IIl raddoppio ferroviario Andora–Finale Ligure figura nel Piano di lavoro 2026 del Corridoio Mediterraneo, pubblicato dalla Commissione europea a fine settembre e presentato dal coordinatore Mathieu Grosch il 1° ottobre a Bruxelles, durante i Connecting Europe Days.
Il costo stimato di 2,416 miliardi di euro e il completamento è indicato nel piano per il 2035.
Nel 2027 si tratterà di elaborare con l’Italia un piano del finanziamento dell’opera, che al momento dispone delle risorse solo per il completamento della progettazione.
Il raddoppio e lo spostamento della ferrovia tra Andora e Finale Ligure sono decisivi e hanno un effetto sull’insieme della frontiera italo-francese, quindi anche sui due trafori del Monte Bianco e del Fréjus e sull’altro asse ferroviario, Torino-Lione, tra linea storica e tunnel di base. Adesso, in Liguria, per 32 chilometri c’è un vero collo di bottiglia che impedisce un adeguato trasporto di passeggeri e in prospettiva anche di merci.
Il Piano di lavoro del Corridoio Mediterraneo (che ha come tra gli assi principali la Milano-Torino-Lione) si affianca ai Piani dei rispettivi Coordinatori per gli altri corridoi europei, resi noti in questo periodo, e che seguono analoghe vicende e trattative per la loro attuazione e finanziamento.

Genova–Ventimiglia, raddoppi e spostamenti iniziati nel 1910
La vicenda si inserisce nella trasformazione della ferrovia Genova–Ventimiglia, iniziata oltre un secolo fa attraverso raddoppi e spostamenti del tracciato dalla costa verso l’interno. I primi interventi risalgono al 1910 tra Ventimiglia e il confine e al 1925 tra Ventimiglia e Bordighera. Negli anni Trenta furono raddoppiate alcune sezioni genovesi e, nel 1936, la Loano–Albenga. Nel dopoguerra seguirono gli interventi tra Genova, Savona e Finale Ligure. Infine, la variante San Lorenzo–Ospedaletti entrò in servizio nel 2001, mentre nel 2016 fu aperta la Andora–San Lorenzo al Mare, quasi interamente in galleria, con le nuove stazioni di Andora, Diano e Imperia.
La tratta Finale–Andora è l’ultimo tratto per completare il doppio binario tra Genova e Ventimiglia, e cambiare la natura della linea ferroviaria verso la Francia e la Spagna.
Si tratta di 32 chilometri, di cui 25 in galleria, una nuova stazione ad Albenga e fermate di Alassio, sotterranea, Borghetto-Ceriale-Loano e Pietra Ligure. La dismissione della ferrovia attuale eliminerebbe 14 passaggi a livello, cambierebbero anche gli accessi alle stazioni dai centri costieri.

La sequenza recente
L’asse costiero Marsiglia–Nizza–Genova è compreso nel Corridoio Mediterraneo come confermato dal Regolamento (UE) 2024/1679 del 13 giugno 2024 sulla rete transeuropea dei trasporti TEN-T. Tra l’altro, figurava già nell’allineamento del Corridoio Mediterraneo contenuto nel regolamento (UE) 2021/1153 del 7 luglio 2021, che istituisce il Meccanismo per collegare l’Europa (Connecting Europe Facility – CEF).
I riflessi recenti tra Liguria e Région Sud danno un’idea dell’accelerazione di questo processo.
Il 7 agosto 2025, a Imperia, il viceministro italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi aveva ribadito l’impegno del governo sulla tratta, e l’8 settembre RFI ha avviato la Conferenza di servizi (cioè la consultazione obbligatoria dei soggetti con competenze pubbliche o con diritti sul tracciato) sul progetto definitivo. Il 4 novembre la Regione Liguria ha annunciato il parere urbanistico e paesaggistico favorevole. Il vicepresidente della Région Sud Jean-Pierre Serrus ne ha parlato il 30 gennaio 2026, durante l’incontro al Forte dell’Annunziata di Ventimiglia con l’assessore ligure ai Trasporti Marco Scajola, su investimenti e coordinamento sui due lati della frontiera.

Il 24 febbraio, a Perpignan, vi è stata una riunione tra alcune delle regioni mediterranee del corridoio, cioè Catalogna, Région Occitanie, Région Sud e Liguria. Il 13 marzo, alla stazione di Ventimiglia, Scajola e Serrus hanno incontrato Mathieu Grosch, coordinatore europeo del Corridoio Mediterraneo. Una nuova visita di Grosch si è svolta in Liguria, il 2 settembre, anche con il presidente regionale Marco Bucci.
I costi stimati
Il Piano di lavoro del Coordinatore europeo del settembre 2026 indica un costo stimato di 2,416 miliardi di euro, la scheda del Gruppo FS riporta 2,576 miliardi mentre la Regione Liguria parla di circa 2,7 miliardi.
Per il momento vi è lo stanziamento per la progettazione, mentre il 2027 sarà dedicato al negoziato per comporre il finanziamento tra Italia, Commissione europea e coordinatore del corridoio mediterraneo.
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