È stata lanciata “Clima e vite”, piattaforma digitale gratuita per la gestione dei rischi climatici rivolta a viticoltori, consulenti e tecnici agronomi del territorio torinese. Lo strumento mette a disposizione una libreria di contenuti tecnici e scientifici validati, organizzati e aggiornati in tempo reale. L’obiettivo è di supportare decisioni tempestive rispetto agli eventi estremi e alle criticità emergenti nei vigneti.
Partenariato esteso e analisi dati
La piattaforma è stata sviluppata con il coordinamento del Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino, la collaborazione delle associazioni di categoria e dei vignaioli piemontesi, e la supervisione scientifica del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università degli Studi di Torino e della Fondazione Dalmasso.
Il progetto incrocia 14 rischi climatici individuati sull’ambiente e sulla vite, analizzando 164 effetti e proponendo 107 misure di adattamento di breve e lungo periodo. L’impianto scientifico si basa su 49 indicatori di monitoraggio, 67 fattori di variabilità del danno e 84 riferimenti bibliografici in aggiornamento continuo. Completano lo strumento 159 parole chiave e 74 voci di glossario.
Dal punto di vista operativo, l’interfaccia grafica, sviluppata da uno spin-off dell’Università di Firenze, è organizzata per tre macro-periodi stagionali, identificati da colori distintivi. L’utente può selezionare la stagione di riferimento, individuare il rischio climatico correlato e consultare gli effetti sul vigneto e le relative strategie di adattamento, distinguendo tra interventi attuabili nell’annata in corso e misure di pianificazione strategica.
La piattaforma non si propone di sostituire il consulente tecnico né di fornire soluzioni operative di dettaglio, ma di affiancare imprese e professionisti con contenuti strutturati e scientificamente validati. Le strategie indicate restano volutamente svincolate dai disciplinari Doc e Docg, al fine di non limitare possibili azioni future in risposta all’evoluzione delle condizioni climatiche. Tra le misure richiamate figurano l’adozione di sistemi di irrigazione più efficienti, la revisione dell’esposizione dei vigneti, l’implementazione di protezioni antigrandine e il controllo di insetti alieni favoriti dall’aumento delle temperature, come la Popillia japonica.
Il contesto climatico, temperature in aumento e ricadute sul territorio
L’iniziativa nasce in un contesto segnato da una crescente variabilità climatica. Nel 2023, annata caratterizzata da caldo e siccità, la produzione vitivinicola del Torinese ha registrato un calo di circa il 12%. Nel 2024, contraddistinto da precipitazioni persistenti, la flessione è stata intorno al 5%. L’analisi delle variazioni climatiche degli ultimi vent’anni evidenzia inoltre un’anticipazione e un’intensificazione della maturazione delle uve.
Secondo i dati Arpa, negli ultimi sessant’anni in Piemonte si è registrato un incremento medio delle temperature di circa +2,1°C nelle massime e +1,5°C nelle minime, valori superiori alla media globale. In ambito montano, che rappresenta il 48% del territorio regionale, l’aumento raggiunge +2,8°C nelle massime e +1,8°C nelle minime. Nel Torinese le anomalie più marcate si sono rilevate nel Canavese, con incrementi compresi tra +1°C e +2°C nelle medie annue dell’ultimo ventennio.
Le proiezioni indicano un possibile aumento medio annuo tra 1,5 e 2,5 gradi. Questo comporta anticipi delle fasi fenologiche stimati tra 6 e 22 giorni e, in alcune aree, vendemmie ipotizzate già a fine luglio. L’applicazione di modelli matematici ai dati climatici ha inoltre evidenziato una maggiore incidenza di problematiche fitosanitarie, in particolare peronospora e oidio.
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