Quando si sente parlare di “Giurassico” si è subito portati a pensare ai dinosauri e a un passato remotissimo, ma in pochi sanno che tale termine ha una origine geografica molto precisa e ubicata sui pendii del Massiccio del Jura. Sono difatti stati gli studi geologici condotti tra la fine del Settecento e l’Ottocento a portare all’identificazione di una particolare serie di rocce calcaree, identificate con la denominazione poi estesa a uno dei principali periodi della storia della Terra.
Un Jura sempre più Giurassico
Il nome “Jura” è ancora più antico del termine geologico “Giurassico” che ne deriva, nato probabilmente dalla radice celtica “jor” poi latinizzata in “Juria”, la quale indicava una montagna coperta di foreste. Il toponimo descrive dunque bene il paesaggio della catena montuosa sita tra Borgogna-Franca Contea in Francia e Cantone omonimo in Svizzera, a sua volta caratterizzato da rilievi boscosi e ampie distese naturali.
Alla fine del XVIII secolo lo scienziato Alexander von Humboldt è stato uno dei primi a citare i calcari della zona chiamandoli “Jurakalk”, termine dal quale prende forma “Giurassico”, poi adottato stabilmente nella geologia dell’Ottocento. Esso è successivamente utilizzato e formalizzato da studiosi come Alexandre Brongniart, chimico, geologo e zoologo parigino noto principalmente per le sue ricerche in ambito mineralogico.
Il periodo dei dinosauri (ma non soltanto)
Dal punto di vista scientifico, il Giurassico è il periodo centrale dell’Era Mesozoica, collocato tra il Triassico e il Cretaceo ed esteso approssimativamente tra 200 e 145 milioni di anni fa. La sua denominazione, tuttavia, racconta anche la storia della ricerca scientifica europea, in seno alla quale i geologi sono soliti attribuire ai periodi della Terra il nome del luogo in cui essi sono stati studiati per la prima volta.
Curiosità vuole, peraltro, che lo stesso Giurassico sia uno dei pochi momenti storici entrato a pieno diritto nel linguaggio comune, contrariamente a parole quasi esclusivamente scientifiche come “Triassico” o “Permiano”. La motivazione di tale “famigliarità” non risiede unicamente nella sua definizione come “periodo dei dinosauri” bensì anche nella forza evocativa di un nome legato a un luogo reale e a un paesaggio europeo conosciuto.
Il Giurassico coincide con grandi cambiamenti della Terra
Il Giurassico rappresenta nella storia della Terra un periodo di profondi cambiamenti geologici, caratterizzato dalla frammentazione del supercontinente Pangea che ha dato poi origine agli oceani e ai continenti moderni. Momento chiave della genesi del Pianeta, esso ha visto peraltro la formazione di nuovi mari che a loro volta hanno lasciato spessi depositi di sedimenti marini che oggi sono una delle principali fonti di fossili.
Nel corso di questi milioni di anni, il clima era generalmente caldo e umido e le foreste si estendevano su vaste aree con una vegetazione dominata da conifere, felci e piante primitive. Proprio tali condizioni hanno permesso ai dinosauri erbivori di raggiungere dimensioni gigantesche, oltre che di portare a pieno sviluppo specie “moderne” come i primi uccelli, piccoli mammiferi, rettili marini e pesci, insetti.
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