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    Home » Articoli » Il testimone delle Olimpiadi invernali passa alle Alpi francesi per il 2030
    Sport

    Il testimone delle Olimpiadi invernali passa alle Alpi francesi per il 2030

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino24 Febbraio 2026
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    Il passaggio di testimone delle Olimpiadi alle Alpi francesi, Le passage de témoin des Jeux Olympiques aux Alpes françaises (c) Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026
    Il passaggio di testimone delle Olimpiadi alle Alpi francesi, Le passage de témoin des Jeux Olympiques aux Alpes françaises (c) Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026
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    Dalle montagne italiane a quelle francesi, la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 ha segnato il passaggio simbolico alla prossima tappa del percorso olimpico invernale, i Giochi previsti nelle Alpi francesi nel 2030.

    L’evento finale a Verona ha messo in risalto il patrimonio culturale italiano attraverso la musica, la danza e i riferimenti all’opera, accompagnando simbolicamente lo spegnimento delle fiamme olimpiche accese a Milano e Cortina.

    Il giorno dopo Verona, nella Halle olympique di Albertville, sede dei Giochi del 1992, diverse migliaia di persone hanno assistito all’arrivo degli atleti di ritorno dai Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026. Qui la bandiera olimpica è stata issata nuovamente, in vista delle Olimpiadi del 2030.

    Il passaggio della bandiera olimpica a Verona

    Uno dei momenti salienti della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026è stato il passaggio della bandiera olimpica, che ha segnato il passaggio di testimone tra Italia e Francia. Dopo gli inni tradizionali e la presenza delle autorità sportive e civili, questa è stata simbolicamente consegnata ai rappresentanti francesi, aprendo così la fase preparatoria della prossima edizione.

    La presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, ha poi dichiarato ufficialmente chiusi i Giochi italiani, ringraziando il Paese ospitante per l’organizzazione e invitando il pubblico a ritrovarsi tra quattro anni. Nel corso della serata si sono susseguiti momenti istituzionali e artistici, culminati con l’addio agli atleti e ai volontari che hanno reso possibile questo evento.

    Ad Albertville, la bandiera

    Il 23 gennaio, ad Albertville, nel corso della serata, la bandiera con i cinque cerchi è stata issata su un pennone di circa cinquanta metri nel parco olimpico, accompagnata da uno spettacolo di luci e suoni. I cacciatori alpini del reggimento di Savoia hanno dispiegato una bandiera gigante. La cerimonia è stata trasmessa in diretta da France Télévisions e ha attirato un vasto pubblico.

    Amélie Oudéa-Castéra, presidente del Comitato Olimpico e Sportivo Francese, ha ricordato l’eredità del 1992 ad Albertville e la nuova fase organizzativa.

    La Francia ha concluso i Giochi di Milano Cortina al sesto posto nella classifica delle medaglie con 23 podi, di cui otto medaglie d’oro, un risultato superiore a quello registrato a Sochi nel 2014 e a PyeongChang nel 2018.

    Tra gli atleti presenti ad Albertiville c’erano i biatleti Quentin Fillon Maillet e Océane Michelon, nonché lo sciatore di fondo Mathis Desloges. Il biathlon ha contribuito in modo significativo al totale delle medaglie, così come i risultati ottenuti nel pattinaggio artistico e nello sci

    Le Alpi francesi verso le Olimpiadi invernali del 2030

    La prossima edizione dei Giochi Olimpici Invernali è prevista tra quattro anni, dal 1° al 17 febbraio 2030, nelle Alpi francesi, con gare tra l’Alta Savoia, la Savoia, le Alte Alpi e la Costa Azzurra, e Nizza come principale polo urbano. Sarà la quarta volta che la Francia ospiterà i Giochi invernali, dopo le Olimpiadi di Chamonix nel 1924, quelle di Grenoble nel 1968 e quelle di Albertville nel 1992.

    Il modello organizzativo si basa in gran parte sul riutilizzo delle strutture esistenti e sulle infrastrutture temporanee, con l’obiettivo dichiarato di limitare i costi e ridurre l’impatto ambientale. Anche se la priorità sarà data ai trasporti pubblici e ai collegamenti multimodali tra le valli e le stazioni sciistiche, il programma sportivo definitivo e la mappa completa dei siti devono ancora essere finalizzati.

    Un progetto ancora in fase di elaborazione

    La celebrazione ad Albertiville ha avuto luogo in un momento di instabilità per il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici Alpi 2030 (COJOP). Negli ultimi mesi si sono registrate diverse dimissioni tra i dirigenti e il direttore generale Cyril Linette sta per lasciare l’incarico a causa di «disaccordi inconciliabili». Fonti vicine all’Eliseo hanno indicato la necessità di “mettere ordine” nell’organizzazione entro poche settimane.

    Il presidente del comitato (il COJOP) Edgar Grospiron ha minimizzato le tensioni parlando di “turbolenze” tipiche di progetti di questa portata. La sua audizione davanti al Senato francese è prevista per il 25 febbraio. La nuova squadra dirigente del comitato dovrebbe essere definita a marzo, ma non è certo che Grospiron sarà affiancato da personalità più importanti e influenti di quelle attualmente in carica, il che ridurrebbe il suo ruolo e, in parte, il suo metodo.

    Presente ad Albertville, il primo ministro Sébastien Lecornu ha invitato a lavorare in modo coerente per il 2030, chiedendo di non alimentare le previsioni negative sull’esito dei Giochi.

    Durante la riunione, Lecornu ha raccolto commenti sull’esperienza italiana. Alcuni hanno citato il modello territoriale diffuso adottato da Milano-Cortina, che anche le Alpi francesi intendono replicare: utilizzo delle infrastrutture esistenti e controllo dei costi, ma maggiore complessità dei trasporti e rischio di una minore concentrazione del “fervore olimpico” nei siti di gara. In Italia, tuttavia, i Giochi sono costati 5,7 miliardi di euro, una cifra che rimane enorme.

    A meno di quattro anni dalla scadenza del 2030, la cerimonia di Albertville ha quindi assunto un doppio significato: la chiusura del ciclo Milano-Cortina e il lancio operativo del nuovo progetto, ancora in fase di adeguamento.

    LEGGI ANCHE: Ski ballet, quando lo sci danzò alle Olimpiadi di Albertville

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    Giorgia gambino
    Giorgia Gambino
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    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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