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Home » Articoli » Biot e i Templari: la festa medievale ricorda la donna nel Medioevo
Eventi

Biot e i Templari: la festa medievale ricorda la donna nel Medioevo

Diletta PerettoDiletta Peretto8 Aprile 2026
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Extrait du flyer de la fête médiévale Biot et Les Templiers
Extrait du flyer de la fête médiévale Biot et Les Templiers

La festa medievale “Biot e i Templari” torna da venerdì 10 a domenica 12 aprile 2026 con la sua decima edizione, dedicata al tema “La Donna e il Tempio”.

Nel dipartimento delle Alpi marittime, nel borgo di Biot, sede di una delle più grandi commende templari della Provenza, oltre centomila visitatori sono attesi per un fine settimana di ricostruzioni storiche, spettacoli equestri e cortei alla fiaccola.


LEGGI ANCHE: IL TEMPLARE, UN RACCONTO DI JACQUES MARTINET


Attraverso ricostruzioni scenografiche e messe in scena inedite, l’edizione 2026 intende restituire visibilità a figure femminili che la storiografia ha a lungo trascurato, mostrando come abbiano contribuito a modellare l’economia, la cultura e la vita quotidiana del Medioevo. Sebbene la regola del Tempio vietasse la presenza delle donne all’interno dell’Ordine, infatti, il loro ruolo nella storia templare fu tutt’altro che marginale. Donatrici, gestionnaires di beni, protettrici e ispiratrici, alcune furono persino considerate consorelle.

Per tre giorni il borgo di Biot si trasforma in una città medievale del XIII secolo. I visitatori possono esplorare accampamenti fedelmente ricostruiti, assistere a tornei cavallereschi con partecipanti provenienti da tutta Europa, scoprire il villaggio degli artigiani medievali, seguire il corteo alle fiaccole e ascoltare le melodie dei trovatori. Gli spettacoli equestri completano un programma pensato per un pubblico di tutte le età.

Le figure femminili documentate dell’Ordine del Tempio

In Provenza, dove le donne godevano nel Medioevo di una posizione giuridica ed economica più affermata che in altre regioni, la loro partecipazione risulta particolarmente documentata. Ermengarde di Narbona (1127-1196), potente viscontessa affiliata al Tempio, è una delle figure femminili più significative di questo periodo.

A Biot – allora conosciuta come Castrum de Buzot – le carte del XIII secolo mostrano nobili che contribuirono all’espansione della commenda con donazioni di terre, rendite e vigneti. Altre figurano negli atti come garanti o parti contraenti, assicurando la trasmissione dei patrimoni familiari. Nel quotidiano del castello, le donne partecipavano alla vita economica del territorio attraverso i lavori agricoli, la gestione dei mercati e l’amministrazione domestica.

Gli Archivi dipartimentali delle Bocche del Rodano conservano una testimonianza particolarmente eloquente: il 14 agosto 1252, il comandante della casa templare di Biot accolse Isnarde de la Penne in sororem nostram – “come nostra sorella”. Una formula che attesta come alcune donne fossero integrate nell’Ordine a pieno titolo, pur senza indossare il mantello bianco dei cavalieri.

L’eredità dei Templari in Provenza

I Templari in Provenza ebbero una presenza significativa con un elevata densità di importanti commanderie. Tra le tante quella di Hyères, una delle più grandi della regione, che includeva anche Tolone.

Nell’organizzazione templare occorre distinguere tra le commende vere e proprie e le semplici case del Tempio. Le prime erano centri amministrativi che gestivano un insieme di beni quali signorie, case, stagni, saline, granai, mulini e terreni. Le case del Tempio, invece, erano subordinate a una commenda e talvolta dotate di un proprio precettore. Alcune di queste case secondarie crebbero di importanza fino a diventare commende a loro volta.

Il caso di Biot riflette esattamente questa dinamica: da casa subordinata a Grasse acquisì un peso crescente fino a diventare sede preferenziale del comandante.

La presenza dei Templari in questo territorio ha lasciato un eredità duratura nella storia e nel folklore provenzale. Esistono diversi studi e libri che trattano l’argomento e non mancano anche i ritrovamenti di piccoli oggetti risalenti al XII secolo, tra cui monete con croci patenti e sigilli d’oro.

La storia della commenda di Biot

Le radici storiche commenda biotoisa affondano nel marzo 1209. Fu Alphonse II, conte di Provenza, a cedere all’Ordine del Tempio, rappresentato da Guillaume Candeil, maestro di Provenza, tutti i diritti sulla città, la castellania e il territorio di Biot. L’atto fu stipulato a Grasse alla presenza di Bernard Cornut, vescovo di Fréjus.

Situata in prossimità di Antibes, porto sul Mediterraneo e sede vescovile, Biot divenne ben presto una tappa strategica sulla via di Gerusalemme. Già nel 1211 risultano residenti frati templari, e nel 1233 Biot ottenne lo statuto di casa del Tempio, unita alle case di Grasse e Nizza sotto un unico comandante.

Tra il 1240 e il 1250, il comandante scelse preferibilmente Biot come sede, in ragione della vicinanza con il vescovo di Antibes. La commenda raggiunse nel corso del XIII secolo una tale importanza da superare anche quella di Grasse, con possedimenti estesi fino a Valbonne e Clausonne.

Non mancarono le tensioni con le comunità vicine: gli abitanti di Antibes e di Villeneuve-Loubet entrarono più volte in conflitto con i Templari per questioni di confini, pascoli e diritti sul legname, dando luogo a una serie di cause giudiziarie protrattesi fino al 1300. La controversia con Villeneuve fu definitivamente risolta solo nel 1320 dall’Ordine di San Giovanni.

Susa, Aosta e Lione

Il ruolo di difensori dei pellegrini che svolgevano i Templari permette di comprendere meglio l’elevata presenza nelle zone alpine.

In Piemonte il primo insediamento sembra essere quello di Susa nel 1170, avamposto che si posizionava come snodo cruciale tra Piemonte e Francia. Anche in Valle d’Aosta ne si attesta la presenza grazie ad un mosaico rinvenuto all’interno della collegiata di Sant’Orso ad Aosta. Il reperto riporta il quadrato magico, cinque parole misteriose che compaiono nelle chiese costruite o occupate dai Cavalieri del Tempio.

A Lione la presenza dell’Ordine dei Templari è attestata da documento della Santa Sede del 1316.

LEGGI ANCHE: Il templare, il contesto storico / 5

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Diletta Peretto

Classe 2000, innamorata delle tradizioni, ho studiato comunicazione prima a Torino e poi a Padova. Il forte legame con le mie radici valdostane mi ha presto riportata a casa dove, grazie a un'anima curiosa e determinata, cerco di costruire la mia strada giorno per giorno. Tra le mie passioni ci sono la lettura, i viaggi e il videomaking, che mi ha permesso di conoscere e raccontare storie emozionanti di persone uniche nel loro genere.

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