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    Home » Articoli » Roubion, arroccato sulla falesia, nelle Alpi marittime
    Nos Alpes alla scoperta…

    Roubion, arroccato sulla falesia, nelle Alpi marittime

    Enrico MartialEnrico Martial27 Dicembre 2025
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    Le village de Roubion, dans les Alpes maritimes (c) CC BY SA 4_0 Resligne Wikimedia Commons
    Le village de Roubion, dans les Alpes maritimes (c) CC BY SA 4_0 Resligne Wikimedia Commons
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    A Roubion e alla sua falesia verticale a cui è arroccato si arriva dalla Valle della Tinée, nelle Alpi marittime, staccandosi a sinistra salendo da Nizza, dopo una settantina di chilometri.

    E’ 1.300 metri di altitudine, costruito su una parete calcarea a strapiombo, e il toponimo, di origine occitana, deriva da Robione, che significa “falesia”.

    La strada con sui si sale merita da sola la visita: stretta e con molti tornanti, attraversa una gola di scisti rossi, in un paesaggio tipicamente maralpino. Il paese appare all’improvviso, un insieme compatto di case addossate alla roccia, chiuse intorno ai resti delle mura medievali. Ci abitano un centinaio di persone, lì, in cima.

    Un villaggio nel parco del Mercantour, un po’ un simbolo di storia delle Alpi del sud

    A ridosso del Parco nazionale del Mercantour, ha una posizione tra mare e montagna, con un clima da influssi mediterranei nella parte bassa e nette condizioni alpine sul versante del Col de la Couillole: lo si vede anche nella vegetazione, e negli alberi.

    Il paesaggio alterna infatti boschi mediterranei e poi di conifere, pascoli d’altitudine, gole profonde e terrazze coltivate.

    L’attività agricola ha lasciato tracce che devono essere lì da sempre: fienili, recinti in pietra, fontane, canali di irrigazione. Alcuni abbandonati, altri sono in funzione, e si uniscono a un turismo piuttosto lento e di famiglie, in estate e in inverno.

    Ci si passeggia a piedi

    Le strade sono lastricate con pietre verdi locali. Le abitazioni, addossate l’una all’altra, si sviluppano su più livelli, con passaggi voltati e gradinate irregolari. Le fontane, alcune risalenti al XVII secolo, testimoniano l’importanza dell’acqua nelle economie di montagna. Ci si passeggia a piedi, è un po’ un classico della visita. C’è anche qualche sistemazione possibile per la notte, nel villaggio e nelle vicinanze. C’è anche una corta galleria nella roccia, delle decorazione sulla facciata di un edificio dinanzi al Municipio, l’ufficio del turismo è piccolo e incastonato nelle case.

    Ci sono anche alcune strutture difensive di epoca medievale, tra cui due torri circolari e tratti delle mura. La Porte Royale, restaurata, segna l’ingresso principale del villaggio antico. Lungo le vie interne, alcune porte sono state trasformate in supporti per pannelli dipinti che illustrano mestieri tradizionali, scene agricole e pastorali. Questi interventi, anche se recenti, rendono vivo e allegro il percorso nei vicoli.

    Roubion, une des portes décorées (c) cc by sa 4 0 r mossot wikimedia commons
    Roubion, une des portes décorées (c) CC BY SA 4_0 r_Mossot Wikimedia Commons

    Si trovano anche piccole cappelle, archi in pietra, tetti in lose e passaggi a volta. In alto, accanto ai resti delle mura, un punto panoramico offre una vista ampia sul vallone della Tinée e sulle cime del Mercantour. La visita del paese si fa in un tempo relativamente breve, ma ci si può fermare per un caffé. È un luogo calmo, e anche per questo è bello.

    Tra invasioni e annessioni

    Come diversi luoghi delle Alpi marittime, si tratta di villaggi abitati da sempre, relativamente isolati e autonomi, che hanno dovuto però difendersi, sono stati attraversati alle guerre e si sono più volte ricostruiti: ne abbiamo parlato per esempio nel caso di Olivetta San Michele, nelle alpi marittime della Liguria.

    Il territorio di Roubion fu abitato a partire dall’VIII secolo a.C. da popolazioni celto-liguri, e ci sono diversi siti di studi archeologici nella zona. In epoca romana entrò a far parte della provincia delle Alpi Marittime. Tra il VI e l’VIII secolo subì invasioni longobarde e, più tardi, saracene. Dopo un lungo periodo di cui mancano i ricorsi, il sito fu ricostruito e menzionato per la prima volta nel 1067 con il nome di castrum de Robione.

    Nel corso del Medioevo e dell’età moderna, Roubion appartenne alla signoria dei conti di Beuil, vassalli dei duchi di Savoia. Fu teatro di conflitti durante le guerre tra gli Stati sabaudi e la Francia, perché zona di confine. Nel 1691, durante la guerra della Lega di Augusta, il villaggio fu saccheggiato e incendiato, e poi ricostruito dai suoi abitanti.

    Roubion è stato quindi e a lungo negli Stati di Savoia e poi nel Regno di Sardegna. Nel 1860, con l’Unità d’Italia e a seguito degli accordi di Plombières, la Savoia e la contea di Nizza (e con lei Roubion) furono annesse alla Francia.

    Roubion, le pigeonnier (c) cc by sa 3 0 mossot wikimedia commons
    Roubion, le pigeonnier (c) CC BY SA 3_0 Mossot Wikimedia Commons

    Malgrado i cambiamenti, la tenacia del vivere in montagna

    Roubion è oggi collegata con la strada dipartimentale D30, che unisce la vallée della Tinée alla valle del Cians. Per secoli il paese è rimasto collegato con una sola mulattiera, e ha vissuto di una economia di autosussistenza, come altri luoghi del territorio. La costruzione della strada ne ha facilitato l’accesso ma ha accelerato l’abbandono: negli anni Sessanta e Settanta, molti abitanti si trasferirono sulla costa.

    Sull’onda dello sviluppo delle stazioni di montagna, tra cui quella vicina di Valberg, nel 1975 è stata aperta la stazione sciistica Roubion-les-Buisses, tra i 1.410 e i 1.920 metri di quota, in località Pommier, dove arriva l’ultimo impianto. È una delle più piccole delle Alpi Marittime, con trenta chilometri di piste. D’estate, si fa escursionismo, mountain bike, arrampicata. La località condivide le preoccupazioni che riguardano il cambiamento climatico, ma la neve comunque arriva, anche se in modo diverso.

    Roubion è anche la partenza nell’Ultra Trail Nice 100K, organizzato da UTMB, la stessa dell’Ultra Trail du Mont Blanc. L’ultima gara si è svolta dal 25 al 28 settembre 2025.

    Roubion si trova inoltre lungo la Route des Grandes Alpes, l’itinerario stradale che collega il lago di Ginevra al Mediterraneo. Il comune è stato colpito dalla tempesta Alex del 2020, ed è stato oggetto di interventi di recupero e di messa in sicurezza. Partecipa a progetti transfrontalieri come Alpimed Mobil, sostenuti dal programma Interreg Alcotra tra Italia e Francia.

    LEGGI ANCHE: La calma tenacia di Olivetta San Michele

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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