Ambiente

Alta Via del Sale e Nivolet, accesso e overtourism

Colle del Nivolet (cc By Sa Alessandro Vecchi Wiki)

ll colle del Nivolet ha avuto nel passato regole di accesso nelle domeniche estive per tutelare il paesaggio e per proteggere flora e fauna

Col du Nivolet (CC BY SA Alessandro Vecchi wiki)

Per i colli alpini italiani è in corso un dibattito sul controllo dell’accesso e sull’overtourism: da un lato è stata aggiornata la regola con i limiti massimi di auto e moto sull’Alta Via del Sale, tra Limone e Briga, dall’altra il Parco nazionale del Gran Paradiso ha eliminato il divieto domenicale estivo di accesso alle auto al colle del Nivolet, sul versante piemontese.

I limiti nell’Alta Via del Sale

La nuova regola stabilita per gli accessi nell’Alta Via del Sale, per il tratto da Limone a Briga Alta, prevede un limite di massimo giornaliero di 140 moto e 80 automobili o quad. Le tariffe variano da 1 euro per le biciclette a 15 euro per le moto e a 20 euro per le auto e i quad.

La riapertura dovrebbe avvenire il prossimo 15 giugno. Gli accessi sono solo diurni, e fino a domenica 20 ottobre, dalle 8 alle 20 (ultimo ingresso alle 18), ma dal 16 settembre con chiusura serale anticipata alle 18 (ultimo ingresso alle 16).

Il tracciato è una pista di precedente uso militare che collega le Alpi piemontesi e al mare, passando dalle Alpi marittime. Lungo circa 30 km, attraversa il Parco del Marguareis e il Parco delle Alpi Liguri e si snoda tra i 1800 e i 2100 metri di quota lungo lo spartiacque alpino, attraversando a mezzacosta valichi alpini, tornanti e passaggi spettacolari.

La pista coincide con diversi itinerari come la Ciclovia Alpi del Mediterraneo, il Tour dei Saraceni, la Via dei Pellegrini e la Via del Duca.

Il caso dell’altopiano del Nivolet

In Piemonte, il colle dell’altopiano del Nivolet, al confine tra la Valle dell’Orco in Piemonte e Valsavarenche in Valle d’Aosta, ha avuto nel passato regole di accesso per tutelare il paesaggio e per proteggere flora e fauna del territorio piemontese, in ragione del numero delle presenze, in particolare nel fine settimana.

Sin dal 2003, dopo vari studi e relazioni, il progetto “A piedi tra le nuvole” ha stabilito la chiusura della strada nelle domeniche di luglio e agosto, dalle ore 9 alle ore 18, per un totale di 72 ore all’anno. Il Parco nazionale del Gran Paradiso, la Città Metropolitana di Torino, la Regione autonoma Valle d’Aosta e i Comuni di Ceresole Reale e Valsavarenche avevano sottoscritto una convenzione al riguardo, che veniva rinnovata ogni anno.

Tuttavia, con un recente comunicato, il Parco nazionale del Gran Paradiso ha comunicato di sospenderne l’applicazione, permettendo il libero accesso fino al colle tutti i giorni di luglio e agosto. L’idea è di monitorare il traffico in vista di una regolamentazione, da concordare con gli enti e le collettività locali coinvolte, e di effettuare chiusure per alcune manifestazioni sportive o di associazioni. La decisione del Parco nazionale del Gran Paradiso – il cui presidente Mauro Durbano da poco nominato senza il consenso di solito raccolto presso le Regioni e i Comuni è vice-sindaco di Ceresole Reale ed esponente locale della Lega – si è rivelata unilaterale.

Come ritrovare il dialogo

Il presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, durante l’assemblea regionale del 5 giugno ha parlato di una scelta “poco comprensibile” mentre la Città metropolitana di Torino ha confermato di non aver preso parte alla decisione. Il direttore del Parco, Bruno Bassano, aveva sottolineato che la chiusura domenicale estiva ha prodotto risultati ma era divenuta “un pretesto” per non dare vita a “un serio progetto di regolamentazione”, che una commissione tecnica dovrebbe elaborare entro la fine del 2024.

Sempre il 5 giugno, con un nuovo comunicato, il Parco Nazionale Gran Paradiso ha poi manifestato di voler ritrovare un accordo che gli enti territoriali, e ha formulato una una nuova proposta di gestione transitoria, anche per raccogliere dati sulla viabilità. Nell’estate del 2024 il Parco provvederà alla chiusura totale ai mezzi motorizzati, per 5 giorni, dalle 6 alle 21, per un totale di 75 ore di chiusura, dunque a livelli simili al progetto precedente, per eventi sportivi e associativi. Due giornate saranno organizzate con GAL Valli del Canavese per manifestazioni ciclistiche e altre tre saranno dedicate agli escursionisti e al nordic walking.

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