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    Home » Articoli » Caterina di Challant, un sogno rivelatore / 1
    Racconti

    Caterina di Challant, un sogno rivelatore / 1

    Jacques MartinetJacques Martinet13 Febbraio 2026
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    Caterina di Challand al letto del padre morente (c) Nos Alpes IA
    Caterina di Challand al letto del padre morente (c) Nos Alpes IA
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    Un nuovo racconto di Jacques Martinet, questa volta su Caterina di Challant, anche in occasione delle feste di Carnevale e della sua annuale celebrazione a Verrès, in Valle d’Aosta.


    Il 28 aprile 1442 Francesco conte di Challant torna nella casa del padre. Sulla terra lascia titoli, possedimenti e discordie. Il suo testamento è in favore delle due uniche figlie femmine, Catherine e Margherita.

    Il casato ducale non riconosce le ultime volontà del conte, per estinzione della linea maschile, il feudo deve passare ai Savoia. Il cugino Giacomo del ramo di Aymavilles rivendica i titoli delle figlie di Francesco, in quanto maschio discendente, e ha l’appoggio del duca Amedeo VIII. Bonifacio II, padre del defunto marito di Catherine, rivendica anch’egli il diritto sull’eredità in quanto suocero.

    Catherine si ritrova a combattere su più fronti ma per fortuna al suo fianco c’è l’amato Pierre Sarriod, Signore d’Introd. Il Papa in persona ha vietato il loro matrimonio in quanto un legame di parentela li unisce. Hanno il mondo contro, ma combattono con tutte le loro forze per difendere il loro amore e ciò che il destino ha riservato loro.

    31 maggio 1450

    Catherine si sveglia senza fiato. È l’alba e non c’è luce nel vecchio maniero di famiglia a Challand-Saint-Victor. Pierre e Catherine si sono trasferiti da un mese, il maniero offre migliori possibilità di difesa rispetto al loro castello a valle. Hanno anche più possibilità di fuggire attraverso il Colle del Teodulo per giungere in Svizzera. Nella stanza dove una volta riposavano i suoi antenati, la contessa respira come se fosse stata sott’acqua per tutta la notte, interrompendo così il sonno di Pierre.

    «Catherine! Catherine cosa è successo?»

    «Un sogno… solo un sogno», risponde a fatica Catherine.

    Pierre si mette in ginocchio sul letto di fronte a lei, prendendole le mani.

    «Un incubo?»

    «No».

    «Sembri sconvolta…»

    Catherine è accaldata e i suoi bellissimi capelli sono arruffati ma il sogno più che sconvolta sembra averla convinta.

    «Ho sognato mio padre, aveva un bellissimo aspetto anche se… stava morendo. Mi ha detto che i castelli, i terreni e i titoli sono nostri, miei e di Margherita, e non dobbiamo farceli toccare. Da nessuno. Perché sono nostri. Continuava a ripetere queste parole».

    «Non avete mai avuto questa conversazione? Non ti aveva mai confessato che avrebbe lasciato il testamento in vostro favore?»

    Catherine fa scivolare le gambe fuori dal letto e resta immobile a fissare il pavimento per qualche istante.

    «Non ne avevamo mai parlato, ma era quello che mi aspettavo da papà».

    A pranzo Catherine è silenziosa, le due figlie la osservano.

    «Siamo stati invitati dal prevosto alla solennità della Santissima Trinità», dice a un tratto Catherine alzando la testa dal piatto.

    «Sai che non possiamo andare», Pierre parla con la bocca piena.

    «Ci sarà anche il ballo…»

    «Sì, e se ci presentiamo danzeranno sui nostri cadaveri».

    «Non parlare così davanti alle mie figlie, Pierre». Catherine guarda il compagno severa.

    «Scusate…» Pierre non la riconosce, quel sogno sembra averla cambiata.

    «Andremo a quella festa, e balleremo Pierre». Catherine è più decisa che mai e riesce dopo questa confessione a distendersi in un sorriso.

    «Catherine volete forse far scoppiare una guerra»

    «No Pierre, voglio solo ballare».

    «Hanno rifiutato la nostra proposta. L’ultimo termine per presentarci in tribunale era ieri. Siamo in guerra».

    Catherine guarda le sue figlie, hanno lo sguardo spaventato, anche loro sembrano non riconoscerla quel giorno. Sono piccole e hanno già perso un padre, non hanno capito molto di quei discorsi ma hanno intuito che la loro mamma potrebbe essere in pericolo.

    «Pierre, io non voglio la guerra ma devo difendere la mia famiglia e la volontà di mio padre. Se non vogliono vedere una donna regnare allora che la guardino ballare.»

    Pierre sa bene quanto è determinata, a volte persino testarda ma la ama troppo per non seguire sempre ogni sua scelta.

    «Raduna tutti gli uomini che puoi, i più fedeli. Tu vestiti elegante mio amato».

    «Anche noi vogliamo ballare!»

    La figlia più grande di Catherine guarda la madre con dolcezza, come a implorarla di farle venire con lei, anche se non le è mai importato dei balli.

    «Non è ancora il momento mia adorata, ma vi prometto a tutte e due che un giorno potrete danzare, fino a quando vorrete e nessuno potrà fermarvi».

    Catherine prende la mano della figlia più piccola e questa a sua volta afferra le dita della sorella senza lasciarla nemmeno il tempo di posare la forchetta. Pierre le guarda e Catherine gli tende la mano. Lui la prende e la stringe con amore poi si sporge sul grande tavolo spostando il piatto, il bicchiere e la tovaglia, e ormai tutto sdraiato sul tavolo afferra la mano della figlia più grande di Catherine che si mette a ridere, assieme a tutto il resto della famiglia.

    LEGGI ANCHE: Napoleone e il Forte di Bard, la salita al Colle /1

    TUTTI I RACCONTI DI JACQUES MARTINET

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    Caterina di Challant Featured
    Jacques martinet
    Jacques Martinet

    Ha studiato al Dams a Torino e poi all’Alma Mater a Bologna. Nel 2022 un tirocinio lo ha portato a Roma, a lavorare inizialmente nella produzione della serie Suburræterna e poi in altre produzioni cinematografiche. Appassionato di letteratura e sceneggiatura ha pubblicato il suo primo racconto sul sito Racconti nella rete dell'associazione LuccAutori.

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