Si apre fra una settimana a Lione la diciannovesima edizione delle Journées de l’Économie, o Jéco, il più grande evento sull’economia in Francia.
Dal 3 al 5 novembre sarà possibile assistere a più di 70 conferenze e workshop su un vasto numero di temi, dalla decarbonizzazione e reindustrializzazione dell’economia al riarmo europeo.
Le Journées de l’Économie 2026 per rispondere al caos
Il tema delle Journées de l’Économie 2026 è “Tutti apprendisti di fronte al caos“: le tensioni internazionali, l’accelerazione del cambiamento climatico, le minacce di crisi finanziarie generate dal debito pubblico e privato, gli choc tecnologici e demografici richiedono, secondo gli organizzatori, di capire le trasformazioni in corso per gestire il presente e per prepararsi al futuro.
Diffuse nel centro di Lione, le Jéco vedranno protagoniste le sedi universitarie della seconda agglomerazione francese, tra cui l’Université Lyon 2, Lyon 3, l’Università Cattolica di Lione – UCLy, emlyon e Sciences Po Lyon. Ma anche la Banque de France, la Camera di Commercio e la biblioteca Part-Dieu ospiteranno parte degli incontri.
Secondo i dati forniti dagli organizzatori, les Journées de l’Économie risultano essere il più grande incontro francese sull’economia. Nel 2025 les Jéco avevano visto la partecipazione di oltre 45.000 persone, di cui 20.000 in presenza.
I volti delle Journées de l’Économie
I premi Nobel per l’economia Esther Duflo (MIT, Nobel 2019) e Philippe Aghion (Collège de France, Nobel 2025) interverrano ad alcuni incontri. Duflo parteciperà martedì 3 novembre a tre conferenze-dibattiti su sviluppo, povertà, e la costruzione di una “cultura economica” nelle scuole medie.
Aghion, che è anche copresidente del comitato scientifico delle Jéco, interverrà invece mercoledì 4 novembre a Lyon 2 su “L’innovazione si è inceppata?” a fianco di Tito Boeri, direttore scientifico del Festival Internazionale dell’Economia di Torino, che ricambia la visita di Aghion a Torino di qualche giorno fa.
Tra i relatori anche Olivier Blanchard, ex capo economista del Fondo monetario internazionale e professore emerito al MIT, e il governatore della banca centrale francese Emmanuel Moulin.
Tra i relatori legati al mondo politico anche l’ex ministro delle finanze e attuale sindaco di Annecy Antoine Armand, l’ex ministra della difesa francese Sylvie Goulard e l’ex ministro dei trasporti e alto commissario per la strategia e la pianificazione Clément Beaune.
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