La medicina rigenerativa basata su cellule staminali si afferma come uno degli ambiti più promettenti della ricerca biomedica e diviene il fulcro di una nuova iniziativa transfrontaliera tra Italia e Svizzera. Il progetto “SUST-STAM”, che sarà presentato il prossimo venerdì 10 aprile presso il Collegio Universitario Cattaneo di Varese, punta a mettere in rete competenze scientifiche e industriali per accelerare lo sviluppo di tali terapie innovative.
Un ecosistema transfrontaliero per l’innovazione
“SUST-STAM” nasce con l’obiettivo di creare un vero e proprio ecosistema dell’innovazione nell’area insubrica, ovverosia comprendente i territori limitrofi di Lombardia, Piemonte e Cantone del Ticino. Attraverso la messa in comune di competenze scientifiche, cliniche e imprenditoriali, esso mira a sviluppare soluzioni nel campo delle cellule staminali, con particolare attenzione alla sostenibilità dei processi produttivi e alla competitività europea.
L’iniziativa punta peraltro a sostenere la nascita e la crescita di start-up e piccole e medie impresead alto contenuto tecnologico, favorendo la creazione di nuove terapie e di sistemi innovativi per la produzione dei componenti necessari. Un aspetto cruciale di essa concerne difatti la attuale dipendenza da materiali e tecnologie extraeuropee, che essa intende progressivamente ridurre ponendo in campo un savoir-faire tutto transfrontaliero e locale.
Dalla ricerca al mercato
Tra le azioni previste in seno al progetto Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021/2027 per il rafforzamento di medicina rigenerativa e staminali tra Italia e Svizzera vi è anzitutto la selezione di idee imprenditoriali a elevato potenziale. A ciò si aggiungono ancora l’accesso a infrastrutture condivise come laboratori avanzati, bioreattori e cleanroom nonché servizi di accompagnamento che spaziano dalla validazione clinica al supporto per il business.
Particolare rilievo è peraltro dato alla formazione di personale altamente qualificato, con percorsi specialistici pensati per ricercatori e professionisti del settore biotech nell’ottica di una filiera completa dalla ricerca di base alla commercializzazione. Il tutto finalizzato a costruire un modello di collaborazione replicabile anche in altri contesti europei, con la creazione di una piattaforma tecnologica condivisa e di una rete stabile tra ricerca, clinica e impresa.
Il valore della cooperazione tra territori
La dimensione transfrontaliera rappresenta uno degli elementi chiave di “SUST-STAM”, che permette di condividere tra Italia e Svizzera competenze e infrastrutture necessarie allo sviluppo della medicina rigenerativa e delle cellule staminali. Tale approccio dovrebbe consentire di superare frammentazioni istituzionali e normative, creando condizioni più favorevoli per l’innovazione e aumentando l’attrattività del territorio per investimenti e talenti.
Di qui, dunque, un partenariato che riunisce l’Università degli Studi dell’Insubria (capofila), l’Università del Piemonte Orientale e la Fondazione insubrica per la ricerca sulla vita e la società di ricerca e sviluppo sperimentale HETA RES. Accanto a essi, figurano partner svizzeri come la no-profit dedicata al campo delle staminali Swiss Stem Cell Foundation, l’Ente Ospedaliero Cantonale e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana.
Medicina rigenerativa e staminali tra Italia e Svizzera
Negli ultimi anni, la ricerca su medicina rigenerativa e cellule staminali tra Italia e Svizzera ha conosciuto una evoluzione significativa, collocandosi in una fase di transizione dalla sperimentazione alla pratica clinica.
Nella Penisola, il settore delle terapie cellulari e geniche nonché dell’ingegneria tissutale è a oggi al centro di programmi di ricerca mirati a intervenire direttamente sui meccanismi delle malattie, con applicazioni già autorizzate a livello europeo. Parallelamente, nella Confederazione si osserva un ecosistema regolato e competitivo, sostenuto da istituzioni scientifiche che favoriscono la validazione clinica delle terapie e la partecipazione a studi sperimentali.
Tuttavia, persistono talune sfide tra cui i costi elevati delle tecnologie, la complessità dei processi produttivi e la necessità di rafforzare il trasferimento tecnologico, contesto nel quale la cooperazione diviene un fattore strategico.
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