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    Home » Articoli » La famiglia Agnelli vende La Stampa e La Repubblica, tra politiche nazionali e sedi locali
    Economia e politica

    La famiglia Agnelli vende La Stampa e La Repubblica, tra politiche nazionali e sedi locali

    Enrico MartialEnrico Martial17 Dicembre 2025
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    La prima pagina de La Stampa del 14 maggio 1974, L'Italia è un Pese moderno (c) CC BY SA 4_0 La Stampa Wikimedia Commons
    La prima pagina de La Stampa del 14 maggio 1974, L'Italia è un Pese moderno (c) CC BY SA 4_0 La Stampa Wikimedia Commons
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    Il gruppo GEDI, uno dei principali editori italiani, è in fase di cessione da parte di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann. L’operazione ha un grande interesse perché riguarda due testate storiche italiane, La Stampa e la Repubblica.

    Vi è un importante effetto sull’informazione nazionale ma vi è anche un aspetto di territorio. La Stampa ha infatti sedi ed edizioni locali a Torino, Cuneo, Aosta, Imperia-Sanremo e Savona, il cui futuro è ancora da capire.

    Il gruppo GEDI ha già ceduto il settimanale L’Espresso nel 2022 e lo storico quotidiano di Genova, Il Secolo XIX, venduto nel 2024 al gruppo MSC di Gianluigi Aponte. In quest’ultimo caso, la situazione è parallela a quella di CMA CGM della famiglia Saadé che ha acquisito nello stesso anno in Francia BFMTV et RMC, oltre che, negli anni precedenti, La Provence, Corse-Matin e La Tribune.

    La Stampa e La Repubblica, vicende italiane

    La Stampa, fondata a Torino nel 1867, è uno dei principali quotidiani nazionali, con un netto radicamento a Torino. Ha avuto uno storico legame di proprietà con la famiglia Agnelli (e quindi con la FIAT), e nel dopoguerra ha mantenuta una impronta liberale e moderata. La Repubblica, nata a Roma nel 1976 su iniziativa di Eugenio Scalfari, ha rappresentato per decenni la voce progressista e riformista del centro-sinistra italiano.

    Sono giornali che hanno raccontato le vicende italiane più difficili, hanno attraversato gli anni di piombo (il vicedirettore de La Stampa, Carlo Casalegno, fu ucciso nel 1977 dalle Brigate Rosse), vissuto l’epoca di Berlusconi e l’avvento prima del populismo e poi delle destre al governo. Ancora di recente, il 28 novembre scorso, la sede de La Stampa di Torino è stata occupata e devastata da un gruppo di giovani filo-palestinesi, che si erano separati da una manifestazione che si svolgeva in una via della città.

    In vendita, nel gruppo GEDI, si trovano poi tra l’altro Radio Deejay e Radio Capital, nonché Huffington Post Italia.

    Una crisi del settore e un disimpegno familiare

    La decisione di vendere il gruppo GEDI arriva in un momento in cui il settore dell’editoria italiana è in difficoltà, come in altre parti d’Europa. Negli ultimi anni, La Stampa e la Repubblica hanno ridotto la loro diffusione di circa il 40%, e le entrate del digitale non compensano le perdite.

    Vi sono poi anche decisioni più ampie che riguardano la holding di famiglia, che ha distolto parzialmente l’attenzione al settore automobilistico e industriale italiano, diversificando gli investimenti internazionali, anche sulle nuove tecnologie.

    Exor ha sede nei Paesi Bassi e ha partecipazioni in Stellantis, Ferrari, CNH – con un importante ruolo di orientamento – e in The Economist. Poi vi sono anche questioni personali: per un complesso contenzioso ereditario, John Elkann ha subito delle condanne, con ricorsi ancora aperti. Carlo De Benedetti, ex editore di La Repubblica, ha detto che questa situazione lo sta inducendo a trasferirsi stabilmente negli Stati Uniti.

    L’editore greco, le preoccupazioni, la soddisfazione russa, le sedi locali

    La trattativa in corso per la vendita di GEDI si sviluppa con Antenna Group, un gruppo media greco di proprietà di Theodore Kyriakou. L’operazione segnerebbe l’ingresso di un editore straniero, e diverse voci politiche hanno espresso preoccupazioni, così come le stesse redazioni. La tendenza, anche da parte del governo nazionale, sembra però quella di lasciare il mercato e le trattative procedere.

    La vendita di La Stampa e di La Repubblica potrebbe anche ridurre due voci di tradizione atlantica, occidentale ed europea, che hanno portato continua informazione sull’invasione russa in Ucraina. Non a caso, dopo l’annuncio della vendita, l’Ambasciata russa in Italia ha pubblicamente espresso soddisfazione, definendo i due giornali “megafoni di propaganda antirussa”.

    La vendita del gruppo GEDI ha poi una rilevanza nella zona alpina. La Stampa ha storiche sedi e produce cronache locali ad Aosta, Torino, Cuneo, Imperia-Sanremo e Savona. In queste città il giornale è spesso il principale più importante riferimento informativo, anche per le questioni transfrontaliere, per esempio sui trasporti, dal tunnel di Tenda all’Autostrada ferroviaria alpina al trafori del Fréjus e del Monte Bianco.

    La Repubblica ha dal suo canto una redazione a Torino, che si occupa anche dei territori alpini. Sono strutture che potrebbero essere coinvolte in possibili riorganizzazioni.

    LEGGI ANCHE: Due incontri tra Italia e Francia su innovazione e industrie strategiche europee

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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