Renzo Testolin è decaduto dalla carica di presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, e con lui decade anche il governo regionale. La Corte d’Appello di Torino, con una sentenza depositata martedì 27 ottobre 2026, ha confermato la decisione del Tribunale di Aosta del 2 maggio scorso, che lo aveva dichiarato ineleggibile per il superamento del limite dei mandati previsto dalla legge regionale n.21 del 2007.
La sentenza arriva dopo l’udienza del 13 ottobre e respinge il ricorso presentato dal presidente Testolin rieletto alla guida della Regione nell’aula del Consiglio regionale il 6 novembre 2025. Il procedimento era stato avviato dai consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra Chiara Minelli ed Eugenio Torrione.
Ci si prepara quindi per un nuovo governo regionale, per il quale il dibattito era già stato avviato prima della sentenza. La questione della decadenza è aperta sin dall’inizio della legislatura, e ha inciso sul clima politico ma senza molto condizionare l’attività del governo regionale, in relativa continuità con la legislatura precedente.
La questione del limite dei mandati al governo regionale della Valle d’Aosta
Secondo l’articolo 3, comma 3, della legge regionale 7 agosto 2007, n. 21, «chi ha ricoperto per due legislature consecutive cariche all’interno della Giunta regionale» non può essere eletto nuovamente nella legislatura successiva. La disposizione prevede tuttavia un’eccezione: il terzo mandato consecutivo è consentito se, in una delle due legislature precedenti, l’incarico è durato meno di «due anni, sei mesi ed un giorno».
Testolin aveva ricoperto incarichi di governo nelle tre legislature 2013–2018, 2018–2020 e 2020–2025, prima della nuova elezione del novembre 2025. La sua difesa sosteneva che la durata inferiore alla soglia prevista dalla legge di uno dei precedenti incarichi permettesse una nuova elezione. Secondo l’interpretazione accolta dal Tribunale di Aosta e confermata dalla Corte d’Appello di Torino, invece, la deroga può consentire soltanto l’accesso a una terza legislatura consecutiva, non a una quarta. Nel conteggio rientrano sia gli incarichi di assessore sia quello di presidente della Regione.
La sentenza è esecutiva, pur restando possibile un ricorso in Cassazione, che non ne sospenderebbe automaticamente gli effetti. La decadenza riguarda anche la Giunta regionale: secondo l’articolo 7 della stessa legge, il Consiglio Valle deve eleggere un nuovo presidente e un nuovo esecutivo entro sessanta giorni.
Fino ad allora la presidenza è assunta dal vicepresidente e il governo regionale resta in carica per l’ordinaria amministrazione e gli atti indifferibili e urgenti. Tra l’altro, lo stesso vicepresidente Luigi Bertschy, che è anche assessore ai trasporti, ha occupato posizioni di governo nelle tre legislature precedenti e in quest’ultima, anche per lui quarta. Non c’è stato ricorso sulla sua elezione al governo regionale, ma il caso è analogo a quello di Renzo Testolin.
Le conseguenze e un bilancio politico
Si ora sente nell’aria un certo un rammarico politico per questi mesi su cui ha pesato il rischio di decadenza, infine giunta da un tribunale, che ha quindi determinato dall’esterno un cambiamento che poteva essere gestito politicamente dall’interno. D’altra parte, la fermezza della posizione del presidente Renzo Testolin, intenzionato a restare in carica e convinto delle sue ragioni, si è accompagnata anche da un cambiamento di registro.
In questi undici mesi della quarta legislatura, il tono, per un presidente davvero affabile e vicino, è stato meno accomodante e persino brusco, tra l’altro nei confronti del piccolo movimento dell’ex-presidente Rollandin e dell’ex-assessore all’agricoltura Marco Carrel, esclusi dalla maggioranza.
Il cambio del supporto dei partiti italiani si è svolto all’interno del governo o del consiglio regionale, senza un reale dibattito pubblico: la maggioranza regionale ha visto uscire il Partito democratico ed entrare Forza Italia, componente del governo nazionale.
Un governo tranquillo, con risultati positivi …
Nel suo insieme la presidenza Testolin, e su più anni, ha segnato una relativa tranquillità e stabilità politica dopo decenni di tensioni, se si esclude quest’ultimo periodo, e questo è un grande merito, con una Valle che ha prodotto nuove iniziative, cultura, e anche sviluppo.
Tra gli altri grandi punti a favore ricordiamo la gestione dell’alluvione del giugno 2024, con la rapida ricostruzione della strada per Cogne in un processo governato all’interno della Regione e con il coinvolgimento della popolazione, degli operatori, delle imprese. Il governo Testolin ha ottenuto – dopo anni – anche la norma di attuazione sulle competenze regionali in materia di acque e concessioni idroelettriche.
… e problemi aperti
Rimangono però aperte questioni importanti: occorre una legge regionale per le nuove competenze sulle acque, ci sono gli strascichi della recente inchiesta sulla gestione di alcuni progetti energetici della società pubblica regionale CVA in Sicilia. C’è la scelta di abbandonare la ferrovia Aosta–Pré-Saint-Didier verso una riconversione ancora priva di un quadro operativo, finanziario e giuridico, che forse prelude a una totale dismissione, sempre che lo Stato, che ne è proprietario, sia d’accordo.
Altri temi sono poi sullo sfondo della crisi di governo: un progetto di collegamento con funivia ma in una zona protetta, un certo adeguamento all’uniformità nazionale per metodo, per esempio su come organizzare l’amministrazione regionale o la cultura (affidate per l’indirizzo a operatori lombardi), o sulla legislazione in generale, tenendo come riferimento le Regioni ordinarie.
Vi sono questioni che vanno trattate con soggetti esterni, che sono centrali per la Valle d’Aosta e che richiedono di un governo regionale capace e combattivo. Tra queste, la regolare apertura del Traforo del Monte Bianco e forse una seconda canna, oppure le ripercussioni di crisi economiche e sociali in Italia e in Europa che impongono nuovi adattamenti e misure regionali.
Sembrava a un passo dal successo e persino facile l’ampliamento dell’offerta di canali televisivi in lingua francese, ma il procedimento, esaminato per anni, non è stato completato e non rientrerà quindi tra i meriti del governo Testolin. Altri temi sono poi proprio fuori dall’agenda politica, e per tutti i partiti regionali, a partire dalla crisi demografica, e del fatto che in Valle d’Aosta si fanno pochi figli.
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