Il cantiere dell’autostrada A412 tra Machilly e Thonon-les-Bains può proseguire, ma la concessionaria Amedea ha otto giorni per attuare le misure di protezione dell’ambiente. Lo ha deciso il 27 ottobre il giudice di Annecy prevedendo una penalità di 20.000 euro per ogni giorno di ritardo.
Il provvedimento riguarda i corsi d’acqua e gli habitat del castoro, le aree destinate agli anfibi, il recupero dei pesci e le barriere che devono impedire agli animali di entrare nel cantiere.
Sono precauzioni previste dall’autorizzazione ambientale del 28 agosto 2026, il cui mancato rispetto è stato rilevato nei controlli recenti dell’Office français de la biodiversité, l’OFB.
Castori, anfibi e pesci: le protezioni richieste
Le quattro misure riguardano momenti diversi dei lavori nel cantiere, che si realizza su zone abitate da fauna e con ambienti fluviali e umidi. La tutela dei corsi d’acqua e degli habitat del castoro interessa gli ambienti presenti lungo il tracciato.
Il castoro europeo è protetto dalla direttiva europea Habitat, come “specie che richiede una protezione rigorosa“, e dalla normativa francese sui mammiferi selvatici. La tutela riguarda anche i siti di riproduzione e di riposo e le dighe per mantenere sommerso l’ingresso dei rifugi. Intervenire sulle sponde o sul livello dell’acqua può quindi compromettere un habitat protetto anche senza colpire direttamente gli animali.

Per gli anfibi, le prescrizioni prevedono la creazione di habitat sostitutivi e la posa di reti che impediscano agli animali di accedere alle aree interessate dai lavori. Le operazioni di pêche de sauvegarde servono invece a recuperare e mettere al sicuro i pesci nei tratti coinvolti dagli interventi.
La questione è quindi anche temporale: le misure pratiche si mettono in atto nelle fasi in cui gli animali e i loro ambienti sono a rischio. France Nature Environnement Haute-Savoie sostiene che l’intervento giudiziario sia arrivato tardi, in particolare per salamandre e rane rosse, che secondo l’associazione avrebbero già subito le conseguenze negative del cantiere.
Nel suo comunicato stampa, l’associazione mostra comunque di apprezzare l’ordine imposto alla società Amedea affinché si adegui alle disposizioni di protezione ambientale, anche se avrebbe comunque preferito una sospensione dei lavori.
Le irregolarità riconosciute, ma il cantiere va avanti
La Procura di Annecy aveva chiesto di sospendere le azioni di disboscamento, decespugliamento, rimozione delle ceppaie e movimento terra fino al rispetto delle prescrizioni. Il giudice ha dal suo canto riconosciuto le inadempienze, ma le ha considerate localizzate, e non già una generale inosservanza degli obblighi ambientali.
Secondo i passaggi dell’ordinanza riportati dai media, per il giudice sarebbe sproporzionata quindi la sospensione del cantiere. Gli interventi correttivi, nella valutazione del magistrato, possono essere realizzati in tempi brevi e senza interrompere i lavori.
Amedea dice di avere avviato da diverse settimane gli interventi sui quattro punti contestati e si dichiara disponibile a farli verificare dall’OFB. Sarà da accertare concretamente, da parte delle autorità, la loro effettiva conformità. L’astreinte, cioè la penale, di 20.000 euro al giorno serve a far rispettare il termine imposto dal giudice: non è già applicata per i danni precedenti.
Il ricorso di Ginevra
La decisione di Annecy riguarda l’esecuzione dei lavori e le precauzioni ambientali da rispettare.
A Lione proseguono invece i procedimenti contro l’autorizzazione del progetto: la Città di Ginevra contesta gli impatti dell’opera e teme un aumento del traffico verso il territorio svizzero.
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