Misurare la neve sui versanti, confrontare le osservazioni sulle valanghe e aiutare chi deve valutare la sicurezza delle strade di montagna. È l’obiettivo di Resil-AV, progetto europeo che riunisce ricercatori, specialisti delle valanghe e gestori della viabilità italiani e francesi.
Dal 13 al 15 ottobre, i partner si sono incontrati alla Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur per fare il punto sulle attività e programmare i prossimi interventi. Le giornate si sono concluse con un sopralluogo alla stazione nivologica del Mont Crammont, uno dei siti pilota del progetto.
Dalle osservazioni alle decisioni
La cooperazione parte da un problema comune: sui due versanti delle Alpi si sviluppano strumenti di monitoraggio e metodi di previsione che rispondono a esigenze simili, ma spesso procedono separatamente. Resil-AV punta a mettere in comune dati, programmi informatici e procedure, rendendo confrontabili le osservazioni raccolte sul terreno.
Il lavoro comprende il monitoraggio di siti pilota, il miglioramento dei test sulla stabilità della neve e lo sviluppo di strumenti digitali, anche con algoritmi di intelligenza artificiale, a supporto degli esperti. L’obiettivo è migliorare la valutazione locale del pericolo sui versanti che sovrastano le strade di montagna.
Il Politecnico di Torino studia anche come collegare il pericolo valanghe alla vulnerabilità delle strade e all’esposizione delle persone. Contano le caratteristiche dell’infrastruttura, la sua importanza per i collegamenti e le conseguenze di un’interruzione. Questi elementi serviranno a confrontare le possibili misure di gestione e riduzione del rischio.

Una cooperazione fino al 2028
Il cambiamento climatico rende più complessa la lettura del manto nevoso. Alternanze rapide fra freddo e caldo, pioggia in quota e precipitazioni intense modificano le condizioni dei versanti. La riduzione dell’innevamento alle quote inferiori non elimina il problema delle valanghe che possono interessare i collegamenti a valle.
Avviato a settembre 2025, Resil-AV proseguirà fino al settembre 2028, con un budget molto importante, di circa 1,88 milioni di euro, finanziato per l’80% dal Fondo europeo di sviluppo regionale attraverso il programma Interreg Italia-Francia Alcotra.
Il capofila è l’Université Savoie Mont Blanc. Partecipano Fondazione Montagna Sicura, Politecnico di Torino, Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Département de la Savoie, ALEA e Data-avalanche.org.
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