Il Coumboscuro Centre Prouvençal lancia una raccolta di opere d’arte per salvare la chiesa di Sancto Lucio, con l’iniziativa Arte genera arte che rivolge un appello agli artisti e ai collezionisti e, tra l’altro, agli artisti valdostani.
Le opere dovranno essere messe a disposizione entro il 30 settembre 2026, per essere fotografate e inserite nella mostra collettiva in programma a Cuneo dal 10 ottobre al 29 novembre, con l’obiettivo di raccogliere fondi per gli interventi strutturali e la valorizzazione del patrimonio artistico della chiesa.
“Arte genera arte”, l’appello agli artisti
L’iniziativa “Arte genera arte – salvare uno scrigno di bellezza delle Alpi” e nasce per sostenere il risanamento della chiesa parrocchiale di Sancto Lucio de Coumboscuro. L’obiettivo è raccogliere opere donate da artisti e collezionisti, da presentare nell’esposizione autunnale e destinare alla raccolta fondi.
L’appello si rivolge anche agli artisti che dagli anni sessanta sono stati ospiti di questo polo culturale alpino, contribuendo alla sua attività con mostre, allestimenti, cataloghi, presentazioni, conferenze e incontri.
A loro si aggiungono i collezionisti interessati a sostenere la conservazione di un patrimonio nel quale arte e cultura provenzale alpina si sono intrecciate per decenni.
Coumboscuro e la riscoperta della cultura provenzale
Coumboscuro si trova nel comune di Monterosso Grana, in provincia di Cuneo, in un vallone laterale della Valle Grana. A Sancto Lucio, a circa 1.050 metri di quota, ha sede il Coumboscuro Centre Prouvençal, fondato negli anni cinquanta e protagonista della riscoperta e della valorizzazione della cultura occitana.
Il centro ha sviluppato nel tempo attività culturali, artistiche e linguistiche. A Sancto Lucio ha sede anche l’Escolo, una piccola scuola alpina pluriclasse dove oltre cinquant’anni è stato avviato un modello plurilingue tra italiano, francese e occitano. La sua attività comprende la produzione di materiali didattici, testi di poesia e letteratura e rapporti di studio e scambio con università internazionali.
A questo patrimonio si affiancano il Museo etnografico Coumboscuro della civiltà provenzale alpina, con testimonianze della vita nelle montagne dell’arco alpino occidentale, e l’Ateìe d’Art, laboratorio artigiano che prosegue la tradizione locale dell’intaglio del legno.
Una chiesa minacciata dal cedimento del terreno
La chiesa parrocchiale, riconoscibile per la facciata in pietra locale e il campanile romanico, è uno dei luoghi centrali di Sancto Lucio. Secondo la documentazione del progetto, l’edificio poggia su un terreno fragile interessato da una falda acquifera, che sta provocando un’inclinazione della struttura. Le lesioni nella cupola della cappella dell’Addolorata e le crepe nella navata centrale hanno reso necessario un intervento urgente.
Le indagini geologiche e ingegneristiche prevedono trivellazioni e la posa di micropali destinati a raggiungere la roccia, individuata a circa dieci metri di profondità. I micropali saranno collegati da un cordolo perimetrale per sostenere l’edificio e contrastarne il progressivo cedimento.
Il progetto comprende una seconda fase dedicata alla valorizzazione culturale e artistica della chiesa. Sono previsti il rifacimento dell’impianto elettrico e dell’illuminazione, l’installazione di un sistema antifurto e la creazione di un percorso di visita attraverso cartelli, didascalie e totem interattivi.
Il costo complessivo indicato è di 205.444,45 euro. La copertura finanziaria comprende 78.260 euro dell’otto per mille della Cei, 80.500 euro provenienti da fondazioni bancarie ed enti del territorio e 17mila euro della Parrocchia e della Diocesi di Cuneo. Le risorse disponibili ammontano a 175.760 euro, mentre restano da reperire 29.684,45 euro.
È questo disavanzo che la campagna di donazione delle opere d’arte intende contribuire a coprire.
Dal barocco all’arte contemporanea alpina
L’intervento serve anche a proteggere un patrimonio artistico che attraversa epoche differenti. Tra le opere storiche conservate nella chiesa figurano una pala d’altare di Giuseppe Bianco del settecento, una Crocifissione e un Sacro Cuore di Gesù di autori anonimi del seicento, oltre alla statua della Vergine Addolorata, ai tabernacoli in alabastro e agli altari.
A queste testimonianze si affianca un nucleo di arte contemporanea alpina. La documentazione della campagna d iraccolta delle opere d’arte cita Bernard Damiano, Beppe Viada, Péire Rous e l’Escolo e Ateìe d’Art de Coumboscuro. Quest’ultimo ha realizzato altare e arredi, ambone e inginocchiatoi intagliati in stile alpino.
Bernard Damiano, Beppe Viada e Péire Rous
Particolarmente stretto è il rapporto tra la chiesa e Bernard Damiano, originario di Coumboscuro. Nell’edificio sono conservati i quattro affreschi della Vita di Santa Lucia, il Chamin de Passioun/Via Crucis e il Crist Sagnant/Cristo sanguinante. La storica dell’arte Martina Corgnati, nella documentazione della campagna, lo definisce uno dei maggiori espressionisti europei del Novecento.
Di Beppe Viada è invece Sus li pià dal Crist/Sulle orme del Cristo, gruppo composto da dodici statue lignee, insieme a Lou pendù/Cristo e Adoulourado/La Vergine Addolorata. Di Péire Rous è presente Lou Crist Doulourous/Cristo dolente. Nel centro abitato e nei suoi dintorni sono inoltre collocate altre opere contemporanee, tra cui sculture di Damiano e Rous.
La chiesa si inserisce in un contesto che durante l’anno ospita incontri culturali, esposizioni, musica e appuntamenti legati alla tradizione provenzale. Tra questi ci sono il Roumiage a la Vierge Adoulourado di luglio, il Festenàl di agosto e il Roumiage de Setembre, incontro provenzale internazionale che riunisce attività culturali, artistiche e di confronto.
La campagna “Arte genera arte” si colloca così nella storia culturale di Coumboscuro: agli artisti e ai collezionisti viene chiesto di mettere a disposizione un’opera per contribuire alla conservazione dell’edificio che custodisce una parte di questa esperienza. La scadenza per aderire è il 30 settembre 2026; le opere saranno poi riunite nella mostra collettiva prevista a Cuneo dal 10 ottobre al 29 novembre.
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