Il G7 di Évian-les-Bains è in fase di preparazione, con misure di sicurezza, dispositivi transfrontalieri e un relativo e complesso coordinamento tra Francia e Svizzera.
Il vertice si terrà dal 15 al 17 giugno e coinvolgerà i leader di Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Germania, Italia, Giappone, Francia e Unione europea. Si stanno programmando e predisponendo controlli, limitazioni alla mobilità – con effetti sull’area transfrontaliera – e piani per la gestione delle manifestazioni annunciate in particolare nell’area di Ginevra.
Un vertice ad alta tensione e il ricordo delle proteste a Ginevra nel 2003
Évian-les-Bains sarà per la seconda volta sede di un summit del G7, dopo quello del 2003, allora G8. Il contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche – le guerre tra Russia e Ucraina e tra Stati Uniti, Israele e Iran – e ci sarà dunque un apparato di sicurezza importante sia sul lato francese sia su quello svizzero.
Con i capi di Stato, sono attese migliaia di persone, tra operatori dell’informazione, personale diplomatico e addetti alla sicurezza. Una parte importante della logistica passerà inoltre dalla Svizzera, in particolare attraverso l’aeroporto internazionale di Ginevra.
Parallelamente, una coalizione “NO-G7”, composta da associazioni, sindacati e partiti della sinistra radicale, ha annunciato una manifestazione internazionale il 14 giugno, vigilia del summit. È inoltre allo studio un villaggio dedicato nell’area ginevrina, ma il dibattito è a aperto, tra contrasti.
Le mobilitazioni richiamano il precedente del 2003, quando il vertice G8 di Évian che si tenne dal 1° al 3 giugno provocò tensioni anche a Ginevra, con scontri, vetrine distrutte, saccheggi e interventi con gas lacrimogeni, proiettili di gomma e cannoni ad acqua. Per la città fu uno choc, e la memoria è ancora viva.
Trasporti e collegamenti transfrontalieri

I Cantoni interessati sono quelli di Ginevra, del Vaud e del Vallese. Secondo la prefettura dell’Alta Savoia, non è prevista una chiusura completa della frontiera franco-svizzera durante il vertice, anche per gli spostamenti quotidiani dei frontalieri, soprattutto del personale sanitario e delle professioni considerate essenziali.
Restano possibili restrizioni ad alcuni valichi. La comandante della polizia ginevrina, Monica Bonfanti, si è espressa a favore della chiusura temporanea di alcuni dei 34 punti di passaggio del cantone durante i giorni del summit.
Comunque, il porto di Évian sarà chiuso e la linea lacustre CGN tra Évian e Losanna sarà sospesa. I collegamenti verranno trasferiti verso Thonon-les-Bains e Lugrin, con parcheggi di interscambio. I collegamenti ferroviari tra Thonon-les-Bains ed Évian saranno interrotti dall’11 al 17 giugno, con autobus sostitutivi e controlli dedicati per l’accesso all’area del vertice.
Le misure della Svizzera per la sicurezza del summit
Il Consiglio federale svizzero ha classificato il G7 di Évian come “avvenimento straordinario” ai sensi della legislazione federale sulla sicurezza interna. Ci saranno duemila militari in servizio di appoggio.
Secondo la consigliera di Stato ginevrina Carole-Anne Kast, i costi per il solo cantone di Ginevra potrebbero raggiungere “diverse decine di milioni di franchi”, considerando l’accoglienza delle delegazioni, la sicurezza dell’aeroporto e la gestione delle manifestazioni. Berna ha deciso di coprire l’80 per cento dei costi delle misure di sicurezza sostenuti dai Cantoni di Ginevra, Vaud e Vallese.
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