Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    Nos Alpes
    • FAI UN DONO
    • PARTNERS
    • ABBONATI
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    • Fai un dono
    • Abbonati
    • Economia e politica
      • Trasporti
      • Economia
      • Politica
    • Cultura e patrimonio
    • Ambiente e territorio
    • Turismo e sport
    • Territori
      • Alpi del nord e Rodano
      • Alpi del sud e Provenza
      • Valle d’Aosta
      • Piemonte
      • Liguria
      • Corsica e Sardegna
      • Svizzera romanda e Ticino
    • Rubriche
      • Nos Alpes alla scoperta…
      • Nos Alpes, Nos Livres
      • Nos Alpes Cuisine
      • I PODCAST di Nos Alpes
      • I VIDEO di Nos Alpes
      • Racconti
      • Contributi e idee
    • IT
      • FR
    • Log In
    Nos Alpes
    Home » Articoli » Cento anni di bivacchi nelle Alpi, i “rifugi sospesi” tra alpinismo e innovazione
    Nos Alpes, Nos Livres

    Cento anni di bivacchi nelle Alpi, i “rifugi sospesi” tra alpinismo e innovazione

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino14 Giugno 2026
    Share Facebook Twitter LinkedIn Email WhatsApp Copy Link Telegram
    Il Bivacco della Brenva, uno dei primi bivacchi delle Alpi; Le Bivouac de la Brenva, l'un des premiers bivouacs des Alpes (c) Club Alpino Accademico Italiano
    Il Bivacco della Brenva, uno dei primi bivacchi delle Alpi; Le Bivouac de la Brenva, l'un des premiers bivouacs des Alpes (c) Club Alpino Accademico Italiano
    abbonati a nos alpes 2026

    Nelle aree più elevate delle Alpi, lontano dai centri abitati e spesse volte collocati in ambienti estremi, i bivacchi rappresentano da circa un secolo una presenza discreta ma fondamentale. Nati quali semplici punti di appoggio per gli alpinisti impegnati su itinerari complessi, nel corso del tempo essi si sono trasformati in veri e propri simboli della frequentazione della montagna.

    Il volume “I bivacchi delle Alpi. 100 anni di emozioni in scatola”, pubblicato da Luca Gibello per conto delle CAI Edizioni, propone un viaggio attraverso tale specifica evoluzione funzionale. Pubblicato nel 2025, esso racconta come tali strutture abbiano accompagnato i cambiamenti negli sport di altitudine e nelle tecniche costruttive, divenendo al tempo stesso oggetti di interesse architettonico e culturale.

    Alla ricerca dei pionieri

    “I bivacchi delle Alpi” narra della sopravvivenza dei primi bivacchi installati negli Anni Venti del Novecento, alcuni dei quali raggiungibili attraverso itinerari in ambienti glaciali riservati ad alpinisti esperti. Tra questi figurano il bivacco Hess alle Estellette, quello della Brenva ai piedi della grande parete del Monte Bianco, il remoto bivacco Craveri presso la Brèche Nord des Dames Anglaises e il bivacco Balestreri nelle Grandes Murailles.

    Si tratta di testimonianze materiali di una epoca pionieristica, quando l’alta montagna è frequentata da poche cordate e ogni salita richiede tempistiche e strategie molto diverse da quelle odierne. Contrariamente all’interpretazione dei luoghi comuni, essi non sono necessariamente più spartani dei rifugi alpini della loro epoca, a loro volta costruiti con dimensioni estremamente ridotte e capaci di offrire unicamente servizi minimi.

    Per decenni, inoltre, numerose strutture non hanno alcun gestore, costringendo gli sportivi e gli avventurieri che vi trascorrevano la notte ad arrangiarsi con stufe, acqua e preparazione dei pasti. Negli anni la distinzione tra rifugio e bivacco si è fatta più sfumata e alcune strutture incustodite annoverate nella prima categoria sono state riclassificate nella seconda, una scelta amministrativa che riflette l’evoluzione della rete ricettiva alpina.

    Il Bivacco Hess (c) Club Alpino Accademico Italiano
    Il Bivacco Hess (c) Club Alpino Accademico Italiano

    L’intuizione che nacque nel Club Alpino Accademico

    La vera svolta arriva negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale, in una fase di drastica svolta nell’alpinismo, pratica che accoglie sempre più appassionati che affrontano le salite senza accompagnamento e in maniera più autonoma. È in tale contesto che il Club Alpino Accademico Italiano si accorge che molte delle zone più interessanti delle Alpi sono troppo remote per giustificare la costruzione di un rifugio tradizionale ma richiedono comunque un punto di appoggio sicuro.

    Nasce così l’idea del bivacco fisso, una soluzione semplice, economica e facilmente trasportabile che permette di estendere la frequentazione alpinistica verso aree sino ad allora poco accessibili. I primi modelli, progettati e costruiti dai fratelli Ravelli di Torino, hanno una caratteristica forma a semibotte, misurano poco più di due metri per lato e raggiungono appena un metro e venticinque di altezza.

    Prefabbricate, smontabili e trasportabili in numerosi elementi dal peso contenuto, tali strutture possono essere montate in luoghi dove sarebbe stato impensabile realizzare edifici permanenti. All’interno non vi sono alcuni letti, tavoli o comodità: gli occupanti dormono a terra, sfruttando il calore corporeo per affrontare le più gelide notti in quota.

    Dalle cuccette alle navicelle spaziali

    Con il passare dei decenni, i bivacchi che costellano le Alpi divengono più confortevoli e le prime cuccette fanno la loro comparsa nei cosiddetti modelli Apollonio, capaci di ospitare sino a nove persone. La loro presenza si estende dalle Alpi occidentali alle Dolomiti, dalle Alpi Giulie sino ad alcuni settori dell’Appennino, collocati in luoghi particolarmente isolati e punti di riferimento indispensabili per alpinisti ed escursionisti.

    La trasformazione più evidente arriva però negli ultimi decenni: nuovi materiali, sistemi di isolamento avanzati e tecniche di prefabbricazione permettono la realizzazione di strutture che ricordano capsule spaziali o moduli futuristici. Il caso più noto è probabilmente il nuovo Bivacco Gervasutti, sospeso ai piedi delle Grandes Jorasses e coronato quale una delle immagini più riconoscibili dell’architettura alpina contemporanea.

    Il moderno Bivacco Gervasutti (c) CC BY-SA 2.0, jiel, Wikimedia Commons
    Il moderno Bivacco Gervasutti (c) CC BY-SA 2.0, jiel, Wikimedia Commons

    L’autore

    Luca Gibello, storico dell’architettura e profondo conoscitore dell’ambiente alpino, firma un lavoro sui bivacchi delle Alpi che unisce rigore documentario e capacità narrativa. Dopo aver insegnato al Politecnico di Torino e all’Università di Trento, ha diretto “Il Giornale dell’Architettura” e ha dedicato larga parte delle sue ricerche alle costruzioni di alta quota.

    La sua esperienza personale in montagna, che comprende la salita di tutti gli 82 quattromila delle Alpi, gli consente di affrontare tale tematica con uno sguardo che combina ricerca storica e conoscenza diretta dei luoghi. Arricchito da circa 200 fotografie a colori, il suo “I bivacchi delle Alpi” segue la prospettiva insolita di strutture spesso minuscole ma capaci di raccontare l’evoluzione dell’alpinismo meglio di molte grandi opere.

    LEGGI ANCHE: Ghiacciai e diritto: Roberto Louvin spiega le regole di un mondo che cambia

    Bard giugno 2026 300x250 px
    ConsVda Banner 300x250
    Printemps Musique 300x2502
    Featured
    Giorgia gambino
    Giorgia Gambino
    • Facebook

    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

    LEGGI ANCHE / A LIRE AUSSI

    Colle di Tenda (c) Aree Protette Alpi Marittime
    Ambiente e territorio

    Festa RivierALP al Colle di Tenda il 20 giugno: Cammino e Alta Via del Sale

    13 Giugno 2026
    Au moment du lancement du Tour, dans le siège de la Région Auvergne Rhône Alpes (c) Région Auvergne Rhône Alpes
    Turismo e sport

    Il Tour Auvergne-Rhône-Alpes chiude tra Savoia e Alta Savoia

    13 Giugno 2026
    “Cé qu’è lainô”, l’inno di Ginevra scritto in lingua savoiarda; « Cé qu’è lainô », l'hymne de Genève écrit en langue savoyarde (c) Public domain, Wikimedia Commons
    Nos Alpes alla scoperta…

    «Cé qu’è lainô», l’inno di Ginevra in francoprovenzale

    13 Giugno 2026
    Près de 200 élèves è l'Espace St-Marc du Châble dans le cadre du projet transfrontalier IMAJE de l'Espace Mont-Blanc (c) Valérie Pinauda, Photoval
    Scuola e università

    200 studenti del Vallese, Valle d’Aosta e Alta Savoia insieme in Val de Bagnes, per IMAJE

    12 Giugno 2026
    La sessione plenaria del Forum Piemonte Francia, a Torino 11 giugno 2026 (c) Unione industriali Torino Ufficio stampa
    Economia e politica

    Francia e Piemonte: a Torino si è parlato di industria, IA e mobilità, aerospazio, moda

    12 Giugno 2026
    Euromontana, Affiche des Assises 2026 à Sallanches
    Economia e politica

    Sallanches : Assise biannuali Euromontana sul pastoralismo di montagna dal 30 giugno

    12 Giugno 2026
    Printemps Musique 300x2502
    ConsVda Banner 300x250
    Bard giugno 2026 300x250 px
    GLI ULTIMI ARTICOLI
    Il Bivacco della Brenva, uno dei primi bivacchi delle Alpi; Le Bivouac de la Brenva, l'un des premiers bivouacs des Alpes (c) Club Alpino Accademico Italiano

    Cento anni di bivacchi nelle Alpi, i “rifugi sospesi” tra alpinismo e innovazione

    14 Giugno 2026
    Colle di Tenda (c) Aree Protette Alpi Marittime

    Festa RivierALP al Colle di Tenda il 20 giugno: Cammino e Alta Via del Sale

    13 Giugno 2026
    Au moment du lancement du Tour, dans le siège de la Région Auvergne Rhône Alpes (c) Région Auvergne Rhône Alpes

    Il Tour Auvergne-Rhône-Alpes chiude tra Savoia e Alta Savoia

    13 Giugno 2026
    “Cé qu’è lainô”, l’inno di Ginevra scritto in lingua savoiarda; « Cé qu’è lainô », l'hymne de Genève écrit en langue savoyarde (c) Public domain, Wikimedia Commons

    «Cé qu’è lainô», l’inno di Ginevra in francoprovenzale

    13 Giugno 2026
    DA NON PERDERE
    Le déneigement du versant valaisan du Grand-Saint-Bernard, en mai 2026 - Lo sgombero neve sul versante vallesano al Gran San Bernardo, a maggio 2026 (c) Canton du Valais

    Il Colle del Gran San Bernardo rimanda l’apertura per valanga sul lato valdostano

    By Enrico Martial25 Maggio 2026

    Sul versante vallesano, l’apertura al San Bernardo sarà il 29 maggio e nei tre giorni prima il transito sarà riservato alle biciclette

    Il Monte Argentera, sotto il quale avrebbe dovuto correre il Tunnel del Mercantour, Le Mont Argentera, au-dessous duquel aurait dû passer le Tunnel du Mercantour (c) CC BY-SA 3.0, Luca Bergamasco, Wikimedia Commons

    Torna la proposta del Tunnel del Mercantour tra Piemonte e Provenza

    14 Maggio 2026
    I rincari sulle sigarette in Italia e le conseguenze sul mercato dei francesi, Les augmentations de prix des cigarettes en Italie et les conséquences sur le marché des français (c) Public domain, Paolo Neo, Wikimedia Commons

    Sigarette più care in Italia: meno acquisti anche tra i fumatori francesi?

    30 Gennaio 2026
    La Miniera di Sessa, La Mine de Sessa (c) Interreg Italia-Svizzera MinerAlp

    Sessa, nel cuore della miniera ticinese dove brillava l’oro

    6 Giugno 2026
    Iscriviti alla nostra Newsletter (versione gratuita semplice)

    Newsletter

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

    Seguici su
    • Facebook
    • Twitter
    • Instagram
    • YouTube
    • LinkedIn

    Una pubblicazione di
    Agence de coopération et développement sas Aosta (I) P.IVA IT01050350071

    Testata registrata al Tribunale di Aosta n.1 - 4/10/2023

    Registro degli operatori della comunicazione (ROC) n. 39954 - 28/11/2023

    Nos Alpes è iscritta ANSO - Associazione Nazionale Stampa Online

    Direttore responsabile:Enrico Martial

    Privacy policy

    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    I più letti
    Il Colle del Piccolo San Bernardo, uno dei dei colli sulle Alpi prossimo all’apertura; Le Col du Petit-Saint-Bernard, l’un des cols des Alpes qui s’apprête à la réouverture (c) CC BY-SA 3.0, Tenam2, Wikimedia Commons

    Le date di apertura dei colli sulle Alpi

    9 Aprile 2025
    I Macchiaioli tra Italia e Francia, Macchiaioli entre Italie et France

    I Macchiaioli: un ponte tra Italia e Francia

    24 Febbraio 2024
    Tignes et le lac, ainsi que ses immeubles - Tignes e il lago, con gli immobili e gli alloggi (c) CC BY SA 4_0 Tiia Monto Wikimedia Commons

    Alloggi per lavoratori stagionali nelle Alpi, la residenza Seyjoun a Tignes

    30 Agosto 2025
    Genova, vista del fronte del porto con la sopraelevata (c) CC BY SA 4_0 Elisabetta Castellano Wikimedia Commons

    Elezioni comunali a Genova 2025

    24 Maggio 2025
    Post popolari
    William Turner, “The Bay of Baiae with Apollo and the Sibyl”, olio su tela, 1823 (La Venaria reale)

    L’omaggio della Reggia di Venaria al Romanticismo pittorico in “Turner. Paesaggi della Mitologia”

    6 Gennaio 2023
    Nice Climat Summit

    Nizza ospita il primo “Nice climate summit” dedicato a clima e biodiversità

    24 Settembre 2023
    Tunnel del Lötschberg (Adrian Michel, CC BY-SA 3.0)

    La ristrutturazione del Tunnel del Lötschberg costerà ancora di più

    28 Settembre 2023
    Moutier (Florian Pépellin, CC-BY-SA 3.0)

    Moutier si avvicina sempre più al Cantone Giura

    30 Settembre 2023
    © 2026 Nos Alpes.
    • Chi siamo
    • Abbonati
    • Fai un dono
    • FR
    • Log In

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.