Lungo tre giorni tra venerdì 30 ottobre e domenica 1° novembre, la Festa dei Morti tingerà Barcelonnette (Valle dell’Ubaye, Alpes de Haute-Provence) dei colori e delle tradizioni del Messico. La manifestazione fa il paio e ricalca specularmente il cosiddetto “Día de los Muertos”, che in America Latina rende omaggio ai defunti attraverso rituali, offerte, musica e momenti di condivisione.
La storia di Barcelonnette, la città messicana delle Alpi
Il legame tra Barcelonnette e il Messico nasce da una delle più importanti vicende migratorie della Valle dell’Ubaye, che tra l’inizio dell’Ottocento e la metà del Novecento vede circa 3 persone lasciare le Alpi per cercare fortuna nelle Americhe. I primi gruppi partono verso la Louisiana, affacciata sul Golfo del Messico nella zona sud-est degli Stati Uniti, mentre molti altri proseguono successivamente per l’America Latina dedicandosi al commercio e all’industria tessile.
Tanti emigranti, conosciuti collettivamente come ”Barcelonnettes”, possiedono già per larga parte competenze mirate e maturate attraverso le attività di vendita ambulante e il commercio dei tessuti. Anche all’estero essi comprendono bene come inserirsi nelle principali città, aprendo negozi e sviluppando imprese che, in alcuni casi, raggiungono dimensioni considerevoli.
I primi rientri in patria, con alle spalle patrimoni importanti accumulati nel corso degli anni, contribuiscono a incentivare e ad alimentare nuove partenze, in modo particolare tra i più giovani. Essi, difatti, vedono in tali spostamenti drastici una opportunità concreta di costruire il proprio futuro nel solco di rapporti famigliari ed economici oramai consolidati durante diverse generazioni.
Le Ville dei messicani
Una delle eredità più visibili della storia che intreccia Barcelonnette al Messico è rappresentata dalle cosiddette Ville messicane, residenze costruite in città e nella vicina Jausiers da emigranti rientrati in Ubaye dopo avere fatto fortuna. Una cinquantina di queste dimore, edificate soprattutto tra il 1870 e i primi decenni del Novecento, si distingue per le dimensioni, i giardini e le soluzioni architettoniche che si discostano dall’edilizia alpina tradizionale.
Pure non riproducendo esattamente gli stili architettonici latino-americani, esse presentano un repertorio eclettico, con influenze neoclassiche, Art Nouveau e Art Déco secondo il gusto dell’epoca. La loro costruzione rappresenta una sorta di dichiarazione di successo economico da parte dei proprietari ma anche, in parallelo, un profondo desiderio di mantenere un legame con il proprio Paese natio.
Tale medesima e a tratti antitetica aspirazione a memoria e rappresentazione sociale si evince peraltro nei monumenti funerari realizzati in quegli anni e, in talune casistiche, parte del medesimo progetto di una delle ville. A ricostruire tali vicende è anche il Musée de la Vallée, ospitato nella Villa La Sapinière, costruita nel 1878 e tutt’oggi scrigno di testimonianze delle migrazioni e degli scambi culturali che hanno contribuito a plasmare l’identità della valle.

Che cosa è il Día de los Muertos?
Il Día de los Muertos affonda le proprie radici nelle credenze delle popolazioni indigene del Messico, successivamente intrecciate con le celebrazioni cattoliche introdotte dagli europei. Esso ricorre tra la fine del mese di ottobre e i primi giorni del mese di novembre, nella convinzione che le anime dei defunti possano tornare temporaneamente sulla Terra per ricongiungersi con i propri famigliari.
La preparazione della festa coinvolge l’intera comunità, che aiuta ad adornare gli altari con fiori, candele, fotografie e persino pietanze e bevande care alle persone scomparse. Le decorazioni, i colori e le rappresentazioni dei teschi sono parte di un linguaggio simbolico attraverso il quale la morte non è tacciata di sola perdita bensì reinterpretata quale occasione per rinnovare il legame con i propri antenati.
Differentemente rispetto all’Ognissanti europeo, tale ricorrenza possiede significati e pratiche propri, che dal 2008 sono iscritti nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO.

Perché la Festa dei Morti a Barcelonette?
Barcelonnette è inoltre gemellata con Valle de Bravo, nello Stato del Messico, in un legame di continuità tra le migrazioni ottocentesche e gli scambi culturali attuali più strettamente intesi. Tra questi citiamo, a titolo di esempio, i Festival Latino-Messicani, occasione estiva con cui essa ospita per una decina di giorni concerti, spettacoli di danza, esibizioni di mariachi, proposte culturali e stand gastronomici.
La Festa dei Morti ha iniziato a essere ricreata in città sin dal 2018, proponendo gratuitamente un programma che alterna attività culturali, laboratori creativi, spettacoli e iniziative per tutte le età. Il tutto al fine di raccontare una storia e una tradizione locali che, pure avendo radici lontane, uniscono memoria famigliare, ritualità e identità collettiva in seno a oltre due secoli alle migrazioni verso il Messico.
Il programma 2026
L’edizione 2026 della Festa dei Morti di Barcelonnette esordirà alle 7:00 di oggi, venerdì 30 ottobre, con l’apertura del Mercato dei Morti in Place Valle de Bravo, seguita alle 11:30 dall’inaugurazione dell’altare dei morti in Place Manuel. Tra le altre attività sono previsti laboratori di creazione delle “alfeñiques”, le tradizionali figure decorative realizzate con pasta di zucchero (9:30, Musée de la Vallée), blind test musicali (16:00, Place Manuel) e giri in carrozza. Dopo lo spettacolo “Trompe-la-Mort” (17:00, mediateca comunale), la serata si concluderà alle 20:30 presso il Théâtre El Zocalo con il concerto “Día de Muertos” della cantante franco-messicana Karla Lazo.
Il successivo sabato 31 ottobre sarà allietato da momenti dedicati al trucco ispirato all’immaginario del Día de los Muertos (dalle 9:00 alle 16:00, mercato coperto) e all’approfondimento storico della rassegna (11:30, Place Valle de Bravo). Dopo il concorso per il costume più bello, alle 17:00 partirà dal centro cittadino la grande sfilata delle maschere, seguita dalla festa per bambini e da una serata di ballo.
Chiuderà la manifestazione la vendita del “pan de muerto”, il pane tradizionalmente preparato in Messico per questa ricorrenza, prevista domenica 1º novembre dalle 9:30 alle 12:00 in Place Manuel.
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