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    Home » Articoli » Giornata di lutto in Svizzera dopo la tragedia di Crans-Montana
    Politica

    Giornata di lutto in Svizzera dopo la tragedia di Crans-Montana

    Enrico MartialEnrico Martial9 Gennaio 2026
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    Journée de deuil, après la tragédie de Crans Montana (c) images Elysée, République française, extrait
    Journée de deuil, après la tragédie de Crans Montana (c) images Elysée, République française, extrait

    La cerimonia di lutto nazionale per le vittime dell’incendio di Crans-Montana si è tenuta a Martigny il 9 gennaio 2026 e in tutta la Svizzera. L’omaggio ha riunito le autorità svizzere e straniere in un momento di riflessione collettiva senza precedenti in Svizzera dopo la pandemia di Covid 19. L’obiettivo dell’evento era onorare la memoria di quaranta persone decedute.

    L’obiettivo dell’evento era onorare la memoria delle quaranta persone morte nell’incendio del bar Constellation, nella località vallesana, la notte di Capodanno, ed esprimere la solidarietà nazionale ai feriti e alle famiglie colpite.

    Una cerimonia all’insegna della sobrietà e della solidarietà

    La cerimonia ufficiale è iniziata alle 13.45 presso il Centro Esposizioni e Incontri di Martigny (CERM), luogo scelto a causa delle condizioni meteorologiche di Crans-Montana e per motivi di sicurezza. Alle 14.00, tutte le campane hanno suonato per cinque minuti, seguiti da un minuto di silenzio osservato in tutta la Svizzera in aziende, scuole, ospedali, stazioni e luoghi di culto.

    L’evento, trasmesso in diretta dalla televisione svizzera, è stato aperto dal giornalista vallesano Benoît Aymon. Egli ha affermato che “una parola che potrebbe emergere da questo caos indescrivibile è solidarietà “.

    Tra i discorsi ufficiali, quello del Presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard ha ricordato che “non dimenticheremo mai questo giorno”. Anche il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, è intervenuto ribadendo la necessità di iniziative a seguito della tragedia. Olivia Seigne, attrice vallesana, ha letto un testo scritto dalla presidente del Consiglio svizzero delle religioni, Rita Famos, sottolineando l’importanza di unire silenzio, fede e dubbio nei momenti di dolore. L’emozione dei partecipanti e degli oratori è stata grande.

    Presenza internazionale e ricordo collettivo

    Alla cerimonia hanno partecipato circa mille persone, tra cui il Presidente francese Emmanuel Macron e il Presidente italiano Sergio Mattarella, oltre ai rappresentanti di 32 Paesi, dell’Unione europea e del Parlamento europeo. Erano presenti anche il Granduca di Lussemburgo Henri e il Primo Ministro belga Bart de Wever. Alla cerimonia hanno partecipato tutte le autorità cantonali e federali. Prima di recarsi in Vallese, il Presidente italiano Mattarella ha incontrato a Zurigo i genitori di due giovani italiani ricoverati in città, che non possono essere trasferiti a causa delle loro condizioni critiche.

    Sergio Mattarella e Emmanuel Macron a Martigny, il 9 gennaio 2026, per la cerimonia del lutto nazionale svizzero (c) Elysée, estratto
    Sergio Mattarella e Emmanuel Macron a Martigny, il 9 gennaio 2026, per la cerimonia del lutto nazionale svizzero (c) Elysée, estratto

    Diversi intermezzi musicali hanno scandito i discorsi. Anche i giovani che erano presenti la notte della tragedia hanno rivolto un messaggio ai giovani. Nelle prime file c’erano le famiglie delle vittime e dietro di loro i soccorritori. In tutta la Svizzera, la gente si è riunita in altri luoghi per rendere omaggio, tra cui la Cattedrale di Losanna, che per l’occasione era piena di gente, e la Place du Scandia di Crans-Montana, coperta di neve. Nella piazza Münsterhof di Zurigo, centinaia di persone si sono riunite spontaneamente per rendere omaggio.

    A Crans-Montana, il luogo dell’incendio è stato teatro di una preghiera silenziosa. Persone di tutte le età si sono riunite davanti al bar del disastro, deponendo fiori e messaggi in un’atmosfera pesante. A Ginevra, il Jet d’Eau è stato illuminato con i colori del Vallese.

    Seguito legale e critiche

    Mentre si svolgeva la cerimonia a Martigny, Jacques e Jessica Moretti, gestori del bar Constellation, sono stati interrogati a Sion in mattinata come imputati. Sono accusati di omicidio, incendio doloso e lesioni personali colpose. Jacques Moretti è stato preso in custodia al termine dell’udienza.

    Si prevede che le udienze dureranno diversi giorni. Secondo gli avvocati delle vittime, queste prime sessioni di interrogatorio segnano un punto di svolta nell’accertamento delle responsabilità.

    Critiche sono arrivate anche dalla stampa, soprattutto nella Svizzera tedesca, dove diversi media hanno denunciato la presunta mancanza di trasparenza da parte delle autorità vallesane. Alcuni editorialisti chiedono un’indagine extracantonale per garantire la neutralità delle procedure. Il problema è l’inadeguato monitoraggio del bar danneggiato, che è stato ispezionato l’ultima volta nel 2019 nonostante l’obbligo di farlo annualmente.

    Alcuni membri del Parlamento federale, come Nina Fehr Düsel (SVP), ritengono che la magistratura vallesana non debba indagare da sola su questo caso, mentre altri propongono una “Lex Crans-Montana” per accelerare i risarcimenti.

    Sulla stessa linea, il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Giorgia Meloni, ha messo pubblicamente in discussione le mancanze che hanno portato alla tragedia, denunciando “troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro” e sottolineando la mancanza di una reazione immediata dell’establishment in fiamme. Il suo intervento, riportato dalla stampa italiana ed europea, fa parte di una serie di dichiarazioni critiche fatte a livello internazionale sulle ragioni della tragedia.

    Sostegno psicologico e lavoro di memoria

    Più di 15.000 messaggi sono stati inviati al libro elettronico delle condoglianze aperto dalla Confederazione. Sono state organizzate commemorazioni in diverse città svizzere, tra cui Ginevra e Friburgo.

    L’associazione Arc-en-ciel, che sostiene le famiglie in lutto, ha offerto gruppi di discussione guidati da genitori che hanno perso un figlio. Questo tipo di sostegno è considerato fondamentale nelle prime fasi del lutto. Il Canton Vallese, da parte sua, ha istituito un sistema di supporto psicologico per i parenti delle vittime e dei feriti.

    A lungo termine, restano da chiarire le modalità di integrazione di questa tragedia nella memoria collettiva.

    Infine, l’organizzazione della cerimonia in soli quattro giorni ha rappresentato una grande sfida logistica.

    Ospitare delegazioni internazionali, per motivi di sicurezza, in piena stagione turistica e sotto la neve, ha richiesto un solido coordinamento. La scelta di Martigny è stata motivata dalla necessità di garantire un ambiente sicuro e dignitoso per le famiglie.

    Un momento della cerimonia a Martigny, il 9 gennaio 2026 (c) Elysée, estratto
    Un momento della cerimonia a Martigny, il 9 gennaio 2026 (c) Elysée, estratto

    GLI ARTICOLI SULLA TRAGEDIA DI CRANS-MONTANA

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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