L’Aïgo boulido prende forma tra le vallate delle Alpes-de-Haute-Provence e la Camargue, territori aspri, luminosi, segnati dalla macchia mediterranea, dal vento e dalla scarsità. Il suo nome significa letteralmente “acqua bollita”, a richiamare un gesto essenziale come la bollitura con erbe aromatiche dal quale nasce uno dei piatti più umili e simbolici della cucina provenzale.
E proprio in Provenza prodotti come l’aglio, la salvia e il timo crescono spontanei e l’acqua di fonte, bollita per renderla potabile ma anche per creare un pasto caldo, era spesse volte l’unica risorsa sicura per i viandanti. Non a caso un proverbio recita “L’aïgo boulido sauvo la vido”, ovverosia “L’acqua bollita salva la vita”, a sottolineare come tale pratica semplice risulti fondamentale nell’ambiente rurale locale.
Con il tempo, poi, questo brodo è entrato anche a fare parte della tradizione del “Gros Souper” della vigilia di Natale come piatto magro e simbolico, per poi divenire per tradizione popolare la zuppa che rimette in sesto dopo gli eccessi. Alcuni dei quali suggeriti, lungo questo periodo di festa e risate, anche dalla nostra rubrica “Nos Alpes Cuisine”, che ha proposto piatti golosi e più ricchi come la Pâte de coing, il Gratin di cardi o il Pâté des princes-évêques.
Gli ingredienti
La forza dell’Aïgo boulido risiede prettamente nella semplicità della sua preparazione e delle sue materie prime oltre che nella sua natura di piatto “detox” e depurante benefico tanto per il corpo quanto per la mente. Per una dose pari a quattro persone circa, sono necessari anzitutto acqua (1 litro), aglio (dai 5 agli 8 spicchi secondo preferenza, pari a circa 50 grammi), sale e pepe a piacere e a completare.
Tale zuppa leggera può essere insaporita con erbe aromatiche e spontanee tipiche provenzali tra cui i già citati salvia (10 grammi) e timo (10 grammi) oltre che da un velo di olio extravergine di oliva (20 millilitri). A piacimento, poi, essa può essere condita direttamente nel piatto con una grattugiata di Gruyère (100 grammi) e accompagnata da crostini di paneanche essi all’aglio tostati in forno.
Esistono alcune varianti di tale preparazione pure tradizionale, come per esempio l’aggiunta di una pastina da brodo in piccolo formato per renderla leggermente più sostanziosa. Inoltre, nelle zone della Camargue e del Comtat (verso il Rodano e il Vaucluse) l’usanza della “bouillabaisse borgne” prevede che al brodo siano unite uova in camicia e verdure bollite.
La preparazione dell’Aïgo boulido
Per preparare l’Aïgo boulido portare anzitutto a ebollizione l’acqua già salata contenente gli spicchi di aglio nella dose scelta, di modo che essi rilascino aromi e profumi loro tipici. Un volta completato tale facile procedimento, spegnere il fuoco e aggiungere la salvia lasciandola in infusione per una decina di minuti rigorosamente a pentola coperta.
Successivamente è possibile riscaldare ancora una volta a fuoco molto basso il brodo così da poterlo servire ben caldo, possibilmente all’interno di una ampia ciotola dai bordi alti che ne mantiene più a lungo la temperatura. Completato con un filo di olio extravergine di oliva in superficie e una eventuale ma leggera spolverata di formaggio, esso può essere accompagnato da crostini di pane bianco o integrale strofinati all’aglio e abbrustoliti in forno per una decina di minuti.
Tradizionalmente, l’Aïgo boulido non si abbina al vino proprio perché è pensato come zuppa di cura e di ritorno all’essenziale, ma può essere servito con qualche oliva secca. È un piatto che scandisce le sere di inverno dopo gli eccessi delle feste, per “ripulire” il palato e consolare non tanto con l’abbondanza bensì piuttosto con la misura.
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