Si aggrava la preoccupazione per il Ghiacciaio del Weisshorn, sopra il villaggio di Randa (Canton Vallese), una massa stimata in 250 mila tonnellate che continua a spostarsi verso valle al ritmo di 20 centimetri al giorno. Con l’arrivo delle prime nevicate in alta montagna, difatti, il distacco del blocco potrebbe trascinare con sé anche il manto nevoso presente più in basso, dando origine a una valanga più potente di una semplice caduta di ghiaccio.
A spiegare le criticità è stato Norbert Carlen, ingegnere specializzato nei pericoli naturali, che ha illustrato al quotidiano di lingua tedesca “Walliser Bote” gli sviluppi del fenomeno. Nel frattempo le autorità stanno effettuando valutazioni quotidiane per seguire i movimenti della massa glaciale e comprendere come le condizioni meteorologiche possano influenzare l’evoluzione del rischio.
Il pericolo di una valanga composta da ghiaccio e neve
La principale incognita per il Ghiacciaio del Weisshorn concerne la neve che potrebbe depositarsi sul pianoro sottostante il blocco instabile, nella zona del Ghiacciaio Bisgletscher. Mentre le precipitazioni che cadono direttamente sul ripido pendio tendono a scivolare verso valle, quelle accumulate sulla superficie più pianeggiante potrebbero essere coinvolte in un eventuale distacco.
Qualora l’intera massa precipitasse, il ghiaccio potrebbe mettere in movimento anche il manto sottostante, che se instabile potrebbe a sua volta innescare ulteriori crolli aumentando il volume del materiale in movimento. Specularmente e inversamente, invece, un crollo suddiviso in più porzioni anziché unito in un unico blocco potrebbe ridurre la portata dell’evento rendendolo comunque meno estremo.
Stefan Margreth, esperto dell’Istituto svizzero per lo studio della neve e delle valanghe (SLF), ha spiegato al quotidiano “Blick” che lo scenario più critico sarebbe la coincidenza tra distacco del ghiaccio e condizioni di forte pericolo valanghivo. Tale ipotesi, che contempla l’instabilità della neve quale fattore di innesco di ulteriori distacchi, resta estremo e relativamente improbabile poiché richiederebbe la concomitanza di più elementi.
Tutto dipenderà dalle condizioni meteo
Tra i fattori sotto stretta osservazione da parte degli specialisti vi sono soprattutto le condizioni meteorologiche delle prossime settimane prima dell’arrivo dell’inverno. Temperature relativamente miti lungo il mese di novembre potrebbero favorire lo sgretolamento progressivo della massa glaciale evitando che l’intero blocco si stacchi improvvisamente.
Dal momento che non è possibile stabilire in anticipo quale sarà l’evoluzione climatica delle prossime settimane, il Ghiacciaio del Weisshorn continua a essere attenzionato con telecamere e strumenti di misurazione dei movimenti. Restano inoltre chiuse le vie escursionistiche e i percorsi per mountain bike nella zona pericolosa così come l’impianto di lavorazione della ghiaia di Randa, mentre a oggi non sussiste un pericolo concreto per gli abitanti.
Il monitoraggio avviato nei mesi scorsi
La sorveglianza del Ghiacciaio del Weisshorn era stata intensificata già durante l’estate scorsa, quando alla fine del mese di agosto i movimenti della massa avevano mostrato una improvvisa accelerazione. Lunedì 24 agosto il Comune di Randa aveva innalzato a tre il livello di monitoraggio su di una scala di quattro gradi, procedimento cui erano seguiti almeno tre distacchi con depositi rimasti sul pianoro glaciale sottostante.
Le misure adottate comprendevano il divieto di accesso al perimetro di pericolo e la chiusura dei percorsi ufficiali per pedoni e ciclisti che attraversavano l’area, anche se la zona abitata non risultava interessata dal pericolo. La situazione è tuttora sotto stretto controllo attraverso strumenti di rilevamento vari, tra cui un radar interferometrico capace di registrare i movimenti del ghiaccio resi appunto più incerti dalle nuove precipitazioni.
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