Nos Alpes alla scoperta…

Nos Alpes alla scoperta… del Piemonte vitivinicolo

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La regione vanta più di venti vitigni autoctoni, perlopiù concentrati nella zona del Monferrato, i quali danno vita ad alcuni dei più apprezzati vini italiani tra cui Nebbiolo, Barolo, Barbaresco, Gattinaa e Ghemme.

Non si può pensare al Piemonte senza immaginarsi le sue immense distese di viti o senza sentire sulla lingua il sapore di uno dei suoi vini di eccellenza: ecco perché questa settimana la rubrica “Nos Alpes alla scoperta” vuole approfondire la vocazione vitivinicola della regione. Sede di più di venti vitigni autoctoni, perlopiù concentrati nella zona del Monferrato e in particolare delle Langhe, qui prendono forma e sostanza alcune delle più apprezzate etichette italiane tra cui Nebbiolo, Barolo, Barbaresco, Gattinaa e Ghemme.

L’itinerario pensato si dipana sulla cosiddetta Strada del Barolo, soffermandosi dapprima nel piccolo comune in provincia di Cuneo di Barolo, reso celebre a livello mondiale proprio dalla sua ricchezza di produzione vinicola. Qui è possibile fare visita al Museo del vino WiMu o all’Enoteca regionale del Barolo oppure ritagliarsi una parentesi storica e culturale presso il settecentesco Castello di Magliano Alfieri o presso il Museo teatro del paesaggio.

Imbocchiamo il tragitto in direzione sud dirigendoci alla terrazza de La Morra, dalla quale ammirare il verde punteggiato di frutti autunnali dei vitigni locali; prima di ripartire perché non fare visita alla Cantina sociale, dove assaggiare alcuni dei più rinomati vini del paese? Poco lontano è visibile la Cappella delle Brunate, piccola e colorata chiesa risalente ai primi anni del Novecento conosciute anche come la Cappella del Barolo, sconsacrata e trasformata nel 1999 in una perla di arte contemporanea dagli artisti Sol Lewitt e David Tremlett. Ancora, accanto all’edificio religioso sorge la Cantina Astemia pentita, proprietà di Sandra Vezza e progetto architettonico di Gianni Arnaudo circondato da filari e disposto a rappresentare due enormi casse di vino.

La tappa seguente è il paese medievale di Cherasco, la cui offerta turistica spazia da attrazioni ludiche destinate ai bambini come il Museo della magia a peculiarità religiose e artistiche come il Santuario della Madonna del popolo, l’antica sinagoga e Palazzo Salmatoris.

L’ultimo comune del Piemonte dove soffermarsi è quello di Verduno, dove è possibile degustare il Pelaverga, vino rosso e fruttato proveniente dall’omonimo vitigno a bacca rossa esclusivamente autoctono e della produzione estremamente limitata. Dopo un rapido assaggio, la parte opposta della piazza centrale ospita dei giardinetti pubblici dai quali ammirare una splendida vista sulle Langhe, dalla città di Alba al castello di Grinzane Cavour, da La Morra a Barolo.

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