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    Home » Articoli » La bella anomalia della Saison Culturelle in Valle d’Aosta
    Cultura

    La bella anomalia della Saison Culturelle in Valle d’Aosta

    Enrico MartialEnrico Martial20 Ottobre 2025
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    La présentation de la Saison culturelle 2025 à aoste, le 13 ocrobre 2026 (c) Nos Alpes
    La présentation de la Saison culturelle 2025 à aoste, le 13 ocrobre 2026 (c) Nos Alpes
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    Saison Culturelle della Valle d’Aosta 2025 conferma il suo ruolo singolare, con nomi importanti, teatro, musica, cinema, e il gruppo di spettacoli francofoni e valdostani. La rassegna, d’altra parte, non è per nulla modesta: oltre 27.000 presenze nella scorsa edizione, con 15.275 ingressi per la sola sezione Spectacle.

    Dal 24 ottobre 2025 al 18 aprile 2026, la Saison prosegue ancora nell’equilibrio tra spettacoli belli, cinema anche di scoperta ed eventi in lingua francese, in patois e e valdostani. E’ un modo per uscire di casa: non riguarda solo Aosta, la gente viene da Cogne, o da Verrès e qualcuno anche da fuori Valle. La Saison prova anche a muoversi: uno spettacolo sarà a Courmayeur, nel contesto che anticipa il Natale.

    È organizzata dall’Assessorato regionale dei Beni culturali (con un sostegno della Fondazione CRT) e si appoggia alla direzione artistica di Giorgio Gallione per la sezione Spectacle (curata dalla ditta IMARTS) e di Angelo Acerbi per la sezione Cinéma (a cura della ditta L’Eubage). Vi è però una presenza diretta dell’Ufficio attività culturali della Regione, che lavora con entrambi per dare all’insieme un equilibrio rispetto alle attese e al pubblico. Inoltre propone e organizza la presenza delle opere valdostane, e tiene i contatti con le culture e le produzioni della francofonia.

    Queste mescolanze, i nomi conosciuti dei circuiti italiani e francofoni, e un’abitudine a venire in Valle d’Aosta da parte di vallesani e piemontesi (per esempio da Biella) fanno capire che la Saison attrae non solo un pubblico di residenti, che pure sono affezionati alle varie sezioni e produzioni.

    Un asse centrale di spettacolo e musica

    Al centro della programmazione (qui tutti gli eventi) rimane un’ampia offerta di teatro italiano, musica leggera, opera lirica e danza contemporanea. Il cartellone include spettacoli con nomi apprezzati, Claudio Bisio, Chiara Francini, Paolo Genovese, Veronica Pivetti, Pablo Trincia, Amanda Sandrelli e la compagnia di Carnage – Il Dio del Massacro. La lirica torna con Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, regia di Damiano Michieletto, nell’allestimento del Maggio Musicale Fiorentino.

    La danza presenta la Paul Taylor Dance Company e Cristiana Morganti con il nuovo solo Behind the light. Tra i musical si trova Legend – The Show, un tributo a Michael Jackson con la voce di Wendel Gama. Per la musica, si va da Niccolò Fabi a Carmen Consoli, a Eugenio Finardi, Eduardo De Crescenzo, Filippo Graziani (il figlio di Ivan, il dissacratore di di Pigro e Monna Lisa), Goran Bregović (con il suo rock dai tratti balcanici e vivissimi).

    Lo spettacolo di Paolo Fresu, Christmas Songs (con Daniele di Bonaventura e Leila Shirvani) si terrà il 7 dicembre 2025 a Courmayeur. Ci sarà anche il gospel di Eric Waddel: la Saison intreccia proprio i generi, raggiunge pubblici diversificati, e funziona.

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    Il cinema come geografia e letteratura come responsabilità

    La sezione Cinéma, che è rimasto allineata alla vocazione originaria – nata come Giro del mondo in 80 ore – propone anche quest’anno una selezione di film che difficilmente troverebbero spazio nella normale distribuzione.

    Il programma è costruito per aree e si concentra su opere prime, nuovi linguaggi e produzioni europee e internazionali. Il 2 novembre al Teatro Splendor si terrà la serata di apertura dedicata a Pier Paolo Pasolini, mentre le proiezioni si svolgeranno come sempre (da decenni, e una volta il nome era diverso) al Cinéma de la Ville il martedì e mercoledì. per molti che frequentano la sezione cinéma, si tratta di un vero rito.

    La sezione Littérature parlerà di scrittura e di giornalismo. Sono appuntamenti a ingresso gratuito, apprezzati e con le sale piene. Il 27 ottobre ci sarà Andrea Bajani (Premio Strega e Strega Giovani 2025), il 10 novembre Milena Palminteri (Premio Bancarella 2025 con Come l’arancio amaro, su radici e migrazioni.

    Il 27 novembre Ezio Mauro (già direttore de la Stampa e di Repubblica) sarà intervistato da Andrea Chatrian sulla libertà di stampa, il 10 dicembre Lucia Goracci seguirà i cambiamenti del linguaggio nel giornalismo internazionale, con Silvia Savoye. Poi ci saranno i romanzi di Marco Malvaldi (Piomba libera tutti) e di Nicoletta Verna (I giorni di vetro). Il 19 febbraio, Melania Mazzucco parlerà di scrittura come comprensione della realtà.

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    Francofonia e radicamento alpino

    Una delle caratteristiche più testarde e in fondo riuscite della Saison è la sua dimensione francofona e alpina. Nella sezione teatrale in lingua francese trovano spazio quattro proposte che uniscono riscrittura, divertimento intelligente e ri-scoperta storica.

    Il 6 novembre 2025, Ni mégère, ni apprivoisée è una rivisitazione in abiti moderni de La mégère apprivoisée di Shakespeare (La bisbetica domata), diretta da Paolo Crocco: sull’identità e la relazione tra i generi, interpretata da un gruppo di personaggi clowneschi che attraversano la tradizione teatrale con leggerezza e critica.

    Le Menteur, classico del Seicento di Pierre Corneille, racconta il 20 gennaio 2026 le bugie del giovane Dorante che, appena giunto a Parigi dalla campagna, costruisce la propria posizione sociale sulle finzioni. Al centro del racconto si trovano quindi il linguaggio, l’ambiguità e l’invenzione scenica. La Ligne Rose, scritto da Odile Blanchet, Bérénice Boccara e Sana Puis, è ambientato negli anni Venti e segue tre centraliniste parigine che danno vita a un servizio telefonico sensuale e rivoluzionario (e anticipatorio), con comicità, desiderio e autoaffermazione: lo si vedrà il 27 febbraio 2026.

    Infine, il 28 marzo, Les Téméraires, tratto dal libro del belga Bart Van Loo, sarà un viaggio nella Borgogna medievale tra intrighi di corte, guerre, peste e personaggi come Filippo il Buono e Giovanna d’Arco, alle radici storiche e culturali europee.

    In occasione delle Journées de la Francophonie, il 9 marzo 2026 andrà poi in scena anche Orgueil et Préjugés…ou presque, adattamento musicale e divertito del romanzo di Jane Austen.

    Les montagnards alla Saison

    Nella programmazione sono coinvolte anche le realtà culturali valdostane, Les Montagnards sont là di Philippe Milleret et ses amis, in scena il 31 gennaio 2026 al Teatro Splendor, è uno spettacolo che unisce memoria e identità. Sarà la data della chiusura della Foire de Saint-Ours: la Saison contribuisce con regolarità alla grande e partecipata occasione di festa della Valle d’Aosta.

    Il 13 febbraio 2026 andrà in scena Aut-Aut, un progetto di Michel Dellio, Luca Gatullo e Gabriele Peretti, con la direzione artistica di Enrico Montrosset. Unisce suono, parola e immagine sui temi del dubbio e alla scelta, in modo coinvolgente e caloroso.

    Il 14 aprile 2026 debutterà Atlante – Oggi splende il sol, nuova produzione della compagnia teatrale Palinodie. Affronta i temi della memoria e del paesaggio interiore attraverso un linguaggio scenico, frammentato e poetico, a quanto si dice. L’opera è stata selezionata dalla Regione Valle d’Aosta con una open call rivolta agli artisti valdostani. Chiude il ciclo il grande Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart, il 18 marzo 2026.

    Sarà eseguito dall’Orchestre du Conservatoire de la Vallée d’Aoste con il Coro Arcova: si sono già fatti ascoltare in altre occasioni, e il livello è alto, con le sue belle emozioni.

    LEGGI ANCHE: La Saison musicale 2025-2026 della Fondation Gianadda a Martigny

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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