Close Menu
  • Aderire
  • Economia e politica
    • Economia
    • Politica
    • Trasporti
  • Cultura e patrimonio
    • Cultura
    • Eventi
    • Turismo e sport
  • Ambiente e territorio
  • Rubriche
    • Nos Alpes, Nos Livres
    • Nos Alpes alla scoperta…
    • Nos Alpes Cuisine
    • Contributi e idee
  • Territori
    • Svizzera romanda e Ticino
    • Alpi del nord e Rodano
    • Alpi del sud e Provenza
    • Valle d’Aosta
    • Piemonte
    • Liguria
    • Principato di Monaco
    • Corsica e Sardegna
  • Fai un dono
  • Chi siamo
  • FR

Log In

Lost Password?
Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
Nos Alpes
  • FAI UN DONO
  • PARTNERS
  • ADERIRE
Login
  • Economia e politica
    • Trasporti
    • Economia
    • Politica
  • Cultura e patrimonio
  • Ambiente e territorio
  • Turismo e sport
  • Territori
    • Alpi del nord e Rodano
    • Alpi del sud e Provenza
    • Valle d’Aosta
    • Piemonte
    • Liguria
    • Corsica e Sardegna
    • Svizzera romanda e Ticino
  • Rubriche
    • Nos Alpes alla scoperta…
    • Nos Alpes, Nos Livres
    • Nos Alpes Cuisine
    • I PODCAST di Nos Alpes
    • Luciano Caveri PODCAST
    • I VIDEO di Nos Alpes
    • Racconti
    • Contributi e idee
  • IT
    • FR
Nos Alpes
Home » Articoli » Rapporti incrinati tra Roma e la Svizzera su Crans-Montana, ma qualche spiraglio
Politica

Rapporti incrinati tra Roma e la Svizzera su Crans-Montana, ma qualche spiraglio

Enrico MartialEnrico Martial28 Gennaio 2026
Share Facebook Twitter LinkedIn Email WhatsApp Copy Link Telegram
Le Conseil National, à Berne (c) Services du Parlement
Le Conseil National, à Berne (c) Services du Parlement

Dopo una prima fase di collaborazione e di forte e solidale partecipazione sulla tragedia di Crans-Montana, i rapporti tra Roma e la Svizzera si sono prima incrinati e poi sono entrati in una fase di vera difficoltà, fino al richiamo in Italia dell’ambasciatore italiano a Berna. Nel linguaggio diplomatico, è il messaggio più forte di crisi tra due Paesi. Poi, ieri, 27 gennaio nel pomeriggio, una schiarita e una possibilità di collaborazione sull’inchiesta, che mostra comunque segni di difficoltà.

L’incendio del locale Le Constellation ha causato quaranta morti, di cui sei vittime italiane e oltre un centinaio di feriti, ed erano in gran parte giovani e giovanissimi.

La solidarietà e la collaborazione

Nelle ore successive al rogo del primo gennaio, la collaborazione tra la Svizzera e diversi Paesi europei, tra cui Francia, Germania e Italia, è stata immediata. Le autorità elvetiche hanno attivato il meccanismo di protezione civile europeo. Un primo elicottero era partito già di primo mattino dalla Valle d’Aosta per facilitare le evacuazioni. I centri per i grandi ustionati di Milano, Parigi, Lione di sono aggiunti a quelli di Zurigo, Losanna e Berna per ospitare i feriti.

Il momento è stato di solidarietà europea, di stupore e dolore. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è recato a Crans-Montana il giorno successivo al disastro, il 2 gennaio, e ci sono immagini di abbracci e di sofferenza, insieme al presidente del Cantone Vallese, Mathias Reynard. Il 9 gennaio, alla giornata di lutto a Martigny, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella era presente insieme a Emmanuel Macron e a molti rappresentanti svizzeri ed europei.

Come sia potuta accadere una simile tragedia

Dalle prime ore sono iniziate le domande, su come fosse potuta accadere una simile tragedia. Dall’inchiesta e soprattutto dai video diffusi sulle reti social sono apparse le mancanze nella gestione della sicurezza: tra l’altro una schiuma sul soffitto infiammabile, nessuno che interrompe la musica e che lancia l’allarme, nessuna azione di contenimento e spegnimento.

Poi, dall’inchiesta nei giorni successivi sono emersi altri fatti: la mancanza e la vaghezza dei controlli antincendio, il ruolo dei comuni e degli uffici comunali, le uscite di sicurezza chiuse e non visibili, i lavori realizzati, l’alternanza tra dichiarazioni dei gestori, i coniugi Moretti, e il confronto con i fatti.

Sono emerse anche critiche all’inchiesta, con la procura che si è ritrovata a completare le autopsie non realizzate, con il corollario di notizie sui pochi mezzi a disposizione, sia in fase di prevenzione agli incendi sia negli uffici preposti all’inchiesta.

La formazione dell’opinione pubblica

Nella stampa svizzera era stata avanzata la proposta di affidare l’inchiesta a una giurisdizione esterna al Vallese, o anche a livello federale. I coniugi Moretti, proprietari e gestori del locale, sono stati arrestati solo al mattino del 9 gennaio, dopo un interrogatorio, ed è parso assai tardi. Inoltre, era proprio la giornata del lutto.

È poi anche emerso che nei giorni precedenti, proprio perché liberi di muoversi, avevano avuto una riunione con i loro dipendenti. Nel linguaggio giuridico, avevano avuto la possibilità di coordinare le posizioni e quindi di alterare le informazioni dell’inchiesta.

Con questa serie di notizie, in particolare in Svizzera e in Italia – e in parte anche in Francia – si è formato un chiaro orientamento dell’opinione pubblica, al di là delle espressioni estreme sui social.

Si trattava di capire cos’era successo e di dar corso al chiarimento delle responsabilità e della giustizia. Nella percezione e nella stampa italiana, come negli altri paesi e nella stessa Svizzera – i commenti non erano per nulla positivi, con poca fiducia sul procedimento giudiziario.

La stessa opinione pubblica, tuttavia, richiamava, nei giornali e nella comunicazione social, anche altre grandi tragedie, come gravi incendi in locali pubblici, anche recenti, in Europa e nel mondo. Pareva mostrare la necessità di una svolta, per una maggiore profondità sulla prevenzione e la sicurezza, oltre a lutto celebrato e ai richiami sulle norme da applicare. Francia e Italia, dal canto loro, hanno avviato alcuni controlli, con alcune chiusure, pur limitate a qualche caso, come abbiamo raccontato su Nos Alpes.

Informativa al Senato italiano, rilascio di Moretti, richiamo dell’ambasciatore

Il 13 gennaio, in una informativa al Senato, il ministro degli esteri Antonio Tajani aveva ancora avuto parole di pena per la tragedia, ma aveva già sottolineato la volontà da parte dell’Italia di costituirsi parte civile. Vi era l’espressione di una netta presa di posizione politica.

I toni sono saliti ancora il 23 gennaio, quando Jacques Moretti, gestore del bar Le Constellation, è stato rilasciato dal carcere su cauzione e su decisione del tribunale cantonale. A quel punto, il governo italiano ha giudicato inaccettabile la misura e ha richiamato per consultazioni a Roma l’ambasciatore a Berna, Gian Lorenzo Cornado.

Tajani ha parlato di “un insulto alle famiglie delle vittime”, e la presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni – che si era espressa già nelle settimane precedenti – ha richiesto l’istituzione di una squadra investigativa congiunta tra Italia e Svizzera. L’ambasciatore non tornerebbe a Berna fino alla sua costituzione, secondo le fonti governative romane.

La procura di Roma ha inoltrato il 13 gennaio una richiesta di assistenza giudiziaria. Le autorità svizzere hanno accolto un primo sopralluogo della polizia scientifica italiana, che è parso però insufficiente alle autorità italiane.

La reazione svizzera

Il quotidiano di Ginevra Le Temps ha spiegato il 27 gennaio che la portavoce dell’Ufficio federale, Ingrid Ryser, oltre a dire che Italia e Svizzera condividono lo stesso obiettivo di un’inchiesta rapida, trasparente e approfondita, ha ricordato che la stessa inchiesta incombe alla giustizia del Vallese. Le ragioni risiedono nella separazione dei poteri e nei compiti attribuiti nel sistema democratico alle differenti istituzioni.

Sempre Le Temps, il 26 gennaio aveva pubblicato un editoriale, con richiami ai casi del Mottarone e del Ponte Morandi, in tema di giustizia incompiuta.

Il giornale faceva eco alle posizioni politiche che venivano un po’ da tutte le parti. La linea era di netta difesa dalle “pressioni” italiane. Venivano considerate ingerenze inaccettabili, incomprensibili. Vi è stato anche un paragone rispetto al clima internazionale, con i rapporti di forza che prevalgono rispetto al diritto, e la necessità quindi di resistere.

Poi, vi erano anche preoccupazioni per la situazione che si è creata, cercando un ritorno alla calma. Le relazioni tra i due Paesi non sono mai state così difficili, ha detto il portavoce del dipartimento federale degli Affari esteri, Nicolas Bideau, ma i due Paesi alla fine vogliono entrambi che giustizia sia fatta.

Che vi sia difficoltà nell’inchiesta è comunque evidente agli osservatori: la procura del Vallese avrebbe chiesto le registrazioni delle telecamere di sorveglianza comunali e del bar – che avrebbero potuto raccontare la scena all’interno e all’esterno del locale, così come i movimenti del personale e dei coniugi Moretti – in modo frammentato, in giorni diversi e per orari diversi. In questo modo, riferiva RTS, diverse registrazioni, che vengono conservate per un numero prestabilito di giorni, erano già state cancellate automaticamente.

Inizia la collaborazione

Il 27 gennaio a sera, secondo l’agenzia italiana di informazione ANSA, l’Ufficio federale di giustizia avrebbe accolto la proposta di costituire un Joint Investigation Team. Qualche dettaglio in più è venuto dall’ambasciatore svizzero a Roma, Roberto Balzaretti.

Avrebbe avuto seguito la domanda del 13 gennaio, transitata dal livello federale, della magistratura italiana di assistenza giudiziaria alla Procura del Canton Vallese, che sarebbe in esame, ma con una prospettiva favorevole.

In questo modo le due autorità giudiziarie (la procura di Roma e la procura del Vallese, e senza interferenze del potere politico) potrebbero collaborare anche con squadre investigative comuni (SIC). Lo strumento esiste e consente indagini congiunte: è previsto dal protocollo aggiuntivo della Convenzione europea di assistenza giudiziaria.

La collaborazione sarebbe già in corso – secondo l’ambasciatore Balzaretti – e una riunione tecnica dovrebbe tenersi a metà febbraio, forse il giorno 11.

LEGGI GLI ARTICOLI SULLA TRAGEDIA DI CRANS-MONTANA

Featured Incendio Crans-Montana 1 gennaio 2026
Enrico martial
Enrico Martial
  • Website
  • Facebook
  • X (Twitter)
  • Instagram
  • LinkedIn

Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

LEGGI ANCHE / A LIRE AUSSI

Eventi

L’Italia di fronte ai cambiamenti ambientali, il 15 e 16 ottobre all’Université Côte d’Azur

14 Ottobre 2026
La A9 nella zona di Sion, una delle autostrade più trafficate in Svizzera e possibile sede di inastallazione di nuovi semafori; L'A9 dans la région de Sion, l'une des autoroutes les plus fréquentées de Suisse et où de nouveaux feux de signalisation pourraient être installés (c) CC BY-SA 3.0, Tiia Monto, Wikimedia Commons
Trasporti

In Svizzera oltre 130 semafori per ridurre le code sulle autostrade

14 Ottobre 2026
Un extrait d'une fiche pédagogique du CIPEL (c) CIPEL
Ambiente e territorio

A Neuvecelle, la salute del lago Lemano e la cooperazione franco-svizzera, il 14 ottobre

14 Ottobre 2026
Lo Pan Ner dopo il lavoro di un forno tradizionale (c) Regione autonoma Valle d'Aosta - BREL
Publiredazionali

Pan Ner: 17 e 18 ottobre 2026, una festa delle comunità alpine, ritrovo domenica a Morgex

13 Ottobre 2026
Il cantiere di Saint-André, uno dei più recenti “cantieri verticali” delle Alpi, Le chantier de Saint-André, l’un des « chantiers verticaux » les plus récents des Alpes (c) SNCF Réseau
Infrastrutture

Corde, elicotteri e droni: quando i cantieri si fanno verticali per adattarsi alle Alpi

13 Ottobre 2026
Au tunnel du Grand-Saint-Bernard - al Traforo del Gran San Bernardo (c) CC BY-SA 3_0 Lucignolo Brescia Wikimedia Commons
Economia e politica

La società svizzera del traforo del Gran San Bernardo aumenta la sua produzione elettrica con il fotovoltaico

13 Ottobre 2026
GLI ULTIMI ARTICOLI

L’Italia di fronte ai cambiamenti ambientali, il 15 e 16 ottobre all’Université Côte d’Azur

14 Ottobre 2026
La A9 nella zona di Sion, una delle autostrade più trafficate in Svizzera e possibile sede di inastallazione di nuovi semafori; L'A9 dans la région de Sion, l'une des autoroutes les plus fréquentées de Suisse et où de nouveaux feux de signalisation pourraient être installés (c) CC BY-SA 3.0, Tiia Monto, Wikimedia Commons

In Svizzera oltre 130 semafori per ridurre le code sulle autostrade

14 Ottobre 2026
Un extrait d'une fiche pédagogique du CIPEL (c) CIPEL

A Neuvecelle, la salute del lago Lemano e la cooperazione franco-svizzera, il 14 ottobre

14 Ottobre 2026
Lo Pan Ner dopo il lavoro di un forno tradizionale (c) Regione autonoma Valle d'Aosta - BREL

Pan Ner: 17 e 18 ottobre 2026, una festa delle comunità alpine, ritrovo domenica a Morgex

13 Ottobre 2026
DA NON PERDERE
Gli interni di un esercizio di vendita ad Aosta, il 10 ottobre 2026 (c) Nos Alpes Economia e politica

La difficile transizione di Carrefour, in Valle d’Aosta tre market in chiusura

By Enrico Martial10 Ottobre 2026

Oltre al Carrefour di Aosta, hanno chiuso e non hanno riaperto i market di Novara in via Gnifetti e di Pinerolo in via Saluzzo

Rosazza (c) CC0, Fabio Carassio, Wikimedia Commons

Rosazza, il borgo del mistero nell’alta Valle Cervo

10 Ottobre 2026
Colle della Maddelena - Col de l'Arche (c) Szeder László, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Colle della Maddalena, lavori e orari complicati, ma transito sostenibile

30 Luglio 2026
Loup gris - Lupo grigio (c) CC BY-SA 4_0 Dfrancou Wikimedia Commons

Nuove misure di controllo del lupo in Valle d’Aosta

26 Settembre 2026
Seguici su
  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • YouTube
  • LinkedIn

Nos Alpes Le Nostre Alpi
Giornale digitale quotidiano
Editore: Agence de coopération et développement sas Sede legale e redazione : Via Sant'Anselmo 45 11100 Aosta AO (I) P.IVA IT01050350071
Inizio pubblicazione: 22 novembre 2023

ISSN 3103-8565
Nos Alpes
[sito web in aggiornamento continuo]

Testata registrata al Tribunale di Aosta n.1 - 4/10/2023

Registro degli operatori della comunicazione (ROC) n. 39954 - 28/11/2023

Nos Alpes è iscritta ANSO - Associazione Nazionale Stampa Online

Direttore responsabile: Enrico Martial

Privacy policy

Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
I più letti
Gli interni di un esercizio di vendita ad Aosta, il 10 ottobre 2026 (c) Nos Alpes

La difficile transizione di Carrefour, in Valle d’Aosta tre market in chiusura

10 Ottobre 2026
Il Colle del Piccolo San Bernardo, uno dei dei colli sulle Alpi prossimo all’apertura; Le Col du Petit-Saint-Bernard, l’un des cols des Alpes qui s’apprête à la réouverture (c) CC BY-SA 3.0, Tenam2, Wikimedia Commons

Le date di apertura dei colli sulle Alpi

9 Aprile 2025
I Macchiaioli tra Italia e Francia, Macchiaioli entre Italie et France

I Macchiaioli: un ponte tra Italia e Francia

24 Febbraio 2024
Tignes et le lac, ainsi que ses immeubles - Tignes e il lago, con gli immobili e gli alloggi (c) CC BY SA 4_0 Tiia Monto Wikimedia Commons

Alloggi per lavoratori stagionali nelle Alpi, la residenza Seyjoun a Tignes

30 Agosto 2025
Post popolari
Logo France Services (CC BY-SA 4.0)

Un bus di supporto pubblico in Alta Provenza per i servizi alle persone

4 Ottobre 2023
Région Auvergne-Rhône-Alpes, regione Alvernia-Rodano-Alpi (CC BY-3.0)

Laurent Wauquiez si oppone alla legge sul consumo dei suoli

5 Ottobre 2023
Il Tunnel di Tenda, Le Tunnel de Tende (c) CC BY SA Wikimedia Commons

Ancora ritardi nell’apertura del Tunnel di Tenda

10 Ottobre 2023
Traforo del Monte Bianco (Christophe Jacquet, ChrisJ - CC-BY-SA)

Traforo del Monte Bianco: chiusura da lunedì 16 ottobre a lunedì 18 dicembre

10 Ottobre 2023
© 2026 Nos Alpes.
  • Chi siamo
  • Aderire
  • Fai un dono
  • FR
  • Log In

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

Gestisci Consenso
Utilizziamo cookie e tecnologie simili per il funzionamento del sito, le statistiche e alcuni contenuti esterni. Puoi accettare, rifiutare o scegliere le tue preferenze in qualsiasi momento.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}

Sign In or Register

Welcome Back!

Login to your account below.

Lost password?