Vésubie, Tinée, Roya, Madone de Fenestre, Gordolasque, Val de Blore e il Gélas: “Mercantour intime” è un itinerario suggestivo tra alcuni dei luoghi più emblematici delle montagne del parco nazionale omonimo. Redatto da Frédéric Boyer e illustrato dalle immagini del pittore Bernard Alunni, esso propone otto differenti storie volte a interrogare il nostro rapporto con la natura e a indagare il nostro legame profondo con la montagna.
Il volume è stato edito nell’aprile scorso da Mémoires Millénaires e può essere acquistato sullo stesso sito web della casa editrice al prezzo di 18,00 euro per la sua versione cartacea. Esso è di recente stato insignito del Grand Prix 2025 du Pays du Mont-Blanc, assegnato all’unanimità durante il Salon international du livre de montagne di Passy (Alta Savoia).
“Mercantour intime”
Nel suo “Mercantour intime”, Frédéric Boyer propone una serie di otto storie personali, a tratti intime appunto, nelle quali la montagna è più di un paesaggio e diviene protagonista e specchio interiore del lettore. I suoi testi alternano momenti di gioia e leggerezza a episodi di perdita e riflessione, con una scrittura che restituisce la complessità della cima come luogo capace al contempo di accogliere e di mettere alla prova.
L’obiettivo manifesto dell’autore è quello di invitare a interrogarsi su che cosa significhi per ciascuno avere un punto di riferimento, che sia un sentiero o un villaggio, in grado di trasformare lo spazio fisico in paesaggio interiore.
Le storie ai piedi del Mercantour
In “Mercantour intime” ogni racconto nasce da una esperienza reale e si apre a riflessioni più ampie che coinvolgono tanto l’autore quanto il lettore in un virtuoso circolo di passione comune per la montagna.
Si passa da “Le Gélas, je viens d’ici !” (“Il Gélas, vengo da lì!”), dove una cima diviene fulcro di radici e appartenenza, a “Un diplôme au Grand Cimon” (“Un diploma al Grand Cimon”), che racconta l’inizio di una nuova vita dopo gli studi. In “L’ange du Bégo” (“L’angelo del Bégo”) la vetta si fa luogo di commiato, mentre “Une louve au milieu de l’orchestre” (“Una lupa in mezzo all’orchestra”) accompagna il lettore nella quotidianità di un pastore, sullo sfondo della presenza del lupo e di ricordi musicali legati all’infanzia.
Altri testi esplorano tematiche quali la paura (“La quête : Bob et le vertige”, “La ricerca: Bob e la vertigine”) e la trasmissione di usanze e saperi tra generazioni (“Premier de cordée”, “Primo di cordata”). Ancora, altri sono dedicati al legame famigliare che ruota attorno a un bivacco (“Bonne nuit maman !”, “Buonanotte mamma!”) o all’imprevedibilità dei percorsi di vita di ognuno (“Le chemin inattendu”, “Il cammino inaspettato”).
Il Mercantour visto con gli occhi di Frédéric Boyer e Bernard Alunni
Frédéric Boyer, nato a Nizza, è fondatore e direttore delle edizioni Mémoires Millénaires nonché autore di diversi libri dedicati alle Alpi del sud e al patrimonio storico della regione. A impreziosirne le parole, subentrano le illustrazioni in bianco e nero di Bernard Alunni, pittore con oltre 30 anni di carriera alle spalle e una vasta produzione che spazia dai libri per bambini ai volumi naturali.
Proprio questa combinazione risulta vincente nella resa della intrinseca complessità del Mercantour, un parco naturale che si estende tra le Alpi Marittime francesi e il confine con il Piemonte. Piccoli villaggi, vallate silenziose e alte cime ne fanno un luogo dove la natura detta ancora i ritmi e, nonostante una diminuzione progressiva della popolazione, esente da urbanizzazione e turismo di massa delle grandi stazioni sciistiche.
LEGGI ANCHE: Il Gran Paradiso di Guido Novaria e Giovanni Dematteis