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    Home » Articoli » Francia e Piemonte: a Torino si è parlato di industria, IA e mobilità, aerospazio, moda
    Economia e politica

    Francia e Piemonte: a Torino si è parlato di industria, IA e mobilità, aerospazio, moda

    Enrico MartialEnrico Martial12 Giugno 2026
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    La sessione plenaria del Forum Piemonte Francia, a Torino 11 giugno 2026 (c) Unione industriali Torino Ufficio stampa
    La sessione plenaria del Forum Piemonte-Francia, a Torino 11 giugno 2026 (c) Unione industriali Torino Ufficio stampa

    A Torino, l’ambasciatrice di Francia Anne-Marie Descôtes ha aperto l’11 giugno 2026 un forum dedicato ai rapporti economici e d’industria tra Francia e Piemonte. In qualche modo, è il seguito di un incontro che già si era tenuto lo scorso anno.

    Tra gli oratori e nel pubblico vi erano figure dell’industria, delle Camere di commercio e più in generale dell’economia. Poi, i focus sono stati su quattro temi: intelligenza artificiale e robotica, mobilità (entrambi i temi con grandi cambiamenti in corso), moda (per il peso nelle due economie e la posizione nel mercato globale), aerospazio (anche in considerazione del ruolo e peso del distretto torinese e di altri cluster in Francia).

    L’evento è stato ospitato dalla ESCP Business School, la cui sede di Torino fa parte della business school francese e parigina. Il titolo del forum era: “Francia-Piemonte: un asse per l’innovazione industriale”, con l’idea di progredire, di cogliere collaborazioni esistenti e di crearne di nuove. Nella sostanza poi, molti speaker erano ingegneri o dirigenti di grandi imprese italiane, che lavorano anche in Francia, o di imprese francesi con sedi importanti in Italia, come per esempio Michelin.

    L’incontro è stato organizzato dall’Ambasciata di Francia in Italia, insieme al Consolato generale di Francia a Milano, alla CCI France Italie, all’Unione Industriali Torino e alla Camera di commercio di Torino, con la rete EEN Enterprise Europe Network.

    Sullo sfondo c’è anche il clima creato dal Trattato del Quirinale, che rafforza il dialogo tra Italia e Francia sul piano economico, e che produce per esempio vari incontri, come quelli organizzati periodicamente da IREFI, e di cui cerchiamo di dare conto.

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    Le linee generali, cose note e qualche volontà

    Ad aprire i lavori è stata l’ambasciatrice di Francia in Italia, Anne-Marie Descôtes, che ha ricordato quanto il Piemonte sia un territorio naturale per questo tipo di collaborazione.

    L’ambasciatrice ha spiegato che il forum conferma la solidità dei rapporti tra Piemonte e Francia e, più in generale, tra Italia e Francia. In una fase di grandi cambiamenti industriali, i due Paesi hanno interesse a collaborare di più, per innovare, investire e costruire filiere europee più autonome, sostenibili e competitive.

    Il Piemonte, ha aggiunto, ha una storia industriale forte, una capacità di innovazione riconosciuta e legami storici con la Francia. Per questo può avere un ruolo importante in settori oggi strategici, come l’intelligenza artificiale, lo spazio, la mobilità e il lusso.

    Ai saluti iniziali hanno partecipato anche François Bonet, console generale di Francia a Milano, Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino, Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino, Anne-Manuelle Gaillet, vicepresidente della CCI France Italie, Francesco Profumo, presidente di ESCP, ed Emanuele Chieli, console onorario di Francia a Torino.

    Il gruppo di lavoro sulla mobilità, 11. giugno 2026 a Torino (c) Nos Alpes Enrico Martial
    Il gruppo di lavoro sulla mobilità, al Forum Piemonte – Francia, 11 giugno 2026 a Torino (c) Nos Alpes Enrico Martial

    Robotica e intelligenza artificiale

    Dopo l’apertura istituzionale, il forum si è articolato in quattro gruppi di lavoro e noi ne abbiamo seguiti due. I temi scelti raccontano le direzioni in cui il forum propone a Francia e Piemonte di rafforzare la collaborazione: intelligenza artificiale e robotica, mobilità sostenibile, moda e aerospazio.

    Il tavolo su intelligenza artificiale e manifattura ad alta robotizzazione, moderato da Antonio Calegari, direttore di AI4I (l’istituto italiano sull’AI nato su iniziativa del governo nazionale) ha visto la presenza di Simone D’Aquino, Director Technology & Innovation della divisione ERD di Capgemini, di Giovanni Di Stefano, Head of Advanced Robotics Solutions di Comau;ì, di Alberto Martinetti, direttore tecnico di Dassault Systèmes, di Agostino Mazzocchi, CEO di Michelin Italiana, di Daniele Vitali, partner di Reply e di Andrea Ariano, Innovation & Communication Project Leader di Schneider Electric Italia.

    Si è parlato quindi di industria avanzata, robotica, digitalizzazione dei processi produttivi e applicazioni dell’intelligenza artificiale alla manifattura. Si è trattato di uno scambio, come si nota dai nomi, tra ingegneri esperti italiani, operativi in grandi aziende italiane e francesi, alcuni operativi nelle filiali italiane.

    Eppure è parso uno scambio utile, tra imprese europee che si parlano, e si è capito che l’ecosistema di competenze, valutazioni, sfide è ampiamente condiviso, senza grandi differenze. Comunque, è un terreno su cui il Piemonte ha competenze, proprio per la presenza di grandi gruppi industriali, centri di ricerca e imprese tecnologiche.

    Mobilità e nuove sfide

    Il secondo tavolo ha affrontato il tema mobilità, innovazione e sostenibilità. Qui il punto di partenza era l’evoluzione del settore: elettrificazione, software, nuovi materiali, servizi di mobilità e transizione energetica. La moderazione è stata affidata a Nicola Amati, professore al Politecnico di Torino.

    Sono intervenuti Domenico Brancale, CEO di AVL Italia, Antonio Tavera, CEO di Focoos AI; Fabrizio Conicella, responsabile digitalizzazione di Iveco Group, Luca Ciancetti, cofondatore di Podium Advanced Tech, Caroline Chabrol, CEO di SNCF Voyages Italia e Alessandro Peila, Head of South Europe Tech Centers di Stellantis. Un livello alto, dirigenziale e tecnico, con un dibattito che si è svolto ancora in una buona condivisione delel valutazioni. Il riferimento principale è stato nell’innovazione e nella concorrenza cinese, ma anche nelle sfide tecniche e di processo interne all’Europa (e all’asse Piemonte-Italia-Francia) per uscire con prodotti nuovi e al livello dei tempi.

    Stellantis ha per esempio in cantiere nuove vetture elettriche o ibride comunque sotto i 15000 euro, visto che il mercato del Segmento A ha perso molte delle sue offerte negli ultimi anni. Poi si è parlato di ferroviario e di idrogeno.

    Attrezzare gli assi di trasporto italo-francesi per la mobilità innovativa

    È emersa anche la proposta di “attrezzare” al cambiamento di propulsione i grandi assi italo-francesi, come il Fréjus, oppure Monte Bianco e asse costiero. Si è ricordato che sull’asse del Brennero la società di gestione ha creato una rete di ricarica elettrica a prezzo calmierato: sono modi per favorire la “sicurezza” e l’attrattività del percorso transfrontaliero, per merci e vetture, con la mobilità elettrica.

    D’altra parte, si è anche parlato di mobilità a idrogeno, spiegando che la tecnologia sta arrivando e che ci vuole ancora un po’ di tempo. Tuttavia, non sono emersi richiami né all’autostrada a idrogeno Torino-Lione, un progetto in corso da qualche tempo, né al progetto di ricarica elettrica in movimento per mezzi pesanti in cui è coinvolta ATMB, la società di gestione francese del Traforo del Monte bianco e dell’Autoroute Blanche.

    Gli altri due gruppi di lavoro hanno riguardato la moda di fronte alla concorrenza internazionale e il settore new space e aeronautica.

    Il tavolo sulla moda è stato moderato da Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda e CEO di Pattern, con rappresentanti di Consorzio Magnolab, Fédération de la Haute Couture et de la Mode, H Moda, Hermès, L’Oréal e Mattioli. Quello su spazio e aeronautica è stato moderato da Fulvia Quagliotti, direttrice del Piemonte Aerospace Cluster, con rappresentanti di Aiko, Alpha Impulsion, Altec, Ecosmic, Thales Alenia Space, TEC e Tyvak.

    Il Piemonte esporta in Francia per 9 miliardi di euro all’anno e importa per 6 miliardi

    Nel 2025 gli scambi commerciali tra Italia e Francia hanno raggiunto 112 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto al 2024. La Francia è il secondo partner commerciale dell’Italia, mentre l’Italia è il terzo partner commerciale della Francia. Il saldo è positivo per l’Italia, per 17,6 miliardi di euro.

    A livello piemontese, il rapporto è ancora più evidente. La Francia è il primo partner commerciale del Piemonte e nel 2025 la bilancia commerciale regionale ha registrato un saldo positivo di 3,2 miliardi di euro.

    Le importazioni piemontesi dalla Francia sono state pari a 6 miliardi di euro, di cui 5,17 miliardi nelle attività manifatturiere. Tra queste, 1,57 miliardi riguardano i mezzi di trasporto. Le esportazioni piemontesi verso la Francia hanno raggiunto invece 9,2 miliardi di euro, di cui 8,96 miliardi in prodotti manifatturieri. Macchinari e mezzi di trasporto valgono da soli 3,5 miliardi.

    Anche la provincia di Torino conferma un legame stretto con il mercato francese. Nel 2025 ha registrato importazioni per 3,1 miliardi di euro ed esportazioni per 4,4 miliardi di euro, quasi tutte nel manifatturiero. I mezzi di trasporto valgono 1,8 miliardi, con un saldo positivo di 582 milioni di euro.

    Imprese francesi in Piemonte e investimenti

    Il legame tra Francia e Piemonte non passa solo dall’interscambio: c’è anche una forte presenza di imprese, investimenti e operazioni industriali.

    Tra il 2019 e il 2023 la Francia è stata una delle principali destinazioni delle acquisizioni italiane all’estero, con 134 operazioni per un valore di 35 miliardi di euro. Allo stesso tempo, con oltre 100 miliardi di euro di stock di investimenti diretti, la Francia è il primo investitore in Italia, e in questo caso il bilancio è rovesciato.

    Secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Torino, in Piemonte operano 2.568 imprenditori di nazionalità francese, pari al 9,3% del totale degli imprenditori francesi in Italia. Nella sola provincia di Torino sono 1.538.

    L’Osservatorio delle multinazionali estere in Piemonte, realizzato da Camera di commercio di Torino e Unioncamere Piemonte, stima inoltre nel 2023 la presenza in regione di 222 multinazionali francesi, circa il 21% del totale delle multinazionali estere presenti in Piemonte. Complessivamente, queste imprese contano 783 localizzazioni tra sedi e unità locali e circa 37.000 addetti.

    Il rapporto tra Francia e Piemonte è già forte – secondo il forum – ma può diventare ancora più strategico se si concentra sulle grandi trasformazioni industriali in corso.

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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