Il trail running nel Vallese concentra tra agosto e settembre migliaia di partecipanti lungo sentieri, vallate e località turistiche delle Alpi svizzere.
Da Sierre-Zinal allo SwissPeaks Trail, sei grandi manifestazioni formano un calendario quasi continuo, capace di generare presenze alberghiere e attività economiche, in una logica di turismo su stagioni più ampie, ma che comportano ma anche impatti sui trasporti, sui rifiuti, sulla sicurezza e sugli ambienti naturali.
Più di settemila iscritti in un solo fine settimana
La dimensione del fenomeno emerge già dal fine settimana del 7-9 agosto 2026. Sierre-Zinal, in programma sabato 8 agosto, attende 5.800 partecipanti sul percorso di 31 chilometri tra Sierre e la Val d’Anniviers. La gara supera 2.200 metri di dislivello positivo e termina a Zinal, dove corridori e pubblico si concentrano negli ultimi settecento metri del tracciato.
Nelle stesse giornate, a Fiesch e nell’area dell’Aletsch, lo Swiss Alps 100 aveva raggiunto 1.384 iscrizioni al 27 luglio. Il programma comprende una corsa verticale, prove da 50, 100 e 160 chilometri e una gara per bambini. La distanza maggiore presenta 10.150 metri di dislivello positivo e un tempo massimo di cinquanta ore.
Le due manifestazioni mobilitano quindi circa settemila corridori nello stesso fine settimana. Il dato non comprende accompagnatori, spettatori, volontari, addetti alla logistica e personale sanitario, che aumentano considerevolmente il numero delle persone coinvolte. L’effetto economico è quindi importante, e va notato che le presenze non sono distribuite in modo uniforme. Sierre-Zinal concentra migliaia di persone lungo un percorso relativamente breve, mentre lo Swiss Alps 100 mantiene concorrenti e servizi attivi per più giorni su uno spazio più ampio.
Da Zermatt al lago Lemano
Due settimane dopo, dal 21 al 23 agosto, Zermatt ospita il Matterhorn Ultraks. L’evento propone gare di diversa difficoltà, dalla prova notturna Vertinight ai percorsi d’alta montagna Sky ed Extreme, oltre alle distanze accessibili ai corridori meno esperti e alle competizioni per bambini.
Il numero definitivo degli iscritti del 2026 non è ancora disponibile nelle fonti pubbliche consultate. L’edizione del 2025 aveva però superato i 4.600 partecipanti, stabilendo un nuovo primato per la manifestazione. Alcune categorie erano già esaurite prima dell’inizio delle gare. Il dato indica la capacità raggiunta da un evento nato nel 2013 e ormai inserito nel calendario internazionale del trail running.
La settimana successiva il Vallese viene coinvolto dall’UTMB Mont-Blanc. Il 24 agosto la MCC parte da Martigny-Combe con un percorso di 40 chilometri e 2.350 metri di salita fino a Chamonix. Il 27 agosto la OCC dell’UTMB Mont-Blanc prende invece il via da Orsières che si trova nella valle dell’Entremont che conduce al Gran San Bernardo e della val Ferret che va a Courmayeur: nel 2026 il tracciato misura circa 60 chilometri, con 3.500 metri di dislivello positivo.
L’intera settimana dell’UTMB Mont-Blanc riunisce ogni anno più di diecimila corridori nelle sue otto gare. Riguarda solo una parte parte dal Vallese, e Martigny-Combe insieme a Orsières diventano due porte d’ingresso di una manifestazione che coinvolge Francia, Italia e Svizzera.
Una corsa lunga quasi due settimane
Dal 25 agosto al 6 settembre lo SwissPeaks Trail attraversa il cantone dai ghiacciai dell’Alto Vallese fino al lago Lemano. La decima edizione comprende otto percorsi tra 10 e circa 650 chilometri.
La prova più lunga, denominata Odyssey, è riservata a un massimo di cento partecipanti selezionati. Il percorso annunciato supera i seicento chilometri e richiede tra nove e dodici giorni. La Legend, di quasi quattrocento chilometri, dispone invece di quattrocento posti e può impegnare i concorrenti per una settimana.
A queste prove si aggiungono percorsi da 170, 100, 70, 46, 21 e 10 chilometri. Lo SwissPeaks non concentra quindi tutte le presenze in una sola località: distribuisce partenze, ristori, controlli, pernottamenti e trasporti lungo gran parte del Vallese. L’organizzazione si affida a centinaia di volontari impegnati sui percorsi, nei punti di assistenza e nelle zone di partenza e arrivo.
La manifestazione mostra anche come le ultramaratone abbiano superato il modello tradizionale della gara di un giorno. Il territorio diventa per quasi due settimane un’infrastruttura sportiva diffusa, con concorrenti in movimento giorno e notte e servizi attivi lungo centinaia di chilometri.
Il circuito si chiude a Crans-Montana
Dal 10 al 13 settembre il Wildstrubel by UTMB collega il Vallese all’Oberland bernese. Il programma comprende una prova da 110 chilometri, una da 72 chilometri con partenza da Kandersteg, una da 55 da Adelboden, una maratona da Lenk e una corsa da 26 chilometri da Leukerbad. A Crans-Montana sono previste anche una distanza da dieci chilometri e gare per giovani e bambini.
La manifestazione interessa quindi due cantoni e numerose località turistiche. Gli organizzatori devono coordinare partenze lontane tra loro, navette, trasporto dei bagagli e rientro dei concorrenti. Gli autobus per alcune partenze sono gratuiti ma devono essere prenotati, una misura presentata anche come strumento per limitare il traffico privato, con al propria auto, e quindi contenere le emissioni.
Il percorso più lungo attraversa inoltre la riserva federale di caccia di Leukerbad, un’area sottoposta a protezione. L’autorizzazione cantonale impone ai concorrenti di rimanere rigorosamente sul tracciato e di rispettare prescrizioni specifiche. È un esempio della sovrapposizione tra manifestazioni sportive e tutela degli habitat alpini.
Alberghi e impianti oltre la stagione dello sci
La successione delle gare permette alle destinazioni vallesi di usare in estate infrastrutture sviluppate per il turismo invernale. Alberghi, ristoranti, negozi sportivi, funivie e trasporti locali trovano una nuova clientela composta da corridori, accompagnatori e spettatori.
A Zermatt gli impianti di risalita permettono al pubblico di raggiungere diversi punti del Matterhorn Ultraks. Nella Val d’Anniviers la giornata di Sierre-Zinal coinvolge funicolari, autobus e collegamenti tra il fondovalle e l’arrivo. Per l’edizione 2026 è previsto anche un treno speciale con arrivo a Sierre alle 4:10 del mattino.
L’effetto economico non si limita ai giorni della gara. I partecipanti alle distanze più impegnative possono arrivare in anticipo per acclimatarsi, provare il tracciato e ritirare il pettorale. Alcuni eventi propongono inoltre campi di allenamento e soggiorni organizzati nei mesi precedenti.
Migliaia di persone da trasportare
La mobilità è uno degli impatti più importanti. Le partenze avvengono spesso al mattino presto in località con pochi parcheggi e strade di capacità limitata. Gli arrivi possono trovarsi in un’altra valle o, come nel caso delle gare dell’UTMB Mont-Blanc, in un altro Paese.
Gli organizzatori della MCC e della OCC avvertono che i parcheggi disponibili a Martigny-Combe e Orsières sono limitati. L’afflusso in automobile rischierebbe di saturare rapidamente le località, rendendo necessario l’uso di navette e trasporti collettivi.
Una parte del problema viene risolta nell’ultimo tratto, tra stazioni ferroviarie, parcheggi e partenze. Rimane però il viaggio con cui partecipanti e accompagnatori raggiungono il Vallese. L’UTMB Mont-Blanc ha introdotto nel 2026 un contributo obbligatorio legato alle emissioni dei trasferimenti: al momento dell’iscrizione ogni corridore deve indicare il proprio luogo di residenza e il mezzo di trasporto utilizzato.
La misura conferma che il principale impatto climatico di un grande evento sportivo non dipende necessariamente dalla corsa, ma dagli spostamenti internazionali che la rendono possibile.
Centinaia di volontari lungo i percorsi
Le gare non potrebbero svolgersi senza il lavoro dei volontari. I compiti comprendono la distribuzione dei pettorali, la segnalazione dei percorsi, la gestione dei ristori, il controllo dei passaggi, il trasporto dei materiali e l’accoglienza agli arrivi.
Nello Swiss Alps 100 la gara da 160 chilometri dispone di sedici punti di ristoro, quella da cento chilometri di dieci. Ogni postazione deve essere rifornita, mantenuta operativa per diverse ore e infine smontata. Nelle gare dello SwissPeaks le attività proseguono invece per giorni lungo un percorso che attraversa quasi tutto il cantone.
La MCC rappresenta un caso particolare perché è riservata soprattutto ai volontari dell’UTMB, ai partner e agli abitanti del territorio. Il volontariato diventa così, nello stesso tempo, una componente organizzativa e una comunità a cui viene dedicata una gara.
La concentrazione degli eventi tra agosto e settembre può tuttavia far ricadere manifestazioni diverse sulle stesse associazioni locali, sugli stessi soccorritori e sulle stesse persone abituate a lavorare in montagna.
Ristori, rifiuti e manutenzione
Le ultramaratone producono una logistica complessa. Acqua, bevande, alimenti e materiale sanitario devono raggiungere postazioni che non sempre sono accessibili dalla strada. Al termine delle gare gli organizzatori devono rimuovere segnalazioni, imballaggi e rifiuti e controllare lo stato dei percorsi.
Molte manifestazioni vietano di abbandonare materiale lungo il tracciato e richiedono ai concorrenti di portare bicchieri o recipienti personali. Queste regole riducono i rifiuti dispersi, ma non eliminano quelli prodotti nei punti di ristoro e nelle zone di partenza e arrivo.
L’effetto sui sentieri dipende dalla concentrazione dei passaggi e dalle condizioni meteorologiche. Migliaia di corridori su un percorso fangoso possono allargare il tracciato, danneggiare la vegetazione laterale e favorire la formazione di scorciatoie. Cento partecipanti distribuiti su seicento chilometri producono una pressione meno concentrata, ma più difficile da controllare.
Non tutte le gare hanno quindi lo stesso impatto. Il numero dei partecipanti deve essere letto insieme alla lunghezza del percorso, alla durata dell’evento, al tipo di terreno e alla presenza di aree protette.
La sicurezza di una montagna aperta giorno e notte
Le distanze maggiori espongono i partecipanti a stanchezza, disidratazione, freddo, temporali e cadute. Una prova di cinquanta ore o di diversi giorni richiede controlli continui, sistemi di tracciamento, squadre sanitarie e procedure per il recupero di chi si ritira.
Lo SwissPeaks stabilisce che ogni partecipante debba disporre di un’assicurazione capace di coprire le spese di ricerca e soccorso in Svizzera. Chi abbandona deve farlo in un punto ufficiale, salvo emergenze, e viene trasportato con navette verso le stazioni ferroviarie più vicine. In generale, gli incidenti sono rari ma si ricordano ancora le situazioni critiche di alcune occasioni, tra cui quella del 15 giugno 2024, però in Alta Savoia, all’Ultra-trail du Haut-Giffre, in una zona in discesa, scivolosa per le piogge, in cui cui vi fu un decesso e tre feriti. Per cui la vigilanza è necessaria così come i mezzi e le persone mobilitate per la sicurezza.
Il cambiamento climatico aggiunge nuove variabili. Caldo intenso, temporali improvvisi, instabilità dei versanti e trasformazione delle aree glaciali possono obbligare gli organizzatori a modificare percorsi e orari. La montagna utilizzata come campo di gara rimane un ambiente non sempre controllabile.
LEGGI ANCHE: Il sindaco di Chamonix, François-Xavier Laffin, mette in discussione il modello dell’UTMB










