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    Home » Articoli » Comunità energetiche transfrontaliere? Esistono e vanno avanti
    Europa e Alpi

    Comunità energetiche transfrontaliere? Esistono e vanno avanti

    Redazione / RédactionRedazione / Rédaction27 Febbraio 2026
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    La carte des sept projets financés (c) MOT Mission opérationnelle transfrontalière
    La carte des sept projets financés (c) MOT Mission opérationnelle transfrontalière

    Il progetto europeo Cross-border Energy Communities (CBEC) ha selezionato 7 progetti sulle frontiere interne all’Unione europea, a cui attribuisce un aiuto finanziario limitato, ma che dimostra comunque la loro esistenza.

    L’aiuto viene conferito appunto dal progetto quadro CBEC, coordinato dalla Mission Opérationnelle Transfrontalière e dall’Associazione europea delle Regioni di frontiera (AEBR / ARFE), su finanziamento della Direzione generale della Politica regionale e urbana. I sette progetti avranno dodici mesi di sperimentazione, un contributo finanziario di 15mila euro ciascuno e un accompagnamento tecnico.

    Il contesto normativo europeo

    Il pacchetto legislativo europeo Clean Energy for All Europeans del 2016, ha introdotto a il concetto di comunità energetica come forma organizzata di cooperazione locale nel settore dell’energia. Le direttive RED II e IMED riconoscono esplicitamente la possibilità di costituire comunità energetiche rinnovabili e comunità energetiche dei cittadini con partecipazione transfrontaliera, aprendo alla collaborazione tra soggetti situati in Stati membri diversi.

    Le comunità energetiche sono iniziative che coinvolgono cittadini, imprese ed enti pubblici nella produzione, distribuzione, condivisione o promozione di energia da fonti rinnovabili.

    Nel caso transfrontaliero, il modello richiede il coordinamento tra sistemi giuridici, regimi fiscali e mercati elettrici differenti, e dunque pone non piccole complicazioni. Anche sul piano attuativo, per ridurre questi “ostacoli transfrontalieri” è a stata introdotta la possibilità di cooperare in modo bilaterale, senza superare alcuni di questi ostacoli, con le Comunità energetiche quasi transfrontaliere (Q-CBEC).

    La Commissione europea aveva già individuato 27 iniziative riconducibili a comunità energetiche transfrontaliere (CBEC) o quasi transfrontaliere (Q-CBEC) in 17 Stati membri e lungo 14 confini interni dell’Unione. Due sono state oggetto di pianificazione, sei sono classificate come Q-CBEC e diciannove rappresentano iniziative correlate o in fase iniziale di sviluppo. Le esperienze più numerose si concentrano lungo il confine franco-tedesco e tra Spagna e Portogallo.

    Il progetto coordinato da MOT e AEBR si colloca in continuità con la pubblicazione “Handbook for Cross-Border Energy Communities”, diffusa dalla Commissione europea nel gennaio 2025, che analizza criteri, fasi di costituzione, attori coinvolti e ostacoli giuridici alla creazione di comunità energetiche transfrontaliere.

    I sette progetti pilota selezionati

    I sette progetti pilota sono stati selezionati tra 17 candidature presentate nell’ambito dell’invito aperto tra luglio e novembre 2025.

    Ciascun progetto dovrà consolidare o istituire una comunità energetica transfrontaliera (CBEC) o quasi transfrontaliera (Q-CBEC), definendo assetti organizzativi, modalità di partecipazione e strumenti di gestione compatibili con le normative dei due Paesi coinvolti.

    Il percorso operativo prevede un incontro tra ciascun progetto pilota e gli esperti di REScoop.eu, federazione europea delle comunità energetiche, per valutare lo stato di avanzamento, mappare gli attori coinvolti e individuare le esigenze tecniche e normative. Seguiranno workshop tematici e webinar collettivi destinati a definire una tabella di marcia per lo sviluppo della comunità energetica.

    Nel corso dei dodici mesi saranno analizzati ostacoli amministrativi, differenze regolatorie, modelli di governance e strumenti finanziari. I risultati e gli avanzamenti delle sperimentazioni saranno pubblicati sul sito del progetto CBEC, con l’obiettivo di fornire indicazioni replicabili in altri territori di confine.

    Il progetto quadro della MOT e di AEBR/ARFE ha una durata di due anni e mezzo, dal 1° maggio 2025 al 31 luglio 2027.

    Il budget totale ammonta a 489.999 euro, finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale attraverso la DG REGIO della Commissione europea. Alla Mission Opérationnelle Transfrontalière è assegnata una quota di quasi 250 mila euro.

    Quali sono i progetti?

    • “Energizing Borders: Building Awareness, Identifying Opportunities” (DE-PL) coinvolge l’area di Görlitz-Zgorzelec e mira a rafforzare la cooperazione energetica tra Germania e Polonia attraverso il coinvolgimento di attori locali e agenzie di sviluppo regionale.
    • “Power Across Borders” (DE-NL) riunisce cooperative energetiche tra Germania e Paesi Bassi con l’obiettivo di strutturare una comunità energetica condivisa lungo il confine.
    • “Cross-Border Energy Community Kempen” (BE-NL) interessa la regione del Kempen tra Belgio e Paesi Bassi, dove cooperative cittadine intendono coordinare produzione e consumo di energia rinnovabile su scala transfrontaliera.
    • “Cross-Border Energy Community Friuli Carinzia” (AT-IT) collega territori alpini tra Austria e Italia, puntando a integrare risorse energetiche e strumenti di governance condivisi.
    • “Cross-Border Energy Community Friuli-Goriška” (IT-SI) coinvolge enti locali e comunità energetiche tra Italia e Slovenia, in un’area caratterizzata da una lunga tradizione di cooperazione istituzionale.
    • “Creating a Q-CBEC in Euskal-Herria” (ES-FR) promuove la creazione di una quasi comunità energetica transfrontaliera tra Spagna e Francia, con il coinvolgimento di cooperative energetiche attive nei Paesi Baschi.
    • Infine, “EnergiaParaElPueblo” (ES-PT) si sviluppa tra Spagna e Portogallo nell’ambito della comunità EfiDuero Energy, con l’obiettivo di estendere la cooperazione lungo il bacino del Duero.

    Al momento non ci sono progetti sulla frontiera italo-francese, malgrado alcune continuità delle reti elettriche, per esempio in Valle Roja e al colle / tunnel di Tenda, tra Piemonte e Hautes Alpes, sulla riviera italo-francese.

    Sull’asse del Fréjus (tra Sainte-Hélène-du-Lac in Savoia e Piossasco in Piemonte), e al Piccolo San Bernardo transitano due delle reti transfrontaliere ad alta tensione. Esiste tuttavia un’azione di comunicazione sul tema, con incontri e “pedalate dimostrative”, del progetto Interreg Alcotra Italia-Francia 2021/2027 “Recrosses”.

    LEGGI ANCHE: Il primo tour transfrontaliero delle Comunità Energetiche Rinnovabili

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