Il Tour de l’Avenir 2026, la corsa a tappe riservata ai giovani corridori Under 23, si chiuderà con tre tappe tra Alta Savoia, Savoia e Piemonte.
La competizione, iniziata in Normandia il 19 agosto, affronterà dal 24 al 26 agosto una cronometro individuale in Alta Savoia, la tappa in salita al colle dell’Iseran e l’ultima tappa tra Strambino e Ceresole Reale in Piemonte.
Tre tappe per il finale alpino
Il finale di corsa si sviluppa su tre tappe consecutive. Lunedì 24 agosto è in programma una cronometro individuale di 16 chilometri tra le stazioni sciistiche di Les Carroz e Flaine, in Alta Savoia, con un dislivello positivo di 760 metri lungo il colle di Pierre Carrée, su un tracciato finale di tipo gravel.
Martedì 25 agosto ci sarà la tappa più lunga e impegnativa, 149 chilometri da Cluses con arrivo al colle dell’Iseran, nella Haute-Tarentaise. Il colle è il valico stradale più alto d’Europa con i suoi 2.764 metri; il dislivello positivo della tappa è di 4.945 metri.
Mercoledì 26 agosto la competizione si conclude in Piemonte, con una tappa di 130 chilometri e 2.556 metri di dislivello positivo da Strambino al lago Serrù di Ceresole Reale, città metropolitana di Torino.
Il Tour de l’Avenir 2026 nel suo complesso si svolge per un totale di 926 chilometri e 13.532 metri di dislivello positivo cumulato, con un circuito di 7 tappe che tocca diverse regioni francesi e, appunto, una regione italiana.

Per la prima volta ammessi i team development
Una delle principali novità dell’edizione 2026 riguarda la partecipazione, per la prima volta, di alcune squadre development legate ai team World Tour.
I corridori appartenenti a queste formazioni gareggeranno con la maglia della propria squadra anziché con quella della nazionale, mentre le selezioni nazionali potranno schierare gli atleti non tesserati con i team development.
Tra le conseguenze pratiche, il campione del mondo Lorenzo Finn correrà con la maglia della Red Bull-Bora-Hansgrohe e non con quella della nazionale italiana; tra gli altri corridori attesi al via figurano anche Henrique Bravo, della Soudal, e Mateo Ramirez, della Uae Team Emirates.
Una storia di oltre sei decenni
Nato per volontà del quotidiano L’Équipe, il Tour de l’Avenir è rimasta nei suoi primi anni una gara francese. Inizialmente una competizione tra selezioni nazionali di otto corridori, di cui metà under 25, dal 1981 il Tour de l’Avenir si è progressivamente aperto ai professionisti. Dal 2007 è tornato a essere riservato ai giovani dai 19 ai 22 anni. Organizzata fino al 2011 dalla Amaury Sport Organisation (ASO, che organizza anche il Tour de France), la corsa è oggi gestita da Alpes Vélo, con il sostegno tecnico di ASO.
La sua storia trasfrontaliera è cambiata quando tra il 1986 e il 1990 ha preso il nome di Tour de la Communauté européenne. Grazie al sostegno del Parlamento europeo e della Comunità europea e del suo allora presidente Jacques Delors, lettore fedele dell’Équipe, si è così tenuta nel 1986 la prima tappa sul versante piemontese delle Alpi da Sestrière e Torino.
Dal 1992 la corsa ha ripreso il suo nome d’origine, mantenendo comunque il suo carattere transfrontaliero.
Oltre alle classiche tappe savoiarde, il Tour è effettivamente passato anche nelle regioni italiane: nel Cuneese, tra Alba e Fossano, nel 2011; in Valle d’Aosta, sfiorata per l’arrivo al colle del Piccolo San Bernardo nel 2025; in Val di Susa, al colle del Moncenisio, nel 2023; e ancora in Val Pellice in Piemonte, nel 2024.
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