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Home » Articoli » Comunali 2026 in Francia: nuovi interlocutori per la cooperazione frontaliera
Politica

Comunali 2026 in Francia: nuovi interlocutori per la cooperazione frontaliera

Enrico MartialEnrico Martial16 Marzo 2026
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Des affiches électorales pour les municipales 2026 à Saint Jean de Maurienne (c) Nos Alpes Club
Des affiches électorales pour les municipales 2026 à Saint Jean de Maurienne (c) Nos Alpes Club

Il primo turno delle elezioni comunali del 15 marzo 2026 in Francia presenta continuità in molti comuni alpini con diversi sindaci rieletti ma anche cambiamenti politici e nuovi interlocutori locali lungo il confine con la Valle d’Aosta, il Piemonte e la Liguria.

Tra Alpi Marittime, Alpi di Alta Provenza e Queyras, Hautes Alpes, Savoia e Alta Savoia emergono infatti nuovi sindaci e possibili mutamenti di linea che potrebbero influire sui rapporti e sui progetti tra territori alpini. Pensiamo anche soltanto alla prossima riunione del Comitato frontaliero del Trattato del Quirinale: ci potranno essere nuove presenze.

Anche le relazioni locali con la Svizzera romanda osservano continuità e cambiamenti. Per esempio Annemasse, malgrado il cambio di sindaco dovrà per forza di cose interagire con Ginevra, anche soltanto per le questioni che continuano ad aprirsi, dai trasporti allo sviluppo urbanistico.

Il rafforzamento dell’area Ciotti

Il cambiamento politico più netto appare a sud, nelle Alpi Marittime. A Nizza Éric Ciotti è in testa al primo turno con circa il 41,9 per cento davanti al sindaco uscente Christian Estrosi, mentre a Menton la candidata del Rassemblement national Alexandra Masson è prima con il 35,19 per cento. Le partite restano aperte per il secondo turno, ma il segnale c’è stato, e bisogna fare uno sforzo di immaginazione.

Per i territori del ponente ligure e per il cuneese questo significa la possibile presenza di nuovi interlocutori politici. Negli ultimi anni diversi tentativi di costruire strumenti stabili di cooperazione transfrontaliera — GECT o associazioni — sono rimasti spesso a livello di progetto, se non di annuncio. I progressi reali restano e modesti e continuano a svolgersi attraverso i progetti Interreg. Gli ostacoli, anche negli approcci, rimangono. L’area di Ciotti è già stata interlocutore in diversi progetti europei, con le attività del Dipartimento delle Alpi Marittime e l’attività di diversi comuni.

A Ventimiglia, sia il sindaco a sinistra Enrico Ioculano sia Flavio Di Muro, della Lega, hanno fatto progressi nella cooperazione, indipendentemente dallo schieramento. Era più una questione di generazioni, che di orientamenti politici. Sarà quindi interessante osservare come si procederà nelle prossime settimane.


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Cambiamenti nei comuni alpini

A Montgenèvre Muriel Jourdain è stata eletta al primo turno con il 52,38 per cento, succedendo a Guy Hermitte, sindaco dal 2001 che non si era ricandidato. Vista dal Piemonte, Montgenèvre è molto bella, ma la nuova sindaca ha annunciato che sarà impegnata nel rilancio della località, dopo aver raccolto alcuni segnali preoccupati da parte di tour operator e di albergatori.

Il suo orizzonte sono le Olimpiadi del 2030, per cui da Cesana, Sestriere, Oulx e Susa bisognerebbe subito sentirla, almeno per un saluto, e chissà che gli atleti non si possano ospitare anche dalla loro parte. Montgenèvre coopera sul piano delle stazioni di sci della Via Lattea e ICON che le possiede: i messaggi che si leggono su LinkedIn al riguardo sono numerosi.

A Modane il sindaco uscente Jean-Claude Raffin è stato sconfitto. Era in carica dal 2008 ed è stato attivo per anni nelle relazioni transfrontaliere, anche con qualche sbotto di pessimismo. Il nuovo sindaco è Humberto Fernandez, eletto al primo turno con il 60,22 per cento. Come si procederà? Si tratta di capire e conoscersi. Era già presente nella squadra di Raffin, ma dovrà occuparsi anche di temi frontalieri.

A Chamonix la situazione resta aperta: il deputato Xavier Roseren è terzo con il 19,41 per cento, dietro François-Xavier Laffin e Jonas Devouassoux. Bisognerà vedere quale atteggiamento sarà adottato sul traforo del Monte Bianco e se Chamonix resterà rivolta al solo aeroporto di Ginevra e al mercato francese.

Tutta la Valle di Chamonix aveva una squadra relativamente compatta su questo tema, ma anche Les Houches osserva un cambiamento. Bisognerà vedere se sarà in continuità.

Ad Annemasse, Gabriel Doublet (centro, Horizons) ha vinto al primo turno con il 53,98% dei voti contro Dominique Lachenal (PS). Questa vittoria segna la fine di quasi mezzo secolo di dominio della sinistra nella città.

Finora sindaco di Saint-Cergues e presidente di Annemasse Agglo, Gabriel Doublet succede così all’ex sindaco socialista Christian Dupessey, che non si era ricandidato. Annemasse è una città importante per la cooperazione transfrontaliera con la Svizzera. Dupessey è anche presidente della MOT, la missione operativa transfrontaliera.

Le conferme nelle città alpine

Accanto ai cambiamenti vi sono numerose conferme. A Saint-Jean-de-Maurienne il sindaco uscente Philippe Rollet è stato rieletto al primo turno con il 59,15 per cento dei voti. La città resta al centro di diversi dossier strategici, tra cui la linea ferroviaria Torino-Lione e la futura fermata dell’alta velocità per i treni SNCF e Trenitalia.

Rollet dovrà inoltre affrontare le trasformazioni economiche legate ai cantieri della nuova linea ferroviaria e mantenere una dimensione culturale e turistica della città, che nel prossimo settembre ospiterà anche il festival di musica italiana “Little Italy”.

Riconferme al primo turno anche per Renaud Beretti ad Aix-les-Bains, Jean-Marc Peillex a Saint-Gervais e Serge Revial a Tignes, mentre in alcuni piccoli comuni — come Servoz o Sainte-Foy-Tarentaise — il voto si è svolto con una sola lista, e i sindaci uscenti sono riconfermati.

Le grandi città e il dialogo transalpino

Nelle città più grandi il quadro politico resta aperto. A Lione il sindaco ecologista Grégory Doucet resiste e al primo turno si trova alla pari con l’imprenditore ex-presidente dell’Olympique Lyonnais Jean-Michel Aulas. Doucet è noto anche per la sua opposizione alla linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, e al rinnovamento della linea ferroviaria tra Saint-Jean-de-Maurienne e Lione.

In passato il dialogo tra le città di Torino e Lione era stato favorito dal sindaco Gérard Collomb. Con l’attuale amministrazione i contatti istituzionali sono praticamente scomparsi. Le relazioni tra città e tra territori dipendono spesso da cultura, apertura e attitudini personali e più che dagli orientamenti politici.

Situazioni ancora aperte anche a Grenoble, Annecy e Chambéry, che sono rimaste per alcuni anni fuori dai dialoghi transfrontalieri. Chambéry ospita per esempio ogni autunno la Quinzaine du cinéma italien: qualcosa si potrebbe fare.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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