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    Home » Articoli » Un viaggio tra i canyon del “Colorado della Provenza”
    Nos Alpes alla scoperta…

    Un viaggio tra i canyon del “Colorado della Provenza”

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino2 Maggio 2026
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    Un viaggio tra i canyon del “Colorado della Provenza”, Un voyage entre les canyons du « Colorado de Provence » (c) CC BY-SA 2.0, cagouille05, Wikimedia Commons
    Un viaggio tra i canyon del “Colorado della Provenza”, Un voyage entre les canyons du « Colorado de Provence » (c) CC BY-SA 2.0, cagouille05, Wikimedia Commons

    Con sguardo che si allontana seppure di poco dall’area delle Nostre Alpi, ci spingiamo verso un paesaggio suggestivo ma poco moro delle Alpi francesi, i canyon e le formazioni rocciose del cosiddetto “Colorado della Provenza”. Tale denominazione identifica in modo particolare le Gole del Verdon e le Cave di ocra di Rustrel, uno scenario sorprendente plasmato da acqua, vento e secoli alla pari delle grandi dinamiche naturali che hanno modellato anche l’arco alpino.

    Dei canyon in Provenza?

    Tra i luoghi più emblematici della Provenza, sito nel dipartimento della Vaucluse ad appena una ora e mezza di auto da Digne-les-Bains, si impongono le Gole del Verdon, considerate tra i canyon più spettacolari di Europa. Per circa 25 chilometri, il Fiume Verdon si insinua tra pareti calcaree che raggiungono i 700 metri di altezza, creando un contrasto visivo netto con le sue acque dalle tonalità smeraldo.

    Il sito è attraversato da percorsi panoramici come la Route des crêtes, che consente di osservare il canyon dall’alto, e da sentieri escursionistici noti, tra cui il Blanc-Martel che conduce al fondo della formazione. Non mancano le attività sull’acqua, dal kayak al pedalò, soprattutto nell’area del Lago di Sainte-Croix, bacino artificiale datato 1973 sito allo sbocco delle gole e al di sotto dell’altipiano di Valensole, luogo di coltivazione della lavanda.

    Le Gole del Verdon (c) CC BY- SA 4.0, kallerna, Wikimedia Commons
    Le Gole del Verdon (c) CC BY- SA 4.0, kallerna, Wikimedia Commons

    Un “Colorado” nel cuore delle Alpi francesi

    A qualche decina di chilometri da quelli che possono essere in tutto e per tutto descritti come canyon della Provenza, il paesaggio cambia radicalmente e cede il posto alle Cave di ocra di Rustrel. Site nel territorio del Luberon, tra villaggi medievali arroccati su pendii e vasti campi di lavanda e vigneti, si tratta di una area naturale che deve il suo appellativo alle sorprendenti somiglianze cromatiche con i deserti americani.

    Qui dominano le tonalità dell’ocra tra giallo, arancio e rosso che si alternano in una tavolozza naturale frutto di una lunga evoluzione geologica, che si estende tra pinnacoli, colonne e rilievi dalle forme irregolari. Il paesaggio, in parte alterato dall’intervento umano legato all’estrazione dei pigmenti, riflette la luce in modo differente a seconda della polvere e dell’ora, mentre il profumo della vegetazione mediterranea accompagna ugualmente il cammino.

    Le Cave di ocra di Rustrel (c) CC BY-SA 1.0, Love-less, Wikimedia Commons
    Le Cave di ocra di Rustrel (c) CC BY-SA 1.0, Love-less, Wikimedia Commons

    Le origini di un paesaggio unico

    Milioni di anni fa, questa parte della Provenza era un ambiente sabbioso affacciato sul mare, ma il ritiro delle acque lasciò depositi ricchi di minerali – ferro, manganese e altri elementi – che hanno dato origine alle caratteristiche tonalità dell’ocra. Nei secoli, l’attività estrattiva ha inciso il territorio tra gallerie e nuovi percorsi, una opera poi completata dall’erosione naturale che ha modellato la roccia in forme suggestive, spesse volte paragonate a “camini delle fate” o a piccole piramidi.

    I canyon della Provenza si esplorano oggi attraverso sentieri segnalati che si snodano nella pineta e tra le formazioni rocciose e che variano per lunghezza e difficoltà alternandosi tra brevi e accessibili o articolati e panoramici. Tra i più frequentati vi è il cosiddetto Sahara, un itinerario semplice che permette di entrare rapidamente nel cuore del sito; più impegnativi sono per contro quelli che conducono al Belvedere panoramico, dai quali si apre una visione di insieme sull’intera area.

    Il Sentiero delle ocre di Roussillon (c) CC BY-SA 3.0, Denis Champollion, Wikimedia Commons
    Il Sentiero delle ocre di Roussillon (c) CC BY-SA 3.0, Denis Champollion, Wikimedia Commons

    Un patrimonio da preservare

    Nonostante la forte attrattiva turistica, i siti dei canyon in Provenza restano fragili poiché le formazioni di ocra sono soggette a erosione e possono risultare dunque fortemente instabili. Per tale ragione, perciò, è obbligatorio per i frequentatori restare sui sentieri segnalati e mantenere comportamenti rispettosi dell’ambiente, limitando il proprio impatto sul paesaggio e la biodiversità che lo abita.

    L’esplorazione del “Colorado provenzale” può proseguire ancora nei villaggi circostanti come Roussillon, noto per il suo similare Sentiero delle ocre, a sua volta annoverato tra le Riserve della biosfera protette dall’UNESCO. Emblematico anche Moustiers-Sainte-Marie, sito ai margini delle Gole del Verdon nel Parco naturale regionale omonimo e, tra il XVI e il XIX secolo, importante centro di produzione della ceramica e della maiolica.

    LEGGI ANCHE: Un viaggio tra le palafitte alpine di Svizzera, Francia e Piemonte

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    Giorgia gambino
    Giorgia Gambino
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    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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    ISSN 3103-8565
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