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    Home » Articoli » In Piemonte, nel Monregalese, ispettori contro l’abbandono dei rifiuti
    Ambiente e territorio

    In Piemonte, nel Monregalese, ispettori contro l’abbandono dei rifiuti

    Enrico MartialEnrico Martial12 Agosto 2025
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    Il Monte Foltera visto dalla pianura monregalese, in Piemonte / dans le Piémont (c) CC BY a 4_0 Pampuco Wikimedia Commons
    Il Monte Foltera visto dalla pianura monregalese, in Piemonte / dans le Piémont (c) CC BY a 4_0 Pampuco Wikimedia Commons

    Nel Monregalese, in provincia di Cuneo, in Piemonte, il consorzio intercomunale Acem introduce un regolamento per contrastare l’abbandono dei rifiuti e migliorare la raccolta differenziata.

    La decisione, approvata il 4 agosto 2025 dall’assemblea dei soci che riunisce oltre ottanta Comuni, prevede l’istituzione di ispettori ambientali e figure di sensibilizzazione, con poteri di controllo e prevenzione.

    Un regolamento per la prevenzione

    Il presidente Michele Odenato e la direttrice tecnica Sara Cravero hanno presentato un testo che punta a rafforzare la consapevolezza ambientale senza imporre un approccio punitivo.

    Gli ispettori ambientali saranno pubblici ufficiali, formati con un corso specifico, in grado di accertare irregolarità e segnalare alla polizia locale i comportamenti contrari alle regole di smaltimento.

    Accanto a loro opereranno gli incaricati per i controlli ambientali e la sensibilizzazione (Icas), senza poteri sanzionatori ma con il compito di monitorare il servizio e informare i cittadini.

    Poteri e compiti degli ispettori

    Gli ispettori avranno la possibilità di aprire i sacchi abbandonati per identificarne la provenienza, operare in spazi privati accessibili al pubblico e verificare il corretto lavoro delle ditte di raccolta.

    Potranno osservare i mezzi in servizio e documentare eventuali inadempienze. Questa nuova figura sostituisce l’attuale incaricato di controllo, considerato meno efficace perché talvolta interno alle stesse aziende da monitorare.

    Applicazione nei Comuni

    Il regolamento non è obbligatorio: ogni Comune potrà adottarlo con una semplice pubblicazione all’albo pretorio.

    Una tabella orientativa delle sanzioni aiuterà a uniformare gli interventi e a garantire trasparenza. Alcuni Comuni turistici, come Frabosa Sottana, Frabosa Soprana, Montaldo, Roburent e Viola, hanno chiesto un’attivazione immediata per affrontare l’aumento stagionale dei rifiuti. Mondovì si è astenuta, chiedendo più tempo per valutare il testo, anche alla luce delle criticità nel servizio di raccolta e del nuovo appalto previsto entro fine anno.

    L’A.C.E.M. e il territorio

    L’A.C.E.M., Azienda Consortile Ecologica del Monregalese, è un consorzio obbligatorio previsto dalla normativa regionale per lo smaltimento, il trattamento e il recupero dei rifiuti urbani dei Comuni consorziati.

    Nato nel 1995, riunisce 87 Comuni dell’area sud-orientale della provincia di Cuneo, identificata dalla Regione Piemonte come Bacino n. 9 (Monregalese). Comprende quasi un terzo dei Comuni della provincia, con una popolazione complessiva di oltre 96 mila abitanti distribuiti su un territorio di circa 1.700 chilometri quadrati.

    Il contesto nazionale italiano

    In Italia, i Comuni stanno rafforzando le azioni di contrasto al mancato rispetto delle regole sulla raccolta differenziata da parte di cittadini e imprese. Analoghe misure sono in vigore da anni in altri Paesi europei – ad esempio nella stessa Bruxelles – proprio con la figura degli ispettori e con il meccanismo delle sanzioni.

    Nella raccolta differenzia, le differenze sono però significative tra Regioni e persino all’interno di ognuna. Secondo i dati 2023, il tasso di raccolta differenziata nazionale ha raggiunto il 66,6%, con il Nord Italia al 73,4%, il Centro al 62,3% e il Sud al 58,9%.

    L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) ha spiegato che il 71% dei Comuni italiani ha superato la soglia del 65%. La normativa nazionale, introdotta con il Decreto “Ronchi” (cioè con il decreto legislativo n. 77 del lontano 1997) e aggiornata dal Decreto Legislativo 152 del 2016, ha recepito le direttive europee affidando agli enti locali la disciplina e la gestione della raccolta.

    In mancanza di un modello unico, i Comuni adottano regolamenti propri, e sono loro, tramite la polizia municipale, a comminare le sanzioni per l’errata differenziazione dei rifiuti.

    LEGGI ANCHE: “ClimAlp”: una rete transfrontaliera per salvare le Alpi dai rifiuti

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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    ISSN 3103-8565
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