Dal 1° maggio 2026 al 28 febbraio 2027, il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire (MCAH) di Losanna presenta la mostra “Collections Printemps 2026”, dedicata alle recenti scoperte archeologiche nel Cantone di Vaud.
L’inaugurazione ha coinciso con le Journées vaudoises d’archéologie, che hanno celebrato il loro decimo anniversario l’1, 2 e 3 maggio al Palais de Rumine di Losanna. Dopo un pomeriggio scientifico dedicato alle ricerche in corso nel Cantone, le giornate rivolte a un pubblico più ampio hanno offerto laboratori e visite guidate per esplorare le espressioni artistiche attraverso i secoli, dalle prime pitture rupestri agli affreschi romani, passando per il teatro, l’arte del profumo e la street art contemporanea.

Cinque siti, dall’Età del Bronzo all’Alto Medioevo
La mostra riunisce oggetti provenienti da recenti scavi a Moudon, Chavannes-près-Renens, Grandson, Bex e nella regione di Baulmes. Gli oggetti più antichi risalgono all’Età del Bronzo (2200-800 a.C.), con resti provenienti dagli scavi nella regione di Baulmes.
Il sito di Chavannes-près-Renens ha restituito tracce di un villaggio altomedievale. Moudon ha invece restituito tombe romane e Bex i resti di una grande villa romana. L’insieme copre quindi diversi millenni di occupazione della regione di Vaud, testimoniando attività diverse come l’abitazione, l’artigianato, le pratiche funerarie e la fortificazione.
Il castello di Grandson occupa un posto speciale nella selezione. In questo sito si è appena conclusa una vasta campagna di scavi e restauri durata quindici anni, che ha portato alla luce una serie di manufatti militari. Questi vengono esposti nell’ambito della commemorazione del 550° anniversario della battaglia di Grandson del 1476, in cui i Confederati sconfissero l’esercito borgognone di Carlo il Temerario.
Gli oggetti esposti comprendono vasi, monete, utensili, ornamenti, decorazioni, chiavi e armi. La maggior parte di essi è stata pulita e stabilizzata dal laboratorio di conservazione-restauro del MCAH, in vista di una conservazione a lungo termine. La mostra è realizzata in collaborazione con l’Archeologia cantonale, Archeodunum Investigations Archéologiques SA, Archéotech SA e Vestigatio.
Due nuove pubblicazioni su Grandson e Lausanne-Vidy
Parallelamente alla mostra, i Cahiers d’archéologie romande (CAR) – una raccolta di monografie creata nel 1974 e gestita dal MCAH – pubblicano i volumi 199 e 200. Il volume 199 è dedicato al sito palafitticolo di Grandson-Corcelettes Les Pins, scavato nel 2017 sulla sponda nord del lago di Neuchâtel. La stratigrafia del sito, profonda in alcuni punti quasi quattro metri, ha permesso di datare i vari villaggi successivi tra il 3009 e il 2602 a.C., grazie alla dendrocronologia del legno conservato dal sottosuolo umido. Il volume offre anche una panoramica dell’economia vegetale e animale di questa comunità neolitica.
Il volume 200 si concentra su una necropoli gallica della tarda età del ferro scavata nel 1989-1990 a Losanna-Vidy, contenente 19 sepolture e 14 cremazioni. Quasi tutti i defunti erano donne e bambini, e l’assenza di uomini ha lasciato perplessi i ricercatori. Lo studio propone una spiegazione parziale. Il periodo noto come La Tène D1a, tra il 140 e il 110 a.C., corrisponde a una fase di transizione tra sepoltura e cremazione. Secondo l’ipotesi, gli uomini venivano cremati mentre le donne continuavano a essere sepolte. Analisi del DNA sono ancora necessarie per confermare questa ipotesi.

Siti palafitticoli nelle Alpi
Il sito di Grandson fa parte di un gruppo di siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, che dal 2011 è stato inserito nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Questo gruppo comprende 111 siti (su circa 937 siti palafitticoli conosciuti nell’intera regione alpina e subalpina) in sei Paesi – Austria, Francia, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera. Sono risalenti a un periodo compreso tra il 5000 e il 500 a.C..
La Svizzera ne ospita 56. Queste palafitte, costruite sulle rive di laghi, fiumi e paludi, si sono conservate in un ambiente acquatico. Forniscono prove eccezionali delle prime società agrarie in Europa: rotte commerciali per la selce, l’oro e l’ambra attraverso le Alpi, ruote di legno risalenti a circa 3400 a.C. che sono tra le più antiche conservate al mondo e i più antichi tessuti in Europa, risalenti al 3000 a.C.. La dendrocronologia degli elementi architettonici in legno ha permesso di datare questi villaggi con un grado di precisione insolito nell’archeologia preistorica.
In Francia, i siti palafitticoli si trovano principalmente in Savoia e Alta Savoia, in particolare intorno al Lac du Bourget, al Lago di Annecy e al Lago di Ginevra. In Italia, i siti più importanti si concentrano intorno ai laghi della pianura padana – Garda, Como, Varese e Mantova – e nelle zone umide della pianura padana.
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