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    Home » Articoli » La conferenza “italo-italiana” del ministro Tajani al Traforo del Monte Bianco
    Trasporti

    La conferenza “italo-italiana” del ministro Tajani al Traforo del Monte Bianco

    Enrico MartialEnrico Martial4 Giugno 2026
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    Il ministro Tajani con i presidenti Testolin e Cirio alla conferenza stampa al Monte Bianco il 4 giugno 2026 (c) Nos Alpes Enrico Martial

    Il 4 giugno, a mezzogiorno, prima di dirigersi al Forte di Bard per la terza riunione del Comitato frontaliero di cooperazione previsto dal Trattato italo-francese del Quirinale, il ministro italiano degli Affari esteri, Antonio Tajani ha tenuto una conferenza stampa presso il piazzale italiano del Traforo del Monte Bianco.

    Non c’erano giornali e giornalisti francesi (né svizzeri), ma soltanto testate italiane (e valdostane). Il ministro era affiancato dal presidente della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin, dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e dalla presidente della società italiana del Traforo del Monte Bianco, Emily Rini.

    Sui contenuti, nulla di nuovo, oltre alla conferma della posizione italiana a favore del raddoppio del traforo del Monte Bianco. Da notare, comunque, la questione di metodo: cioè la volontà di parlare soltanto a interlocutori italiani. Come per rassicurare, per confermare, senza una dimensione operativa. Senza considerare che da parte italiana sono tutti già rassicurati.

    Cosa hann detto il ministro Tajani e i due presidenti Cirio e Testolin

    Il ministro Antonio Tajani ha ribadito la posizione italiana favorevole alla realizzazione di una seconda canna al traforo del Monte Bianco, sottolineandone i benefici, tra cui quelli ambientali (ci sarebbero meno code con auto e mezzi con i motori accesi). Vi sarebbe la possibilità di tenere il collegamento stradale aperto durante i lavori necessari per la prima canna, che sono previsti per decenni e con chiusure totali d’autunno.

    Ha detto anche che non sono attesi aumenti di traffico, e che l’argomento, oltre che al Comitato frontaliero del pomeriggio a Bard, potrebbe anche essere uno degli argomenti per il vertice Italia-Francia di Cannes, del 25 e 26 giugno prossimi. Ha detto di aver già raccolto un sostegno di parte svizzera. D’altra parte, il traforo ha una valenza europea, non riguarda soltanto due Paesi.

    Poi, a fianco, il presidente piemontese Alberto Cirio ha confermato l’importanza del traforo del Monte Bianco per il nord-ovest italiano, e la necessità di coordinare l’insieme dei transiti delle Alpi occidentali. Ha ricordato la prolungata crisi determinata dalla frana in Maurienne sulla ferrovia storica, che aveva imposto, per alcuni giorni, una chiusura ritardata per i lavori al Monte Bianco. Cirio ha anche ricordato l’apertura della seconda canna del traforo stradale del Fréjus, senza aumenti di traffico: come dire, lì, l’abbiamo fatto.

    Il presidente valdostano Renzo Testolin ha a sua volta ricordato l’importanza del traforo del Monte Bianco, e il peso economico che comporterebbe una chiusura prolungata nell’autunno per un numero così elevato di anni.

    Una narrazione italo-italiana

    Per tirare le somme, la conferenza stampa italo-italiana al Monte Bianco è stata pensata per consolidare una posizione interna nazionale (e regionale), e per rassicurare sulla determinazione del governo nazionale.

    Per altro verso, in questo ambiente positivo ma chiuso in se stesso, non si sa cosa ne pensino i cinque sindaci della Valle di Chamonix, quelli della Vallée de l’Arve, i ministeri francesi dei trasporti e dell’ambiente, i deputati e senatori locali, gli eletti della Savoia e della Maurienne (che si prendono il traffico quando si chiude il Bianco).

    Questa mancanza di informazioni, e alla fine di dialogo, non aiuta. Anche il Comitato frontaliero del pomeriggio al Forte di Bard aveva un po’ questo schema, con richieste e posizioni espresse, più che soluzioni. Forse l’organizzazione ha avuto anch’essa una sua impostazione soltanto nazionale italiana: in sala stampa, non abbiamo trovato i colleghi del Dauphiné o del Messager, per non parlare della stampa e dei media nazionali francesi.

    Forse non lo sapevano, o forse questo Comitato frontaliero italo-francese ha un po’ perso di interesse.

    A compensazione, a Bard, a tardo pomeriggio, la conferenza stampa finale dei due ministri ha avuto i suoi toni positivi, elencando alcuni risultati, in materia di trasporti (riapertura del Tenda, nuova convenzione sulla Ferrovia Cuneo Breil-Ventimiglia, proseguimento dei lavori sulla Torino-Lione), avvio della cooperazione tra i giovani, e proposte in materia di foreste.

    LEGGI ANCHE: Trattato del Quirinale: Comitato frontaliero “sottovoce” al Forte di Bard, il 4 giugno 2026

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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