È da una situazione ordinaria che Sarah Des Hesses fa partire il suo romanzo “Bruxelles, attends-moi, j’arrive !”: una donna, un cocktail, un licenziamento recente e un pensiero che affiora senza una ragione precisa. Suzanne non decide però subito di partire né di cambiare vita, ma si ritrova abitata dalla città belga, una presenza mentale che chiede attenzione e che diviene il motore silenzioso della narrazione.
Il titolo del libro richiama una delle frasi più note del brano “Bruxelles”, parte del primo album del cantante Dick Annegarn datato 1974, “Bruxelles, attends-moi, j’arrive. Bientôt je prends la dérive”. Il romanzo breve, edito per le 180º Éditions, si compone di 66 pagine ed è acquistabile nelle migliori librerie nonché nei più noti siti web dedicati alla letteratura al prezzo di 10,00 euro.
Un quaderno come spazio di passaggio
Per cercare di capire ciò che le sta accadendo, Suzanne affida emozioni e dubbi al suo quaderno rosso, che accompagna il racconto e ne scandisce il ritmo, configurandosi quale spazio in cui formulare ipotesi e registrare intuizioni. Attraverso tale oggetto, “Bruxelles, attends-moi, j’arrive !” riflette sul bisogno di scrittura che emerge nei momenti di rottura, quando le parole divengono uno strumento per attraversare l’incertezza più che per risolverla.
La storia di Sarah Des Hesses si muove tra Ginevra e Bruxelles, mettendo in dialogo due contesti urbani e culturali senza per tale ragione mai trasformarli in semplici sfondi. Il legame tra Svizzera e Belgio attraversa il testo anche sul piano umano, con una attenzione particolare alle relazioni tra donne e a forme di sororità raccontate con leggerezza ma sostenute da riferimenti concreti.
Sarah Des Hesses, tra Ginevra e Bruxelles
Svizzera di origine e da sempre residente a Ginevra, Sarah Des Hesses ha sviluppato nel tempo un forte legame con Bruxelles, che attraversa anche la sua scrittura. Attiva sui social e autrice di testi brevi, nel 2024 ha pubblicato il racconto “Félicie” all’interno dell’opera collettiva “Vendredi 13” per le Éditions Lamiroy, mentre “Bruxelles, attends-moi, j’arrive !” è il suo primo libro pubblicato con il proprio nome.
In esso si intrecciano dunque differenti tematiche a lei care come il momento di svolta nella vita adulta, l’ascolto di quella “piccola voce” interiore spesse volte ignorata, la possibilità di un incontro sentimentale che modifichi le prospettive. Ella costruisce il proprio racconto per osservare da vicino quei momenti in cui la vita sembra fermarsi proprio mentre sta per cambiare, lasciando spazio alla progressiva ridefinizione della protagonista e alla messa in discussione delle sue certezze.
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