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    Home » Articoli » Accessibilità museale e turismo inclusivo: passi avanti in Valle d’Aosta e Piemonte
    Cultura

    Accessibilità museale e turismo inclusivo: passi avanti in Valle d’Aosta e Piemonte

    Marzia BéthazMarzia Béthaz30 Marzo 2026
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    Giornata di formazione IN3ViE (c) Nos Alpes
    Giornata di formazione IN3ViE (c) Nos Alpes
    abbonati a nos alpes 2026

    Il tema dell’accessibilità culturale e dell’inclusione nei musei è al centro di tre iniziative distinte che vedono protagonisti i poli museali di Valle d’Aosta e Piemonte.

    I principi e il quadro normativo

    Queste iniziative si inseriscono in un quadro normativo internazionale previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Tale convenzione è stata adottata dall’Assemblea Generale nel 2006 e ratificata dall’Italia nel 2009.

    L’articolo 30 sancisce il diritto delle persone con disabilità a partecipare alla vita culturale su base di uguaglianza con gli altri. Mira a ganrantire l’accesso a musei, biblioteche, cinema, teatri e siti di interesse nazionale. L’articolo 9, dedicato all’accessibilità, impegna gli Stati a rimuovere ostacoli fisici e comunicativi negli edifici e nei servizi aperti al pubblico. L’articolo 27 richiama la necessità di formare il personale che opera nei servizi, affinché possa garantire standard adeguati di assistenza e accoglienza.

    Nel settore turistico e culturale, l’applicazione concreta di questi principi richiede interventi su più livelli. Esempi di interventi riguardano le infrastrutture fisiche, strumenti di comunicazione aumentativa e alternativa, formazione degli operatori e progettazione di esperienze che tengano conto della diversità dei pubblici.

    La Convenzione definisce la disabilità non come una caratteristica assoluta della persona, ma come il risultato dell’interazione tra la persona e le barriere — comportamentali, ambientali, comunicative — presenti nel contesto. In questa prospettiva, rendere un museo o un’offerta turistica accessibile non è un adeguamento straordinario. È una condizione ordinaria di qualità del servizio, coerente con il principio di progettazione universale richiamato dalla stessa Convenzione.

    Il progetto IN3ViE, tra Valle d’Aosta, Piemonte e Vallese

    IN3ViE – Viaggiare inclusivo e vivere emozioni tra Vallese, Valle d’Aosta e Piemonte è un progetto finanziato dal Programma Interreg VI A Italia-Svizzera 2021-2027. Punta a costruire una rete transfrontaliera di destinazioni turistiche accessibili tra Vallese, Valle d’Aosta e Piemonte. Capofila è la Regione Autonoma Valle d’Aosta – Dipartimento turismo, sport e commercio. Il partenariato che include la Regione Piemonte, la Scuola Universitaria Specializzata della Svizzera occidentale, comuni come Alagna Valsesia, Formazza, Verrayes e Issogne, e diversi enti turistici del Cantone Vallese. L’approccio si fonda sulla Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) dell’OMS. Si inserisce negli obiettivi dell’Agenda 2030 e della Strategia UE per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030.

    Gli interventi previsti riguardano la formazione degli operatori turistici, la produzione di materiali informativi inclusivi e lo sviluppo di infrastrutture e servizi adeguati alle esigenze di persone con disabilità motoria, sensoriale e intellettiva. Il progetto non si limita all’adeguamento fisico delle destinazioni, ma punta a un cambiamento culturale più ampio nell’approccio all’ospitalità. Promuove l’immagine del visitatore con disabilità come cliente da accogliere con la stessa qualità di servizio garantita agli altri.

    Giornata di formazione ad Aosta

    Il 25 marzo 2026, presso il MegaMuseo – Museo Archeologico Contemporaneo di Aosta, si è tenuta una giornata di formazione specialistica, nell’ambito del progetto IN3ViE. L’organizzazione è a cura del Dipartimento turismo, sport e commercio della Regione autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con Cityfriend.

    I destinatari della formazione sono guide turistiche, accompagnatori, operatori museali, volontari di associazioni locali, amministratori, personale degli Office du Tourisme e dei consorzi turistici. L’obiettivo è sviluppare competenze in materia di accessibilità e comunicazione inclusiva del patrimonio culturale e dell’offerta turistica valdostana. L’attenzione è rivolta alle disabilità motoria, sensoriale e intellettiva.

    La giornata si è articolata in quattro moduli mattutini. Lorenza Trinchero, storica dell’arte esperta in accessibilità museale, ha affrontato la progettazione di esperienze inclusive tenendo conto della diversità del pubblico. Franco Lepore, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (sezione Piemonte), ha trattato l’accessibilità per le persone con disabilità visiva. In particolare, sono state descritte l’audiodescrizione e l’esplorazione tattile. Sara Favout è psicologa della Diaconia Valdese ed esperta di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). Ha illustrato l’uso di guide “Easy to read” e strumenti di CAA nei contesti culturali e turistici. Enrico Dolza, affiliato alla Fondazione Istituto dei Sordi di Torino, ha presentato strategie per l’accoglienza dei visitatori sordi, con il supporto di Nicola Della Maggiora, docente presso lo stesso istituto, sordo dalla nascita e madrelingua lingua italiana dei segni (LIS).

    Nel pomeriggio i partecipanti si sono suddivisi in quattro tavoli di lavoro coordinati dagli stessi formatori, con attività pratiche. Uso di ausili e tecnologie per abbattere le barriere culturali, narrazione di un’opera d’arte ed esperienza tattile al buio, storie sociali e guide in linguaggio semplificato, segni LIS per l’accoglienza museale.

    Châtillon, Castello Gamba: “Cultura senza barriere”

    Il Castello Gamba – Museo di Arte moderna e contemporanea di Châtillon – ha presentato, sabato 21 marzo, il suo nuovo piano di inclusione, in una giornata interamente dedicata all’accessibilità totale.

    Con fondi PNRR, il polo culturale ha sviluppato un’offerta strutturata per rendere la visita accessibile a pubblici diversi. Il museo ha provveduto alla rimozione delle barriere architettoniche, per una migliore accoglienza di visitatori con disabilità motoria. Per i visitatori non vedenti, alcune opere sono state riprodotte con modelli tattili 3D in scala 1:1. Un percorso dell’app dedicata include audiodescrizioni, mentre un secondo percorso offre traduzione in LIS e sottotitoli per i visitatori sordi. Sono disponibili 58 tablet per visite accompagnate.

    Sabato 21 marzo, alle 10:30 si è tenuta una presentazione pubblica del progetto Cultura senza barriere. Nel pomeriggio si sono svolte due attività: Il Parco dei Tesori, una caccia al tesoro con elementi di gioco teatrale rivolta ai bambini dai 5 ai 12 anni, e Arte Libera, visite teatralizzate per famiglie, adulti e persone con disabilità condotte da attori professionisti. La giornata ha accompagnato l’introduzione in forma permanente di nuovi strumenti per la fruizione della collezione.

    “Musei in transizione” al MAXXI

    A scala nazionale, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma ha avviato il 26 marzo il ciclo di incontri Musei in transizione. Nuove sfide per le istituzioni contemporanee, otto appuntamenti aperti al pubblico.

    Il programma, moderato dal Direttore Artistico Francesco Stocchi, prevede la partecipazione dei direttori di GAM Torino, Palazzo Strozzi, Castello di Rivoli, Museo Madre, MAO, MART e Museo e Real Bosco di Capodimonte, con incontri cadenzati da aprile a novembre 2026. I temi al centro del ciclo — inclusione, accessibilità, sostenibilità, nuove relazioni con il pubblico — si collocano nel medesimo orizzonte di riflessione che anima le iniziative valdostane.

    Il contributo dei musei Piemontesi

    Tre appuntamenti del ciclo coinvolgono istituzioni piemontesi. Il 26 marzo, introdotta dalla Presidente della Fondazione MAXXI Maria Emanuela Bruni, è intervenuta Chiara Bertola, direttrice della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, in dialogo con Francesco Stocchi. La GAM è la prima istituzione italiana ad aver promosso una raccolta pubblica di arte moderna come parte costitutiva del proprio Museo Civico, aperto nel 1863, e conserva oggi circa 45.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni, fotografie, grafica, film e video d’artista.

    Il 21 maggio sarà la volta di Francesco Manacorda, direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea — istituzione piemontese ospitata in un edificio barocco, attiva nella ricerca, nell’educazione e nella produzione culturale nel campo dell’arte contemporanea con un pubblico locale e internazionale.

    Dopo la pausa estiva, il ciclo riprende il 1° ottobre 2026 con Davide Quadrio, direttore del MAO Museo d’Arte Orientale di Torino. Inaugurato nel 2008 a Palazzo Mazzonis, il MAO custodisce una delle principali collezioni di arte asiatica in Italia e in Europa e si propone come spazio partecipativo, sviluppando attività didattiche e laboratoriali in dialogo con il territorio secondo un approccio non eurocentrico.

    Sul piano dell’accessibilità, questi poli culturali offrono percorsi e laboratori co-progettati con associazioni di settore per persone con disabilità visiva, cognitiva e psichica, affiancati da WebApp e materiali in CAA. Il Castello di Rivoli si distingue per un Dipartimento Educazione con esperienza internazionale, che ha pubblicato il primo Dizionario di arte contemporanea in LIS al mondo con 80 nuovi termini nel lessico artistico, e dispone di rampe, ascensori, modellini tattili e servizi family friendly.

    LEGGI ANCHE: Turismo inclusivo: Valle d’Aosta, Piemonte e Vallese nel progetto IN3VIE

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