE
    Colle della Maddelena - Col de l'Arche (c) Szeder László, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons Trasporti

    Colle della Maddalena, lavori e orari complicati, ma transito sostenibile

    By Redazione / Rédaction30 Luglio 2026

    Al Colle della Maddalena, il transito transfrontaliero subisce chiusure programmate sul versante francese. Lungo la RD 900, nel settore della Rochaille, automobilisti e autotrasportatori (esiste una intensa circolazione di mezzi pesanti nel commercio di acque minerali in bottiglia) devono fare i conti con attese e finestre di apertura limitate, ma senza una situazione di blocco continuo.

    Panneaux tsumani selon le modèle adopté en France selon le standard ISO 7010

    Allerta tsunami e maremoto, a Nizza (ma non in Liguria) i cartelli indicano le vie di fuga

    11 Giugno 2026
    L'UTMB à Courmayeur en 2024 (c) UTMB Nils Charles Oddoux

    L’UTMB vista da Courmayeur: 4 partenze e il passaggio della gara principale

    24 Agosto 2026
    Il Colle della Maddalena, Le Col de Larche (c) CC BY-SA 4.0, Twice25 & Rinina25, Wikimedia Commons

    Al via le operazioni di messa in sicurezza del Colle della Maddalena

    25 Giugno 2026
    Seguici su
    • Facebook
    • Twitter
    • Instagram
    • YouTube
    • LinkedIn

    Nos Alpes Le Nostre Alpi
    Giornale digitale quotidiano
    Editore: Agence de coopération et développement sas Sede legale e redazione : Via Sant'Anselmo 45 11100 Aosta AO (I) P.IVA IT01050350071
    Inizio pubblicazione: 22 novembre 2023

    ISSN 3103-8565
    Nos Alpes
    [sito web in aggiornamento continuo]

    Testata registrata al Tribunale di Aosta n.1 - 4/10/2023

    Registro degli operatori della comunicazione (ROC) n. 39954 - 28/11/2023

    Nos Alpes è iscritta ANSO - Associazione Nazionale Stampa Online

    Direttore responsabile: Enrico Martial

    Privacy policy

    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    I più letti
    Il Colle del Piccolo San Bernardo, uno dei dei colli sulle Alpi prossimo all’apertura; Le Col du Petit-Saint-Bernard, l’un des cols des Alpes qui s’apprête à la réouverture (c) CC BY-SA 3.0, Tenam2, Wikimedia Commons

    Le date di apertura dei colli sulle Alpi

    9 Aprile 2025
    I Macchiaioli tra Italia e Francia, Macchiaioli entre Italie et France

    I Macchiaioli: un ponte tra Italia e Francia

    24 Febbraio 2024
    Tignes et le lac, ainsi que ses immeubles - Tignes e il lago, con gli immobili e gli alloggi (c) CC BY SA 4_0 Tiia Monto Wikimedia Commons

    Alloggi per lavoratori stagionali nelle Alpi, la residenza Seyjoun a Tignes

    30 Agosto 2025
    Genova, vista del fronte del porto con la sopraelevata (c) CC BY SA 4_0 Elisabetta Castellano Wikimedia Commons

    Elezioni comunali a Genova 2025

    24 Maggio 2025
    Post popolari
    Moutier (Florian Pépellin, CC-BY-SA 3.0)

    Moutier si avvicina sempre più al Cantone Giura

    30 Settembre 2023
    L’Ospizio del Gran San Bernardo (Stan Shebs, CC BY-SA 3.0)

    A Massimo Farcoz e Luisa Rocchia il primo “Road to Gran San Bernardo”

    30 Settembre 2023
    Elicottero, elisoccorso, soccorso alpino, alpinisti

    Triangolare del soccorso alpino 2023: esperti valdostani, francesi e svizzeri a confronto

    30 Settembre 2023
    “Mondial du fromage et des produits laitiers 2023”

    “Mondial du fromage et des produits laitiers 2023” a Tours: centinaia di formaggi da campioni del mondo

    1 Ottobre 2023
    © 2026 Nos Alpes.
    • Chi siamo
    • Abbonati
    • Fai un dono
    • FR
    • Log In

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.