Le montagne di Bar Cenisio, frazione nella Val di Susa sul Colle del Moncenisio, hanno ospitato, lo scorso martedì 8 settembre, una esercitazione congiunta e tranfrontaliera dedicata al soccorso in montagna. L’iniziativa ha riunito operatori piemontesi e savoiardi con l’obiettivo di verificare sul campo procedure e tecniche da adottare quando un intervento interessa una area di confine e richiede il coordinamento di più squadre.
A partecipare sono stati il Servizio regionale di elisoccorso di Azienda Zero Piemonte, il Soccorso alpino e speleologico piemontese e il Soccorso alpino della Guardia di finanza della stazione di Bardonecchia. Erano inoltre presenti specialisti del Peloton de gendarmerie de haute montagne (PGHM) e delle CRS – Secours en montagne della Police nationale, con il supporto dell’elicottero Choucas 05 di Modane.
L’esercitazione transfrontaliera del soccorso nelle Alpi
Tale recente esercitazione transfrontaliera del soccorso è stata effettuata come detto a Bar Cenisio, l’ultima frazione italiana della Val Cenischia prima del confine italo-francese. Tale specifico ambiente montano ha consentito di riprodurre condizioni nelle quali, in caso di emergenza reale, la rapidità di comunicazione e la conoscenza reciproca delle modalità operative possono divenire determinanti.
L’addestramento era articolato in due simulazioni di incidenti alpinistici in ambiente impervio, la prima delle quali ha coinvolto l’equipaggio dell’Elisoccorso piemontese assieme alle squadre a terra. Il paziente simulato è stato raggiunto e recuperato mediante verricello utilizzando tecniche alpinistiche e, una volta trasferito sul mezzo, è stato immobilizzato e predisposto per il successivo trasporto sanitario.
La seconda prova ha invece avuto una dimensione propriamente transfrontaliera, con gli operatori francesi dall’elicottero del PGHM che si sono uniti ai soccorritori piemontesi lavorando assieme per predisporre una teleferica. La barella con il ferito è stata quindi spostata verso un punto dal quale sarebbe stato possibile procedere al recupero tramite verricello e all’evacuazione aerea.




L’Elisoccorso Piemonte, una rete regionale con quattro basi
Uno dei protagonisti dell’esercitazione transfrontaliera dello scorso martedì 8 settembre è stato il Servizio regionale di elisoccorso di Azienda Zero Piemonte, componente sanitaria e aerea del sistema regionale di emergenza. Esso dispone di quattro basi di Helicopter Emergency Medical Service a Torino, Cuneo, Borgosesia e Alessandria, che garantiscono la copertura dell’intero territorio piemontese.
Nel 2025 il servizio ha effettuato 3.269 interventi, per un totale di circa 2.800 ore di volo, con il contributo di 68 infermieri e 60 medici anestesisti-rianimatori e dell’emergenza-urgenza. L’attività in montagna costituisce una parte significativa del lavoro, con il 18% delle missioni svoltosi in ambiente alpino e parte delle missioni (65 in totale) effettuata oltre i confini regionali.
Il doppio volto del Soccorso alpino
A terra opera per contro il Soccorso alpino e speleologico piemontese, struttura regionale del Corpo nazionale che riunisce oltre 1.100 tecnici alpini specializzati, formati per operare in ambiente impervio o condizioni meteorologiche difficili. Nel 2025 la centrale operativa ha gestito 2.070 richieste di aiuto, dalle quali sono scaturite 1.471 missioni, che hanno a loro volta soccorso 1.735 persone.
Di similare incarico è anche il Soccorso alpino della Guardia di finanza, composto da militari che operano nelle aree montane con compiti di soccorso e ricerca, affiancando gli altri organismi che intervengono nelle emergenze. Oltre a potere raggiungere autonomamente a piedi il luogo dell’incidente per effettuare la stabilizzazione ed eventualmente il recupero della persona, essi possono svolgere attività di polizia giudiziaria e accertamento legate agli incidenti.
In Francia il soccorso alpino è affidato a più strutture
Nel sistema francese il soccorso in montagna non è concentrato in un unico organismo nazionale bensì in unità specializzate della Gendarmerie nationale, della Police nationale e dei servizi dipartimentali dei vigili del fuoco. Per ciò che concerne le forze di polizia, le due principali componenti specializzate sono i PGHM della Gendarmerie e le CRS Montagne della Police Nationale, che possono alternarsi nel soccorso e collaborare con servizi sanitari e i vigili del fuoco.
I Pelotons de Gendarmerie de haute montagne sono unità della Gendarmerie nationale dedicate al soccorso in ambiente montano, specializzate in ricerca di dispersi, prevenzione, attività di polizia giudiziaria e accertamenti di incidenti. La componente nazionale comprende 21 sezioni distribuite tra Alpi – Chamonix, Annecy, Bourg-Saint-Maurice, Modane, Le Versoud, Briançon, Jausiers e Saint-Sauveur-sur-Tinée -, Pirenei, Corsica, Réunion e altri massicci.
La Police nationale collabora invece attraverso le Compagnies républicaines de sécurité, suddivise nelle due grandi strutture dei Pirenei e delle Alpi, questa ultima con quartier generale sito a Grenoble. Essa conta 33 soccorritori, tra i quali figurano 14 guide di alta montagna e 10 capi operazione, che possono intervenire con elicotteri, unità cinofile e droni e in scenari come frane e crolli rocciosi.
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