Il Carnevale di Evolène (Cantone del Vallese) affonda le proprie radici in antichi riti invernali legati al ciclo agricolo, alla protezione del villaggio e al ritorno della fertilità della natura. Nel tempo, poi, esso è evoluto a insieme di pratiche in cui le regole si allentano, i ruoli si rovesciano e il villaggio entra in una dimensione rituale che permette di elaborare collettivamente il passaggio dall’immobilità invernale alla ripresa primaverile.
Ogni anno, inserita perfettamente nel calendario cristiano, la manifestazione si apre ufficialmente ogni 6 gennaio con il tradizionale Réveil du Carnaval, quando i giovani attraversano i villaggi facendo risuonare i loro campanacci. Quest’anno, tuttavia e come per molte manifestazioni su tutto il territorio vallesano, il suo esordio è stato ritardato a sabato 10 gennaio in vista della giornata di lutto istituita venerdì 9 gennaio per rammentare le vittime del rogo di Crans-Montana.
Le radici del Carnevale di Evolène
Durante il Carnevale, lo spazio pubblico di Evolène viene occupato dalle “Mâske”, figure mascherate e strumenti di anonimato che autorizzano comportamenti altrimenti inaccettabili tra cui rumore, provocazione e inversione dei ruoli sociali. A esse di aggiungono i “Visagères”, volti intagliati artigianalmente nel legno di cembro che raffigurano animali, demoni o caricature, un repertorio iconografico che riflette un immaginario tra natura alpina, paure collettive, ironia e memoria culturale.
Tra gli ulteriori personaggi spiccano le “Peluches” (“Patôyes” in patois locale), avvolte in pelli e campanacci, che incarnano la forza della natura e percorrono il villaggio in modo rumoroso e invasivo per scacciare gli spiriti dell’inverno. Mentre gli “Empaillés”, vestiti di sacchi di juta pieni di paglia, rappresentano il mondo dei morti, le “Maries”, uomini travestiti da donne che parodiano la vita quotidiana, commentano l’attualità e incarnano una dimensione ironica e satirica.

Tra chiusura e memoria
Per lungo tempo, il Carnevale di Evolène è rimasto poco noto al di fuori della Valle di Hérens, una delle principali del Cantone del Vallese, anche a causa dell’isolamento geografico della regione. Soltanto a partire dalla seconda metà del Novecento, studi etnografici, articoli giornalistici e iniziative culturali hanno contribuito a fare emergere il valore di tale tradizione come patrimonio immateriale.
Capace di conservare elementi arcaici adattandoli al presente, tale evento si chiude da tradizione con il processo e il rogo della “Poutratze”, figura che incarna l’inverno, il disordine e le colpe accumulate durante l’anno. Il suo arresto, il processo parodico e la condanna al fuoco segnano il ritorno all’ordine e l’ingresso nella Quaresima, con il gesto finale della smascheratura collettiva che restituisce alla comunità i suoi volti reali e sancisce la fine del tempo rituale.
Il programma 2026
Dopo l’apertura ufficiale del Carnevale di Evolène datata sabato 10 gennaio scorso, le “Peluches” divengono progressivamente protagoniste della vita del villaggio, comparendo soprattutto nelle serate dei fine settimana. Il primo weekend di animazione strutturata arriverà tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio prossimi con l’apertura degli spazi conviviali, la gara di sci in maschera sulle piste di Chemeuille e la tournée musicale nel villaggio.
Il calendario proseguirà venerdì 30 e sabato 31 gennaio con nuove aperture serali e con il Bistrot-Trek, corsa ludico-sportiva a squadre che attraversa le vie e i locali del paese. Successivamente, tra venerdì 6 e sabato 7 febbraio, gli eventi si sposteranno simbolicamente tra Evolène e Les Haudères, alternando nuove serate a tema a momenti teatrali e satirici.
Tale transizione culminerà mercoledì 11 febbraio con il “Réveil des Esprits des Rocs”, la discesa notturna delle “Peluches” con le fiaccole dai luoghi alti verso il villaggio, uno dei passaggi più suggestivi e simbolicamente densi dell’intero Carnevale. Da qui in avanti si entrerà nella fase centrale, il giovedì con racconti e leggende al museo, il venerdì e il sabato con le ultime uscite festive, la domenica con le sfilate, il mercato invernale e il Carnevale.
Lunedì 16 febbraio sarà dedicato all’arresto, al processo e all’arringa della “Poutratze”, rito satirico che mette in scena in forma parodica i mali dell’anno trascorso. Alfine, martedì 17 febbraio si svolgeranno il corteo verso il rogo, la lettura del testamento e la messa a morte simbolica della figura, seguiti dalla “levée des masques”, l’alzata delle maschere che a mezzanotte segna la fine del Carnevale e il ritorno al tempo ordinario.
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