Fino al 25 gennaio 2026, il Museo Mallé di Dronero, in provincia di Cuneo, ospita Jean Gaumy. Baìo e Montagna, una mostra fotografica che raccoglie 44 scatti del fotografo francese. Le immagini raccontano il paesaggio delle valli alpine cuneesi e la Baìo di Sampeyre, festa tradizionale della Valle Varaita.
L’iniziativa è parte del progetto “Donare” promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (la Fondazione CRC) in collaborazione con il Museo Mallé, per valorizzare beni donati da privati. Il corpus di opere di Jean Gaumy, realizzate tra il 2003 e il 2017, viene ora accolto in comodato d’uso gratuito dal museo e rappresenta un ponte tra la fotografia contemporanea e la memoria visiva del territorio.
Inoltre è di grande interesse che Jean Gaumy si sia soffermato sulle Alpi cuneesi, sulle tradizioni e sul patrimonio immateriale del Baìo: ne deriva una lettura particolare, sia per la qualità dell’arte fotografica, sia per la visione comune del territorio, oltre le letture nazionali.
Jean Gaumy ha d’altra parte esplorato a lungo le valli del Piemonte, e ne ha colto l’atmosfera rarefatta nel libro D’après nature, che rappresentava diversi luoghi del pianeta e che è stato premiato con il Prix Nadar nel 2010.
Uno sguardo alpino ed europeo
Nella prima sala della mostra sono esposte 14 fotografie in bianco e nero dedicate ai paesaggi delle vallate cuneesi.
Si tratta di immagini essenziali, in cui il linguaggio asciutto di Gaumy restituisce la dimensione silenziosa e isolata della montagna. Lungo le pareti delle sale successive, invece, il colore prende il sopravvento: 30 fotografie raccontano la Baìo di Sampeyre, festa rituale di origini medievali.
Ad arricchire il percorso, alcuni costumi e materiali video concessi dal Museo Storico-Etnografico di Sampeyre.
Organizzata ogni cinque anni (la prossima sarà nel 2028) nel comune di Sampeyre, in Valle Varaita, la Baìo è una delle feste più antiche dell’arco alpino. Ogni frazione del territorio ha i suoi costumi, i suoi capi e un cerimoniale autonomo.
Al centro della festa vi è il processo al Tesoriere, momento finale che si svolge il giovedì grasso del Carnevale. Le fotografie di Gaumy, selezionate con il contributo critico di Fredo Valla, si inseriscono in una lunga tradizione iconografica legata alla Baìo, documentata fin dai primi anni del Novecento.
Questa nuova donazione arricchisce il patrimonio visivo già conservato dal Museo Etnografico di Sampeyre e amplia lo sguardo su un rito ancora vivo.
Tra ricerca documentaria e lettura distaccata e astratta
Jean Gaumy, nato a Pontaillac nel 1948, è membro dell’agenzia Magnum Photos e dell’Académie des Beaux-Arts. Dopo gli esordi negli anni Settanta con reportage negli ospedali e nelle carceri francesi, si è affermato come uno dei principali interpreti della fotografia documentaria europea.
Il suo lavoro si distingue per una ricerca formale che unisce rigore compositivo e capacità narrativa.
La mostra di Dronero si inserisce in un anno particolarmente significativo per la carriera di Gaumy. Nel 2025, infatti, il Museo Nazionale della Marina di Parigi ha ospitato Jean Gaumy et la mer, prima grande retrospettiva dedicata alla sua fotografia marittima.
Oltre 140 stampe hanno raccontato il suo sguardo sul mare: dalla pesca d’altura alle esplorazioni polari, dal trauma delle maree nere alla vita nei sottomarini. Anche in quell’occasione, come nelle vallate alpine piemontesi, lo stile di Gaumy ha unito l’approccio del documentare e alla lettura distaccata e astratta, alla ricerca dei margini dei gruppi di persone e dei territori.
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