È aperta dal 3 ottobre al 2 novembre 2026 l’inchiesta pubblica (cioè la consultazione) sul progetto di protezione dalle piene del Rodano nel Chablais, tra i cantoni di Vaud e Vallese. Si tratta di 14 chilometri di fiume in otto Comuni, con un costo valutato in 368 milioni di franchi più imposte. Il completamento delle opere dovrebbe avvenire tra il 2040 e il 2045.
Il 1° ottobre il progetto è stato oggetto di una conferenza stampa, mentre il 6 ottobre alle 18, nella sala dell’Aiglon ad Aigle, è previsto un incontro pubblico di presentazione.
Il progetto rientra in Rhône 3, la terza correzione del Rodano, che interessa circa 162 chilometri di fiume, da Gletsch al lago Lemano. Segue le due grandi campagne di sistemazione realizzate tra il 1860 e il 1890 e tra il 1930 e il 1960. Sono lavori di ampliamenti dell’alveo, spostamento e consolidamento degli argini, protezione degli abitati e delle zone industriali, che sono già iniziati nel 2009 nella zona di Visp.
La Mesure prioritaire du Chablais, che fa dunque parte della Terza correzione del Rodano, riguarda Bex, Ollon, Aigle e Yvorne sul versante vodese, Massongex, Monthey, Collombey-Muraz e Vouvry su quello vallesano.
Un alveo più largo e nuovi argini
La correzione prevede di aumentare la larghezza media dell’alveo da 60 a 90 metri, spostando argini e rinforzandone o ricostruendone altri. Si intende aumentare del 50% la capacità di deflusso e ridurre l’esposizione al rischio di abitazioni, infrastrutture e zone industriali.
Nelle zone in cui sono previsti ampliamenti naturalistici, lo spazio del fiume potrà raggiungere i 300 metri. Sono inoltre previste tre nuove passerelle per pedoni e biciclette, nei settori della Gryonne, della Charbonnière e di Illarsaz, e 17 punti di sosta lungo il percorso.
Si tratta di enorme cantiere, su scala pluriennale, che procede per tappe, anche con discussioni e aggiustamenti.

Meno impatto per i terreni agricoli
Nel maggio 2024 il governo vallesano, con il consigliere di Stato UDC Franz Ruppen, aveva avviato una revisione del piano approvato nel 2016, anche per ridurne l’occupazione dei terreni agricoli. Il suo omologo vodese, l’ecologista Vassilis Venizelos, aveva contestato la scelta, che riteneva unilaterale. La presentazione congiunta – erano entrambi presenti – alla conferenza stampa del 1° ottobre mostra il raggiungimento dell’intesa tra i due Cantoni per gli interventi nello Chablais.
Rispetto al piano del 2016, il progetto riduce di oltre il 40% l’occupazione delle surfaces d’assolement, i terreni agricoli tutelati per la produzione alimentare. La revisione comprende interventi sugli argini e la rinaturalizzazione del Grand Canal, oltre a misure sulla qualità dei suoli, sugli accessi ai campi e sul monitoraggio delle acque sotterranee.
Il costo di questa sezione di lavori è sostenuta in parte dal bilancio federale, per un importo tra il 47 e il 57%, (la percentuale definitiva arriverà dopo l’entrata in vigore del progetto) e in parte dai due Cantoni e dai Comuni interessati.
L’adattamento al cambiamento climatico e i segnali delle piene del 2024
In caso di inondazioni e senza interventi preventivi di adattamento, secondo i documenti presentati dai due Cantoni, i danni potenziali potrebbero raggiungere i 2,2 miliardi di franchi. Pur trattandosi di una stima, il processo in corso costituisce una grande politica di adattamento climatico rispetto ai cambiamenti in corso, già gestiti con attenzione ma che vanno affrontati per gli anni a venire.

D’altra parte, altri segnali recenti sono arrivati, e hanno indicato il livello di rischio crescente. Nel giugno 2024 la zona dello Chablais svizzero ha affrontato due piene e la prima nella notte tra il 21 e il 22 giugno, quando la portata del Rodano ha superato i mille metri cubi al secondo. Poi, il 30 giugno, con una portata di circa 1.200 metri cubi al secondo, le autorità hanno evacuato a titolo preventivo la zona industriale di Aigle e chiuso la strada industriale verso Saint-Triphon. Alla fine non vi sono state esondazioni del Rodano né danni a persone o cose sul versante vodese, ma il segnale è stato chiaro.
D’altra parte, più a monte, la piena del 29 e 30 giugno 2024 aveva invece provocato esondazioni a Sierre e Chippis e fra Rarogne e Gampel. A Sierre l’acqua aveva danneggiato gli edifici del quartiere di Sous-Géronde. Nell’area industriale di Sierre–Chippis gli allagamenti avevano fermato le attività degli stabilimenti di alluminio Constellium e Novelis.
Nel tratto del Chablais, un precedente con danni diretti alle infrastrutture risale al 14 ottobre 2000: la piena travolse la passerella di Illarsaz, costruita nel 1894, interrompendo il collegamento pedonale e ciclabile fra Aigle e Collombey-Muraz.
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