William Brockedon, Alphonse de Lamartine, Charles Dickens e Rodolphe Töpffer sono soltanto alcuni dei nomi noti del panorama culturale europeo a essersi spinti ad valicare le Alpi attraverso il Gran San Bernardo. Una esperienza che non soltanto innesca il confronto con un ambiente impegnativo, irto di pericoli e impervio in ogni dove bensì anche implica il contatto con paesaggi e comunità destinati a lasciare il segno.
Ed è proprio tale dinamica profonda il fulcro de “Le voyage aux Alpes 1812-1850. Les passages à l’Hospice du Grand-Saint-Bernard”, dove l’autrice valdostana Laura Grivon ricostruisce una stagione importante nella storia del viaggio alpino. Pubblicato nel 2024 da Tipografia Valdostana e Musumeci Editore nonché vincitore del terzo posto al Prix littéraire René Willien 2025, il saggio sfrutta quale fonte principale i registri conservati all’Ospizio.
Un archivio per riscrivere i passaggi storici al Gran San Bernardo
Il punto di partenza della ricerca di Laura Grivon è costituito dai “Registres des passants”, i libri degli ospiti dell’Ospizio, la cui compilazione esordisce il 19 luglio 1812 e prosegue per oltre un secolo e mezzo sino al 1970. Oltre a rendere noto il transito in loco dei viaggiatori, essi raccolgono firme, indirizzi, informazioni sulle persone incontrate e annotazioni personali, comprese riflessioni e composizioni poetiche in diverse lingue.
Per il suo studio, Laura Grivon ha esaminato i registri relativi al periodo compreso tra il 1812 e il 1850, fase in cui il viaggio nelle Alpi acquista crescente popolarità, decifrando, trascrivendo e riorganizzando dati e loro interpretazione. Grazie a tale percorso è stato possibile traslitterare le singole testimonianze in una lettura più ampia del fenomeno che a sua volta ha permesso di identificare con chiarezza identità, origine e motivazione dei vari viaggiatori.
L’Ospizio, punto di incontro sulle rotte alpine
Per comprendere il valore di questi documenti, il volume allarga lo sguardo alla storia del Colle del Gran San Bernardo e della struttura religiosa che per secoli ha offerto accoglienza a chi attraversava questo tratto delle Alpi. L’iter letterario comprende anche un profilo di San Bernardo, legato alla tradizione dell’ospitalità montana, e una introduzione dedicata al modo in cui la montagna è stata percepita dall’antichità sino all’età contemporanea.
L’Ospizio emerge così tanto come luogo di assistenza e riparo quanto come osservatorio privilegiato sui movimenti attraverso le Alpi e sul ruolo della Valle d’Aosta quale collegamento territori e Paesi diversi. A tale percezione più oggettiva si associa una ulteriore prospettiva più soggettiva, che permette di ricostruire la storia del valico non tanto attraverso i grandi avvenimenti quanto piuttosto attraverso la narrazione di esperienze personali.
La cultura delle Alpi
Una parte della ricerca che Laura Grivon dedica ai passaggi ottocenteschi al Colle del Gran San Bernardo è incentrata sulla letteratura di viaggio e sulle opere che hanno restituito le impressioni suscitate dall’attraversamento delle Alpi. Tra gli autori approfonditi figurano il pittore e scrittore londinese William Brockedon, il poeta Alphonse de Lamartine, il ginevrino Rodolphe Töpffer, noto anche per il suo contributo alla storia del fumetto, e Charles Dickens.
Le loro ricostruzioni offrono prospettive diverse sul paesaggio alpino e sul significato del viaggio tra descrizione artistica, riflessione letteraria e suggestioni personali di chi si confronta con un ambiente lontano dalla quotidianità urbana. Accostare tali opere alle annotazioni dei registri consente di mettere in relazione le testimonianze individuali con la rappresentazione culturale delle montagne in quella epoca di viaggio antecedente alle infrastrutture e ai mezzi di trasporto moderni.
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