Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    Nos Alpes
    • FAI UN DONO
    • PARTNERS
    • ABBONATI
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    • Fai un dono
    • Aderire
    • Economia e politica
      • Trasporti
      • Economia
      • Politica
    • Cultura e patrimonio
    • Ambiente e territorio
    • Turismo e sport
    • Territori
      • Alpi del nord e Rodano
      • Alpi del sud e Provenza
      • Valle d’Aosta
      • Piemonte
      • Liguria
      • Corsica e Sardegna
      • Svizzera romanda e Ticino
    • Rubriche
      • Nos Alpes alla scoperta…
      • Nos Alpes, Nos Livres
      • Nos Alpes Cuisine
      • I PODCAST di Nos Alpes
      • Luciano Caveri PODCAST
      • I VIDEO di Nos Alpes
      • Racconti
      • Contributi e idee
    • IT
      • FR
    • Log In
    Nos Alpes
    Home » Articoli » La calma tenacia di Olivetta San Michele
    Nos Alpes alla scoperta…

    La calma tenacia di Olivetta San Michele

    Enrico MartialEnrico Martial2 Agosto 2025
    Share Facebook Twitter LinkedIn Email WhatsApp Copy Link Telegram
    Olivetta San Michele (c) Regione Liguria
    Olivetta San Michele (c) Regione Liguria

    Sulle Alpi Liguri, in cima a una piega di montagna, tra un crinale e l’altro, ora confine tra Italia e Francia, vive il piccolo comune di Olivetta San Michele.

    E’ un posto lontano e calmo, e luogo di passaggio. Ha una sua identità complessa, tra secoli di scambi, passaggi, separazioni. Oggi ha poco più di cento abitanti, e ogni elemento del suo territorio – dai toponimi ai ruderi, dai sentieri alle lingue – racconta una storia di transizioni e di permanenze, e dai tempi più antichi. Dall’altro, a vedere i luoghi, a parlare con le persone, si capisce come questa storia abbia prodotto questa tenacia unita a una grande calma, tutta alpina, della gente che ci abita.

    Sono luoghi belli, che faticano a trovare lo sviluppo di altri piccoli Paesi simili che si trovano sul versante francese. Eppure, sul lato ligure, Olivetta è un luogo in cui si può stare benissimo.

    L’hanno capito gli olandesi, gli svedesi e i tedeschi, che circolano piano piano a Olivetta, con qualche abitazione, quasi senza farsi notare, incantati.

    Una lunga storia di transiti e mutamenti

    Le origini di Olivetta sono antiche, più che antiche. I Balzi Rossi tra Ventimiglia e Mentone hanno avuto insediamenti umani millenni fa: si capisce allora che tutto l’entroterra di questa costa mediterranea fu da sempre abitato.

    Alcuni ritrovamenti risalgono all’epoca preromana, all’epoca dei Liguri Intemeli, che erano pastori e agricoltori. Con la conquista del 14 a.C., queste zone furono integrate nella provincia romana delle Alpi Marittime, anche se la penetrazione in queste valli rimase marginale rispetto alla costa. I romani non andavano in montagna. Al massimo ci mettevano un presidio o attraversavano i colli per ragioni di commercio. È così in tutte le Alpi.

    Nei secoli successivi, le valli della Bevera e della Roja – dove oggi sorgono Olivetta e le sue frazioni – ospitarono longobardi e franchi, e incursioni saracene, che ancora si ricordano, nel paesaggio costruito, nella memoria dei luoghi, qui a Olivetta come lungo la costa ligure.

    Img 20250708 134119
    Un dipinto murale nelle vie di Olivetta San Michele (c) Nos Alpes Enrico Martial

    Dal XII secolo in poi, la zona entrò nella sfera di controllo di Genova, pur con delle forti connotazioni proprie. Nel 1272 Penna aveva i propri statuti municipali e da disarmata visse un’invasione nel 1273 con il conte Carlo I d’Angiò. Per qualche mese entrò nella contea di Provenza, prima di ritornare a Genova, che se la riprese. Nel 1451, una banda di briganti, comandati da tal Brondetto di Sospello, forse su ordine del Duca di Savoia, prese il paese, che Enrichetto Doria da Dolceacqua poi riconquistò, sempre per conto di Genova. Poche cose comunque, anche se sanguinose: si racconta di stragi dei “briganti” con le forche.

    Il passaggio ai Savoia e poi all’Italia

    Intanto, nei lunghi periodi di quiete, la gente abitava in quelle case, coltivava, pascolava. Anche un monastero contribuiva alla vita agricola locale, come riprodotto oggi sui muri del paese. Con Genova, il territorio passò ad un certo punto negli Stati di Savoia e poi nel Regno Sardo. Era un luogo di mezzo, di cerniera tra la contea di Nizza, l’occidente ligure e il Piemonte. Vi abitava la stessa gente con le stesse regole.

    Il nome di Olivetta San Michele appare molto tardi, nel 1890, dopo l’Unità italiana. Nello spirito di modernità ottocentesca, la sede comunale fu spostata dal nucleo originario di Piena, che era meno accessibile.

    Dopo la Seconda guerra mondiale, con il trattato di Parigi del 1947 e la rettifica della frontiera, le frazioni di Piena, dove prima c’era il capoluogo, e Libri passarono alla Francia. La separazione fu percepita come a Olivetta come una mutilazione: case, chiese e campi coltivati rimasero oltre il confine, accessibili solo con documenti e controlli doganali. Diverse persone erano state sfollate a Torino, per la guerra. Al loro ritorno, l’impressione fu ancora più profonda.

    Pur con propri canonici stilistici e propri contenuti, anche senza riferirsi direttamente a Olivetta il film con Totò e Fernandel, La legge è la legge, del 1958, metteva in campo la difficoltà nel comprendere il senso della frontiera nelle Alpi marittime italo-francesi L’integrazione europea, in diversi decenni, ha rimediato in parte alla separazione, con facilità al movimento di persone e cose, e anche di apertura.

    Image
    Parte della locandina del film, in francese (c) CC BY 3_0 Wikimedia Commons

    Tuttavia la minaccia per il Paese è arrivata dallo spopolamento montano, che ha cambiato il paesaggio umano e indotto a inventare soluzioni e strumenti per restare nel luogo del proprio cuore, per restare a Olivetta.

    Le tenaci invenzioni di Olivetta

    Nella nostra visita a Olivetta San Michele, a inizio luglio 2025, abbiamo incontrato Remo Muratore. E’ un personaggio bellissimo, un bella figura delle nostre Alpi, con la tenacia che spesso ritroviamo in Savoia, o nelle Valli piemontesi, o in Val de Bagnes in Vallese.

    Insegnante in pensione, consigliere comunale, ha recuperato le vigne del papà, e in parte ne ha fatto dei campi di lavanda. Sulle pendenze di Olivetta, che sono ripide, i colori dei terreni sono cambiati. La lavanda però non bastava: per rendere sostenibile economicamente l’attività Remo ha aggiunto un negozio, in cui si possono acquistare tre tipi di olio di olive taggiasche dei suoi campi, ma anche ricordi dei luoghi e dove si può bere un caffé. Ha anche uno spazio, poco oltre il paese, a terrazze, per ospitare camper e roulottes: poco dopo c’è il confine e la strada per andare a Sospel. E poi gestisce un agriturismo.

    Ha attrezzato i suoi campi di lavanda e i suoi oliveti con il Disc Golf, un gioco inventato negli Stati Uniti, molto famoso da quelle parti, ma anche in diversi paesi a noi vicini.

    Si lancia il freesbee da lontano verso un canestro giallo. Si passa sopra questo paesaggio magico, in cui abbiamo sentito le cicale. Per giocarvi arriva gente, parecchia quando sono in gruppi, da tutta Europa.

    Tracciare i sentieri, e ricordare come fu costruita la chiesa

    Ha tracciato e segnalato alcuni sentieri. Percorrendoli, vi è anche un’indicazione, di suo pugno, per raggiungere una minuscola spiaggetta sul Bevera, e vi dico che è un vero incanto. Non tutti possono capire, e pochissimi l’hanno vista. Con gli altri, e la gente, pochissima, ci si saluta per strada. Tutti hanno degli orti, e tengono in vita il paese, cercandone un futuro, mentre passano alcuni olandesi, sorridendo.

    D8939985 cd2b 441f bc62 6bc6888eecbd

    E’ una tenacia del vivere in montagna che trova radici, come altrove, nella cultura profonda. C’è ancora un piccolo cartello che indica il sentiero per raggiungere la stazione ferroviaria.

    Si ricorda che le donne, quando scendevano a valle per la spesa o per la messa, risalendo portavano una pietra, appoggiata sul capo. Volevano una chiesa in paese, e sono le pietre con cui si costruì quella di Olivetta. Dal racconto che ho ascoltato, il messaggio non era sulle pietre, sulla povertà, sull’isolamento, ma sulla tenacia e sull’orgoglio di averla.

    Paesaggio maralpino e natura protetta

    Olivetta San Michele si trova dunque in una delle zone meno abitate e con meno edifici della Liguria. Il territorio è di grande livello ambientale, ed è incluso nel sito di interesse comunitario (SIC) “Monte Grammondo – Torrente Bevera”, che tutela la biodiversità dei luoghi. Qui vi sono ecosistemi forestali poco alterati: leccete vetuste, pinete di pino marittimo, macchie a erica e corbezzolo. A quote più alte si incontrano endemismi alpini come la Paeonia officinalis villosa, simbolo floristico delle Alpi Liguri.

    Image

    La fauna è tipica dell’ambiente mediterraneo montano – maralpino diremmo – come il falco pecchiaiolo, l’aquila reale e la lucertola ocellata, oltre al geotritone delle grotte, un anfibio endemico. Il paesaggio mostra la sua storia: è ricco di terrazzamenti antichi – da far risalire ai romani e poi al medievo, se non prima – e in pietra a secco. Oggi sono in parte abbandonati e testimoniano una fitta economia agricola basata su olivo, vite e grano. Alcuni sono però recuperati, e si lavora per sistemarne altri, come nel caso dei campi di lavanda di Remo.

    Da Olivetta si raggiunge il rifugio Patrick Gambino, custodito dal CAI e a 1.120 metri di quota, poco sotto il monte Grammondo, che arriva a 1.320 metri. Il sentiero attraversa castagneti e versanti rocciosi, con panorami aperti sulla costa ligure e sulla valle del Roja, che scorre più a occidente. Arrivarci toglie il fiato: da queste Alpi, la vista sul mare è improvvisa, e grandiosa.

    Img 20250708 140038
    I campi di lavanda e i terrazzamenti appena sotto Olivetta San Michele (c) Nos Alpes Enrico Martial

    Tenaci anche nella cultura

    Olivetta San Michele è oggi l’unico comune ligure interamente riconosciuto come appartenente alla minoranza linguistica storica occitana, ai sensi della legge italiana n.482 del 1999. Il simbolo della croce occitana è presente sulla segnaletica comunale, e varie iniziative culturali – feste, incontri, laboratori – si sono sviluppate per mantenere viva una lingua molto identitaria.

    Il dialetto non pare propriamente occitano. Dovrebbe infatti legarsi a una varietà di ligure alpino, roiasco o brigasco – quindi legato alla Valle Roja – con elementi lessicali e fonetici dell’occitano.

    L’identità linguistica e culturale – insieme alla comunanza e dialogo con le comunità che ora si trovano in Francia – rimane un punto centrale nella narrazione del paese. La presenza di associazioni locali e la partecipazione a reti culturali transfrontaliere – come quelle delle Valli Occitane – contribuiscono a rafforzare la consapevolezza e la visibilità del borgo, anche sotto il profilo turistico.

    Il Principato di Monaco, poi, ne segue le vicende, richiamandone l’attenzione, che accompagna con gesti di apprezzamento e di mecenatismo, come in altri comuni delle Alpi liguri, che appartengono alla rete dei Siti storici Grimaldi.

    Olivetta
    Il negozio di Remo con gli olii di olive taggiasche e altri prodotti, e la foto del Principe di Monaco in visita a Olivetta (c) Nos Alpes Enrico Martial

    Architetture di memoria

    L’architettura e il paesaggio costruito di Olivetta è sobrio e funzionale, con pietra locale, e intonaci ocra e colori liguri. Il paese principale si sviluppa lungo la valle Bevera, mentre le frazioni di Fanghetto e San Michele si trovano in valle Roja, anche loro vicino al confine, ma leggermente in un altro punto. Fanghetto, in particolare, ha visto negli ultimi decenni l’arrivo di nuovi abitanti – soprattutto artisti e europei del nord – che hanno restaurato case abbandonate e animato la vita culturale. Invece, è andato perduto il piccolo ponte medievale a Fanghetto, sul fiume Roja, portato via dalla tempesta Alex del 2020.

    Le chiese sono piccole e belle: la parrocchiale di Sant’Antonio, danneggiata durante la guerra, fu restaurata negli anni Cinquanta, con decorazioni dell’artista Mario Raimondo, noto come Barbadirame, e anche questo soprannome nome parla del contesto umano. Nella frazione di Fanghetto si trovano le chiese degli Angeli Custodi e dell’Immacolata, segno della diffusione del barocco nelle Alpi marittime.

    Olivetta San Michele resta un luogo di confine, non solo geografico ma anche simbolico. Lontano dai grandi assi infrastrutturali, ci si arriva con strade piccole e molte curve, ed è stato per decenni in declino demografico. Eppure in questo luogo calmo, in cui il respiro si riprende, tra gli sguardi tranquilli di chi ci abita, negli ultimi anni si è assistito a un lento e costante ritorno, che andrà consolidato. Le persone lavorano al rilancio del paese con spirito di battaglia, anzi, con la loro calma tenace, e lo abbiamo visto con i nostri occhi.

    Img 20250708 144407

    LEGGI ANCHE: Un sentiero per scoprire la Valle Roja tra Piemonte e Alpi Marittime

    Featured top
    Enrico martial
    Enrico Martial
    • Website
    • Facebook
    • X (Twitter)
    • Instagram
    • LinkedIn

    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

    LEGGI ANCHE / A LIRE AUSSI

    La Settimana italiana o La Bella Italia ad Avignone, La Semaine italienne ou La Belle Italie à Avignon (c) Ville d’Avignon
    Eventi

    Una settimana di Italia ad Avignone con La Bella Italia

    6 Ottobre 2026
    Le Rhône dans le Chablais valaisan (c) CC BY SA 4_0 Sylenius Wikimedia Commons
    Ambiente e territorio

    L’alveo del Rodano da 60 a 90 metri, il progetto per lo Chablais svizzero

    6 Ottobre 2026
    Montgenèvre (c) Stéphane D via Flickr CC-BY-SA 2.0
    Politica

    Olimpiadi 2030, come coinvolgere la gente nei progetti di Monginevro e della Grande Plagne

    5 Ottobre 2026
    I Coordinatori dei Corridoi europei di traporto TEN-T, nel novembre 2025 (c) European Commission
    Trasporti

    Andora-Finale, annunci e progressi europei per il raddoppio ferroviario

    5 Ottobre 2026
    La situazione dei ghiaccia svizzeri, La situation des glaciers suisses (c) Matthias Hutt, area stampa GLAMOS
    Ambiente e territorio

    Tra 2025 e 2026 i ghiacciai svizzeri hanno perso il 5% del loro volume

    5 Ottobre 2026
    L'immagine diffusa dal Comune di Avigliana (c) Comune di Avigliana
    Ambiente e territorio

    No Tav, nuova protesta ma contro la tratta Avigliana–Orbassano

    4 Ottobre 2026
    GLI ULTIMI ARTICOLI
    La Settimana italiana o La Bella Italia ad Avignone, La Semaine italienne ou La Belle Italie à Avignon (c) Ville d’Avignon

    Una settimana di Italia ad Avignone con La Bella Italia

    6 Ottobre 2026
    Le Rhône dans le Chablais valaisan (c) CC BY SA 4_0 Sylenius Wikimedia Commons

    L’alveo del Rodano da 60 a 90 metri, il progetto per lo Chablais svizzero

    6 Ottobre 2026
    Montgenèvre (c) Stéphane D via Flickr CC-BY-SA 2.0

    Olimpiadi 2030, come coinvolgere la gente nei progetti di Monginevro e della Grande Plagne

    5 Ottobre 2026
    I Coordinatori dei Corridoi europei di traporto TEN-T, nel novembre 2025 (c) European Commission

    Andora-Finale, annunci e progressi europei per il raddoppio ferroviario

    5 Ottobre 2026
    DA NON PERDERE
    Colle della Maddelena - Col de l'Arche (c) Szeder László, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons Trasporti

    Colle della Maddalena, lavori e orari complicati, ma transito sostenibile

    By Redazione / Rédaction30 Luglio 2026

    Al Colle della Maddalena, il transito transfrontaliero subisce chiusure programmate sul versante francese. Lungo la RD 900, nel settore della Rochaille, automobilisti e autotrasportatori (esiste una intensa circolazione di mezzi pesanti nel commercio di acque minerali in bottiglia) devono fare i conti con attese e finestre di apertura limitate, ma senza una situazione di blocco continuo.

    Loup gris - Lupo grigio (c) CC BY-SA 4_0 Dfrancou Wikimedia Commons

    Nuove misure di controllo del lupo in Valle d’Aosta

    26 Settembre 2026
    TGV Inoui à Modane (CC BY SA 4.0 Wikicommons)

    Stop ai treni ad alta velocità Torino-Lione dal 12 settembre al 9 ottobre 2026

    17 Agosto 2026
    Una zanzara comune (Culex pipiens) (c) Donald Hobern, Wikimedia Commons CC-BY-SA 4.0

    Il virus West Nile arriva anche nelle Alpi

    15 Settembre 2026
    Seguici su
    • Facebook
    • Twitter
    • Instagram
    • YouTube
    • LinkedIn

    Nos Alpes Le Nostre Alpi
    Giornale digitale quotidiano
    Editore: Agence de coopération et développement sas Sede legale e redazione : Via Sant'Anselmo 45 11100 Aosta AO (I) P.IVA IT01050350071
    Inizio pubblicazione: 22 novembre 2023

    ISSN 3103-8565
    Nos Alpes
    [sito web in aggiornamento continuo]

    Testata registrata al Tribunale di Aosta n.1 - 4/10/2023

    Registro degli operatori della comunicazione (ROC) n. 39954 - 28/11/2023

    Nos Alpes è iscritta ANSO - Associazione Nazionale Stampa Online

    Direttore responsabile: Enrico Martial

    Privacy policy

    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    I più letti
    Il Colle del Piccolo San Bernardo, uno dei dei colli sulle Alpi prossimo all’apertura; Le Col du Petit-Saint-Bernard, l’un des cols des Alpes qui s’apprête à la réouverture (c) CC BY-SA 3.0, Tenam2, Wikimedia Commons

    Le date di apertura dei colli sulle Alpi

    9 Aprile 2025
    I Macchiaioli tra Italia e Francia, Macchiaioli entre Italie et France

    I Macchiaioli: un ponte tra Italia e Francia

    24 Febbraio 2024
    Tignes et le lac, ainsi que ses immeubles - Tignes e il lago, con gli immobili e gli alloggi (c) CC BY SA 4_0 Tiia Monto Wikimedia Commons

    Alloggi per lavoratori stagionali nelle Alpi, la residenza Seyjoun a Tignes

    30 Agosto 2025
    Genova, vista del fronte del porto con la sopraelevata (c) CC BY SA 4_0 Elisabetta Castellano Wikimedia Commons

    Elezioni comunali a Genova 2025

    24 Maggio 2025
    Post popolari
    Cantone Giura, Canton Jura

    Fête du peuple: i giurassiani si preparano ai 50 anni del Cantone

    30 Settembre 2023
    L’Ospizio del Gran San Bernardo (Stan Shebs, CC BY-SA 3.0)

    A Massimo Farcoz e Luisa Rocchia il primo “Road to Gran San Bernardo”

    30 Settembre 2023
    Lavoratori frontalieri, frontiera, dogana, pedaggio (CC BY-SA 4.0)

    Frontalieri italo-svizzeri: dal 2024 tassazione unica e imposta sulla salute

    4 Ottobre 2023
    Région Auvergne-Rhône-Alpes, regione Alvernia-Rodano-Alpi (CC BY-3.0)

    Laurent Wauquiez si oppone alla legge sul consumo dei suoli

    5 Ottobre 2023
    © 2026 Nos Alpes.
    • Chi siamo
    • Abbonati
    • Fai un dono
    • FR
    • Log In

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci Consenso
    Utilizziamo cookie e tecnologie simili per il funzionamento del sito, le statistiche e alcuni contenuti esterni. Puoi accettare, rifiutare o scegliere le tue preferenze in qualsiasi momento.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}