Le opere per le Olimpiadi invernali 2030 sono oggetto di due consultazioni pubbliche, previste dalla legge, per il Monginevro e per l’area della Grande Plagne, in Tarentaise. Si tratta di un modo di procedere diverso dall’informazione e consultazione dei cittadini per le opere pubbliche in Italia, per esempio nel caso della TAV, che continua a presentare difficoltà e frizioni.
Per esempio, a Monginevro la raccolta delle osservazioni si è chiusa il 2 ottobre, con vari contributi contrari a un disboscamento previsto per una pista. Ad Aime-la-Plagne, in Tarentaise, in Savoia, lunedì 5 ottobre si tiene una riunione sul collegamento a fune tra il fondovalle e la stazione sciistica, l’ascensore di valle.
Il formato della consultazione in Francia, sebbene nella pratica non sembri cambiare molto delle grandi linee dei programmi presentati, comporta tuttavia possibili variazioni, nonché misure di adattamento e compensazione. Comunque, il procedimento facilità la partecipazione, il coinvolgimento e una migliore informazione sulle opere, riducendo conflitti e incomprensioni.
Monginevro, le osservazioni sulla foresta del Prarial
Secondo il Dauphiné Libéré, circa 140 delle 185 osservazioni pubblicate online sarebbero contrarie al progetto di sistemazione del sito olimpico di Monginevro, in particolare per il previsto disboscamento un bosco di larici nel Bois du Prarial. Vi sono poi critiche sugli importi di spesa previsti e sull’uso degli interventi dopo i giochi. Anche parte dei trenta contributi favorevoli, subordinano il loro sostegno alla conservazione della bosco. Si tratta di posizioni numericamente limitate, che non esprimono la posizione della popolazione, ma che raccolgono osservazioni e proposte.
La consultazione, aperta il 17 agosto, è stata organizzata dalla Solideo Alpes 2030, la società pubblica incaricata della realizzazione delle opere olimpiche, sotto la supervisione di garanti della Commission nationale du débat public, l’autorità indipendente francese per la partecipazione pubblica prevista dall’art. 7 della legge costituzionale 205/2005, la Charte de l’Environnment. La consultazione comprende anche gli interventi nelle riunioni e le osservazioni raccolte nei registri cartacei degli uffici comunali.
Gli interventi sulle piste e sugli impianti
Il progetto interessa le zone di Prarial e Chalmettes, in cui si svolgeranno le competizioni di snowboard e sci freestyle. Prevede l’allargamento di una pista verde e la creazione di una pista blu per il rientro in stazione, oltre alla sostituzione della seggiovia Prarial, in servizio dal 1990, con un impianto a sei posti. Sono previsti anche interventi sulla struttura dedicata al cronometraggio e sul tapis roulant per principianti.
Gli impianti di innevamento verrebbero modernizzati per produrre neve durante periodi di freddo più brevi, e non ci sarebbe aumento dei quantitativi d’acqua già autorizzati. La Solideo indica fra gli obiettivi successivi ai Giochi il miglioramento delle piste di rientro, della sicurezza e dell’accessibilità del comprensorio.
Grande Plagne, riunione pubblica il 5 ottobre
Ad Aime-la-Plagne, in Tarentaise, la seconda riunione pubblica sul collegamento a fune si svolge lunedì 5 ottobre, dalle 18 alle 21, alla Halle des sports del Gymnase, mentre la raccolta delle osservazioni rimane aperta fino all’8 ottobre.
Il progetto di ascensore di Valle collegherebbe la stazione ferroviaria di Aime-la-Plagne, nel fondovalle, al settore di La Roche, sotto la pista olimpica di bob, slittino e skeleton, e quindi alla stazione degli autobus di Plagne Centre.
Comprende due sezioni, tre stazioni e un parcheggio di interscambio ad Aime con circa 1000 posti. Sono inoltre previsti un accesso dalla strada nazionale RN90 e l’adeguamento di una linea elettrica ad alta tensione che avrebbe interferenze con il tracciato della telecabina.
Sei chilometri e un contratto stimato in 94 milioni
Il dossier posto in consultazione pubblica descrive un percorso di circa sei chilometri, con 1.310 metri di dislivello, con una durata inferiore a 20 minuti, contro i 34 minuti in automobile o autobus in inverno. La capacità minima dovrebbe essere di 2.000 persone all’ora, con cabine da almeno dieci posti.
Il costo indicativo è di 94 milioni di euro, al netto delle imposte, per l’impianto, stazioni, parcheggio e raccordo con la RN90. Non sono conteggiati gli interventi sulla linea elettrica e il collegamento pedonale con la stazione ferroviaria. Dopo le Olimpiadi, l’impianto servirebbe residenti, lavoratori e turisti.
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