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    Home » Articoli » Sessa, nel cuore della miniera ticinese dove brillava l’oro
    Nos Alpes alla scoperta…

    Sessa, nel cuore della miniera ticinese dove brillava l’oro

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino6 Giugno 2026
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    La Miniera di Sessa, La Mine de Sessa (c) Interreg Italia-Svizzera MinerAlp
    La Miniera di Sessa, La Mine de Sessa (c) Interreg Italia-Svizzera MinerAlp
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    Tra i boschi e le colline del Malcantone, in una delle zone più suggestive del Canton Ticino, si nasconde la Miniera di oro di Sessa, l’unica a oggi aperta al pubblico su tutto il territorio svizzero. Sita tra il Lago Maggiore e il Lago di Lugano, essa offre ai visitatori una esperienza che unisce scoperta, natura e patrimonio storico, esplorando un mondo sotterraneo fatto di cunicoli, storie di minatori e antiche attività estrattive.

    Una storia che affonda le radici nell’antichità

    La vocazione mineraria del Malcantone ha origini molto lontane, poiché il sottosuolo della regione è ricco di risorse che nei secoli hanno attirato l’interesse di chi cercava oro, argento, ferro e piombo. Le prime testimonianze documentate dell’estrazione aurifera risalgono alla fine del Settecento, ma i resti attribuiti a lavorazioni di epoca romana ritrovati lungo il corso del Torrente Lisora suggeriscono insediamenti aurifodini ancora più antichi.

    A metà dell’Ottocento l’attività mineraria conobbe una fase di sviluppo più strutturata grazie all’opera dell’ingegnere Vinasco Baglioni, sotto la cui direzione furono aperti i primi cunicoli moderni. Nel corso del Novecento, ancora, l’avvento di una fase più industriale portò sia all’ampliamento delle gallerie sia alla costruzione di impianti per il trattamento del minerale.

    L’ingresso della miniera (c) Interreg Italia-Svizzera MinerAlp
    L’ingresso della miniera (c) Interreg Italia-Svizzera MinerAlp

    Dall’abbandono alla rinascita

    La storia della miniera di oro di Sessa non è stata però lineare: durante la Seconda Guerra Mondiale, difatti, le attività subirono una brusca interruzione e, nonostante una breve ripresa nel dopoguerra, l’estrazione cessò definitivamente nel 1952. Per oltre 60 anni il sito rimase nascosto dalla vegetazione e dimenticato, gli ingressi delle gallerie si trasformarono lentamente in ruderi inghiottiti dal bosco e tutto il patrimonio storico rischiò seriamente di andare perduto.

    La svolta arrivò nel 2015, quando un progetto di recupero avviò la rinascita dell’area, a sua volta sottoposta a importanti interventi di messa in sicurezza e valorizzazione. Nel 2018, alfine, una parte delle gallerie – la cosiddetta Galleria Leonilde – è stata finalmente aperta ai visitatori, consentendo di riscoprire oltre due chilometri di percorsi sotterranei distribuiti su cinque livelli.

    L’interno della miniera (c) Interreg Italia-Svizzera MinerAlp
    L’interno della miniera (c) Interreg Italia-Svizzera MinerAlp

    Alla scoperta della Galleria Leonilde

    Il cuore della visita alla Miniera di Sessa è rappresentato dalla galleria Leonilde, uno dei cunicoli recuperati e resi accessibili grazie a un lungo lavoro di valorizzazione recentemente conclusosi. Accompagnati da guide specializzate, i visitatori percorrono antichi passaggi scavati nella roccia, seguendo lo stesso tragitto che per decenni hanno affrontato i minatori alla ricerca dell’oro.

    Lungo il percorso si incontrano vecchi binari, attrezzature utilizzate per l’estrazione e il trasporto del minerale e numerose testimonianze della vita quotidiana nel sottosuolo. L’ambiente mantiene condizioni particolari durante tutto l’anno, con temperature costanti attorno ai 12 gradi e un elevato tasso di umidità, elementi che contribuiscono a rendere ancora più autentica l’esperienza.

    Scorci delle gallerie (c) Interreg Italia-Svizzera MinerAlp
    Scorci delle gallerie (c) Interreg Italia-Svizzera MinerAlp

    Un territorio modellato dalle miniere

    Visitare la miniera di Sessa significa anche comprendere il ruolo che l’attività estrattiva ha avuto nello sviluppo del Malcantone, una regione riconosciuta dalla Confederazione come uno dei principali distretti minerari della Svizzera. L’avventura non termina difatti all’uscita dalle gallerie ma concerne anche i dintorni, dove si sviluppa il Sentiero del Parco minerario del Malcantone, un itinerario che collega antiche miniere, villaggi storici e aree naturalistiche.

    Il percorso conduce tra boschi e corsi di acqua alla scoperta di siti estrattivi risalenti anche all’epoca celto-romana, passando per località come Astano, con il suo caratteristico laghetto, e per le Miniere delle Bolle. Lungo il tragitto si incontrano inoltre l’antico menhir celtico del Motto del Risc, le Aurifodine – miniere a cielo aperto dell’Età del ferro – di Garavée e il vicino vecchio mulino alimentato ad acqua.

    Vita quotidiana nelle gallerie (c) Interreg Italia-Svizzera MinerAlp
    Vita quotidiana nelle gallerie (c) Interreg Italia-Svizzera MinerAlp

    Informazioni utili per organizzare la visita

    La Miniera di Sessa è visitabile a decorrere dalla metà del mese di marzo sino alla fine del mese di ottobre attraverso visite guidate organizzate in giorni e orari prestabiliti. Tra primavera e autunno (da marzo a giugno, da settembre a ottobre) essa è accessibile il sabato e la domenica alle 10:00 e alle 14:00, mentre in estate la fascia si amplia dal mercoledì alla domenica con alle 10:00, alle 13:00 e alle 14:30.

    Il costo del biglietto è di circa 20,00 franchi svizzeri per gli adulti e 13,00 franchi per i ragazzi, con riduzioni dedicate a famiglie e gruppi e gratuità per bambini e soci miniera. Per affrontare la visita, comunque soggetta a prenotazione all’apposito link online, sono consigliati abiti caldi e scarponcini adatti a terreni umidi e talvolta fangosi.

    LEGGI ANCHE: Capanna Margherita, il laboratorio tra le nuvole che ha cambiato la scienza dell’alta quota

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    Giorgia gambino
    Giorgia Gambino
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    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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