“Economia della staffetta” utilizza una immagine sportiva per entrare in un terreno molto reale, quello delle pratiche economiche che funzionano anche ma non soltanto fuori dai riflettori. Attraverso dieci storie in cui imprese, filiere e comunità riescono a produrre valore condiviso, Roberto Cavallo osserva come nascono e si consolidano esperienze produttive fondate sulla collaborazione.
Il saggio, pubblicato nel maggio del 2025 da Lu::Ce Edizioni, può essere acquistato direttamente online sul sito dell’editore al prezzo di 15,00 euro per la versione cartacea.
Staffetta, economia e passaggio del testimone come chiave di lettura
In “Economia della staffetta”, lungi dal configurarsi quale mero pretesto narrativo, tale sport si converte in una lente per osservare come funzionano davvero alcune esperienze imprenditoriali contemporanee. Il momento decisivo non è la corsa individuale ma il passaggio, quel gesto preciso che richiede fiducia, coordinamento e tempismo e che, traslato al panorama della finanza, mette in discussione l’idea che l’efficienza coincida con la competizione.
Per contro, secondo Roberto Cavallo, il risultato dipende dalla qualità delle connessioni e ciascuno degli attori contribuisce a una sequenza più ampia, dove il successo si costruisce lungo tutta la filiera. Ne emerge una visione in cui produttore, trasformatore, distributore è parte di un progetto più largo in grado di apportare un risultato complessivo che supera la somma delle singole prestazioni.
Dieci storie locali per spiegare il concetto
Le dieci storie raccolte e raccontate da Roberto Cavallo mostrano contesti diversi ma legati dalla medesima logica del valore delle relazioni, in un mosaico di casi concreti che suggeriscono una alternativa a modelli più competitivi e frammentati. Esse si radicano in territori precisi spesse volte lontani dai grandi centri economici, quali per esempio filiera del pane, riciclo, agricoltura sostenibile, evidenziando come la cooperazione possa generare ricadute oltre la singola iniziativa.
Non tutto è lineare ma è proprio nell’emergere di anche limitazioni, difficoltà e tentativi non sempre riusciti che la narrazione ritrova la sua credibilità e le riflessioni ricercano la loro veridicità. Il saggio semplicemente evita di trasformare tali esperienze in modelli replicabili in modo automatico, lasciando per contro al lettore il compito di interrogarsi su cosa possa funzionare altrove e cosa no.
L’autore
Roberto Cavallo è una figura che unisce attività istituzionale, divulgazione e lavoro sul campo, un tempo assessore all’Ambiente ad Alba e a oggi AD della cooperativa ERICA e da anni si occupa di economia circolare e comunicazione ambientale. Nel suo percorso letterario egli ha alternato saggi, progetti educativi e partecipazioni a iniziative pubbliche, contribuendo anche alla diffusione di pratiche legate al riciclo e alla sostenibilità.
Egli ha peraltro scelto, come per ulteriori sue pubblicazioni, di devolvere integralmente i proventi all’Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale (AICA). Tali introiti andranno in particolare a sostenere envi.info, impegnato nella divulgazione tramite periodico online e nell’educazione sulle tematiche legate alla sostenibilità.
Il legame possibile con le Alpi
La logica della staffetta trova una eco interessante nei territori alpini, aree in cui la collaborazione è spesse volte una necessità tra filiere corte, economie di valle e reti tra piccoli produttori. E proprio ad alcuni di essi sono dedicati altrettanti programmi di cooperazione che agevolino la formazione di reti tra territori similari e la costruzione di un clima di condivisione di informazioni e messa in comune di buone prassi.
Allo stesso tempo, le Alpi possono essere interpretate quali un laboratorio di innovazione silenziosa, dove sostenibilità ambientale e sopravvivenza economica coincidono. In tale senso, il saggio dialoga indirettamente con questi territori senza raccontarli in maniera sistematica bensì condividendone la logica di fondo, fatta di equilibrio, adattamento e interdipendenza.
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