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    Home » Articoli » Come traballa in Francia il Comitato organizzatore dei Giochi invernali 2030
    Economia e politica

    Come traballa in Francia il Comitato organizzatore dei Giochi invernali 2030

    Enrico MartialEnrico Martial12 Febbraio 2026
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    Le 14 avril 2025, au lancement de la société Solidéo, pour la livraisons des ouvrages olympiques 2030 (c) Région Auvergne Rhône-Alpes
    Le 14 avril 2025, au lancement de la société Solidéo, pour la livraisons des ouvrages olympiques 2030 (c) Région Auvergne Rhône-Alpes
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    Il Comitato organizzatore dei Giochi invernali 2030 nelle Alpi francesi (COJOP) affronta una crisi di governance segnata da dimissioni, scontri interni e tensioni pubbliche. Dopo articoli di stampa e commenti pubblici, l’11 febbraio 2026 il Comité d’organisation des Jeux d’hiver (Cojop) ha riconosciuto «disaccordi insanabili» tra il presidente Edgar Grospiron e il direttore generale Cyril Linette.

    Il Senato francese ha convocato il presidente Grospiron mentre a livello locale e regionale si procede con difficoltà o con attenta prudenza. Si riducono i finanziamenti, si interrompe il dialogo, ma in un caso si scopre una fotografia di piena amicizia e sostegno al presidente Grospiron.

    Il licenziamento di Linette rimandato a dopo i Giochi di Milano-Cortina

    Nel comunicato diffuso mercoledì 11 febbraio, il COJOP ha dunque preso atto dei «disaccordi insanabili» tra Edager Grospiron e Cyril Linette, nominato direttore generale nell’aprile 2025. La decisione formale sul futuro del direttore generale è rinviata a un bureau exécutif convocato per il 22 febbraio, giorno della cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano-Cortina 2026, quando le Alpi francesi riceveranno la bandiera olimpica.

    Il vantaggio rimane dalla parte di Grospiron, che ha ricevuto dal COJOP il mandato di proporre «la soluzione più adatta all’interesse collettivo del progetto». Nel COJOP, a leggere il comunicato, la posizione è compatta, Grospiron sembra godere di piena fiducia. Non è ciò che appare all’esterno.

    Sequenza di dimissioni in poche settimane

    La frattura tra il presidente Grospiron e il direttore Linette arriva dopo mesi di tensioni che hanno coinvolto diversi livelli e soggetti pubblici.

    Da un lato, ci sono una serie di dimissioni. A dicembre 2025 ha lasciato Anne Murac, direttrice delle operazioni, con il ruolo di individuare i siti delle competizioni. Si tratta di un tema delicato: riguarda da un lato la visibilità dei territori partecipanti e dall’altro il loro ruolo finanziario nel sostenere opere e servizi.

    A metà gennaio 2026 è uscito Arthur Richer, direttore della comunicazione, altro ruolo centrale. Poi, poco prima dell’apertura dei Giochi di Milano-Cortina si è dimesso anche Bertrand Méheut, presidente del Comitato remunerazioni: sono emersi alcuni articoli di stampa anche sull’uso delle carte di credito.

    La sequenza di dimissioni è comunque notevole e giunge ora al suo culmine con l’uscita del direttore generale.

    Comuni, Dipartimenti e Regioni molto critici

    Le tensioni riguardano anche i territori, e sembra che i problemi non solo riguardino i costi e le loro ripartizioni, ma anche il metodo.

    La Regione Auvergne-Rhône-Alpes, presieduta da Fabrice Pannekoucke, già sindaco di Moutiers, in Tarentaise (valle colma di stazioni di sci) ha ridotto il contributo al funzionamento del COJOP da 7,5 a 3 milioni di euro. Assieme alla Région Sud, è stata uno dei grandi motori della candidatura olimpica, ed è parte nel COJOP, che invece pare muoversi in modo compatto.

    Il presidente del Dipartimento della Savoia, Hervé Gaymard, si era già espresso settimane prima. Il 1° dicembre aveva comunicato di «sospendere la sua partecipazione a tutte le riunioni di tutti gli organi» che sono la Solideo 2030 (società di realizzazione delle opere olimpiche) e il COJOP 2030.

    Ora, per usare questi toni e adottare queste decisioni, qualcosa di storto deve esserci, anche se i dettagli e le ragioni, caso per caso, non emergono pubblicamente.

    D’altra parte, la questione dura da tempo: il caso di Val d’Isère è per esempio istruttivo.

    Da due anni – non solo da qualche mese – Val d’Isère discute se partecipare o meno come sito di competizioni. È una località classica, che ospita da anni le gare di Coppa del Mondo. Eppure inizialmente era esclusa dalle mappe delle gare. Il 2 febbraio il suo Consiglio comunale si è riunito per dare un’adesione, solo “di principio”, ad accogliere le competizioni di slalom e gigante, ma senza impiegare “risorse proprie dirette“.

    Il caso di Val d’Isère e di chi si arrabbia

    Ci siamo chiesti cosa vorrà mai dire l’espressione. Forse si potrebbero usare “risorse proprie indirette“. Forse si utilizzerà di un edificio pubblico in costruzione, che ha un suo percorso e una sua destinazione d’uso, e che potrà essere usato temporaneamente durante i Giochi olimpici: ecco forse le risorse “indirette”. Il negoziato sui dettagli deve però ancora venire.

    Ciò che tuttavia è già evidente, per tornare alle questioni di metodo, è l’arrabbiatura del Comune di Meribel, inizialmente selezionato per lo slalom e il gigante. Ha già fatto sapere di non essere disposto a ospitare altre competizioni e altri sport, almeno per il momento.

    Sullo sfondo di queste tensioni, vi è però una fotografia di buona amicizia tra il presidente della Région Sud, Renaud Muselier e il presidente del COJOP, Edgar Grospiron, il 5 febbraio, a Milano, all’apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026. Sarà stata l’occasione di festa, però sembra proprio amicizia sincera e allegra.

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    Poi, non bisogna vedere la preparazione dei Giochi solo come piena di problemi: per esempio, sia per i Giochi del 2030 sia per una politica pubblica di miglioramento dei trasporti, ci sarà un intervento plurimilionario sulla ferrovia Briançon-Marsiglia, con un effetto importante sullo sviluppo di molti centri urbani e dei loro territori, da Embrun a Gap.

    Inoltre, il Dauphiné ha ricordato come anche durante la preparazione delle Olimpiadi di Albertville del 1992 siano volati gli stracci, con tanto di dimissioni di protesta dal comitato organizzatore del grande campione di discesa libera, Jean-Claude Killy.

    Qualche passaggio difficile, ma sembra che si andrà avanti

    Il 10 febbraio 2026 il Senato ha espresso «viva preoccupazione» per la governance del comitato COJOP e ha convocato Grospiron per un’audizione il 25 febbraio al Palais du Luxembourg, insieme al delegato interministeriale ai Giochi, Pierre-Antoine Molina.

    La ministra dello Sport Marina Ferrari, sull’onda della sequenza delle dimissioni, aveva già chiesto a gennaio «un chiarimento rapido e completo» sulla stabilità dell’organizzazione.

    Le parti coinvolte nel COJOP hanno d’altra parte avviato una «missione di accompagnamento» – che può essere letta almeno in due modi: come positivo affiancamento e giustificazione oppure come controllo o commissariamento di Grospiron. È affidata a Etienne Thobois, già direttore generale delle Olimpiadi di Parigi 2024.

    Sarà quindi interessante vedere cosa succederà dopo le Olimpiadi di Milano-Cortina. Le prime conclusioni di Etienne Thobois saranno infatti esaminate dal bureau exécutif del 22 febbraio. È il giorno in cui si dovrebbe procedere al licenziamento del direttore generale Linette, tre giorni prima dell’audizione al Senato di Grospiron.

    Dai che andrà tutto bene…


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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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