Il bar Le Constellation di Crans-Montana, distrutto dalle fiamme nella notte di Capodanno, non era stato sottoposto a controlli antincendio tra il 2020 e il 2025, ha ammesso il consiglio comunale della località vallesana.
L’incendio ha provocato 40 morti e 116 feriti, molti dei quali minorenni.
L’ultimo controllo nel 2019
Secondo quanto dichiarato dalla municipalità in una conferenza stampa martedì mattina, 6 gennaio, l’ultimo controllo risaliva al 2019, nonostante la normativa preveda ispezioni periodiche. Le autorità hanno riconosciuto una “grave mancanza”. È stato annunciato il divieto d’uso di qualsiasi tipo di materiale pirotecnico nei locali chiusi e l’avvio di un’ispezione sugli esercizi pubblici della zona.
I documenti trasmessi ai responsabili dell’indagine mostrano che Le Constellation era stato oggetto di modifiche nel 2015. In tre controlli tra il 2016 e il 2019 erano già state evidenziate carenze, tra cui limiti nella gestione della capienza (100 persone per piano) e la presenza di materiali critici.
Un video reso noto in questi giorni, e diffuso anche da RTS, risalente a un Capodanno del 2019-2020, conferma che era nota da anni la pericolosità – e l’infiammabilità – delle schiume antirumore sul soffitto.
Inoltre, vi è una questione più generale: l’affitto del locale aveva prezzi molto alti, con una pressione sui gestori che vi hanno dato seguito con uno sfruttamento intensivo dell’attività, con conseguenze evidenti anche sul piano della sicurezza, sull’accesso ai minori, sui consumi di alcol.
Si tratta di un tema – quello del contesto economico delle stazioni turistiche, con i suoi fenomeni estremi – che figura molto poco nel dibattito pubblico, negli studi – anche di EUSALP o delle Commissioni parlamentari – e nei dialoghi sul futuro delle Alpi.
Vittime giovanissime e dinamiche ormai evidenti
Le vittime identificate sono 22 svizzeri e 18 altri ragazzi e ragazze, tra cui 6 italiani e 9 francesi, di cui uno con la doppia nazionalità francese e svizzera. La metà dei deceduti erano minorenni. I feriti gravi sono ancora 83, distribuiti tra i centri grandi ustionati di Zurigo, Losanna, e diversi centri in Europa, tra cui Milano e Parigi.
Secondo fonti di stampa, alcuni giovani avrebbero avuto accesso al locale tramite un ingresso secondario, attivabile con un codice PIN, evitando i controlli sull’età all’entrata principale. Dalle ricostruzioni e dal dibattito, vi sono indicazioni ed evidenze circa le insufficienze sull’allarme antincendio, sui mezzi e gli estintori, e sulle uscite di sicurezza.
La procura del Canton Vallese non ha disposto, per ora, la detenzione preventiva dei gestori del locale, in un dibattito e critiche che coinvolgono diversi livelli istituzionali, anche internazionali. Il comune di Crans-Montana – il cui consiglio comunale ha confermato di non voler rimettere le proprie dimissioni – ha inoltre sospeso la licenza per un secondo locale, la Petite Maison, gestito dagli stessi operatori del Constellation.
L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha parlato apertamente di una tragedia “che si poteva e si doveva evitare”.
Venerdì 9 gennaio si terrà cerimonia di lutto
Venerdì 9 gennaio si terrà una cerimonia nazionale di lutto a Martigny, al centro esposizioni CERM, con inizio alle 13:45.
Sono attese diversi rappresentanti delle istituzioni, dal presidente del Vallese, Mathias Reynard, e di altri cantoni, con il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin, il presidente francese Emmanuel Macron e probabilmente anche Sergio Mattarella, presidente della Repubblica italiana.
Un’altra funzione è prevista nello stesso giorno a Roma, nella basilica di San Carlo al Corso. Alle ore 14, le campane delle chiese svizzere suoneranno per cinque minuti. Il ministro degli esteri italiano, Antonio Tajani, si era recato sui luoghi del dramma già il 2 gennaio.
L’emozione è forte in tutta la Svizzera: per esempio, i centri di donazione del sangue in Svizzera hanno avuto molte persone che hanno offerto la propria disponibilità. Il Carnevale di Evolène, che normalmente inizia il 6 gennaio, ha sospeso il proprio avvio.
Si nota anche un dibattito sui temi della sicurezza. A Losanna, dal 5 gennaio, è stata avviata un’indagine sulla condizione di sicurezza di 600 locali, con un lettera di informazione ai gestori. Il Conseil d’Etat du Valais si è riunito in seduta straordinaria il 6 gennaio e, oltre a prevedere dei sostegni finanziari, ha ricordato a tutti i Comuni gli obblighi sui controlli, e procederà anche con una revisione della propria legislazione nel settore.
LEGGI ANCHE:
Crans‑Montana, il giorno dopo la tragedia, tra emozione e bisogno di capire
Tragedia a Crans-Montana in Vallese, decine di morti e feriti in un incendio











