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    Home » Articoli » In Svizzera prezzi del latte in calo e filiera sotto pressione
    Economia

    In Svizzera prezzi del latte in calo e filiera sotto pressione

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino11 Febbraio 2026
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    Il calo del prezzo del latte in Svizzera, La baisse du prix du lait en Suisse
    Il calo del prezzo del latte in Svizzera, La baisse du prix du lait en Suisse
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    Il settore lattiero-caseario della Svizzera sta oggi attraversando una fase complessa, segnata da una evidente eccedenza produttiva e da un conseguente ribasso dei prezzi del latte riconosciuti agli allevatori. A partire da domenica 1° febbraio scorso, difatti, il costo indicativo è diminuito circa quattro centesimi al chilo, una riduzione che interessa in particolare quello destinato all’industria e che incide in modo diretto sulla redditività delle aziende agricole.

    Prezzi del latte in calo in Svizzera

    Alla base del calo dei prezzi del latte in Svizzera vi è un aumento della produzione stimato attorno al +10% rispetto all’anno precedente, con volumi complessivi che negli ultimi anni hanno superato i 3,4 miliardi di chili. Tali dinamiche, comuni a molti altri Paesi dell’Unione Europea, possono essere attribuite in parte alla buona qualità dei foraggi dell’ultimo anno, a sua volta favorita da condizioni meteorologiche positive.

    L’obiettivo dichiarato a livello politico è quello di fissare un riferimento stabile anche se inferiore al fine di contribuire a riequilibrare offerta e capacità di assorbimento del mercato. Tuttavia, per molte aziende agricole la nuova remunerazione si colloca al limite della sostenibilità economica, soprattutto in presenza di costi di produzione che rimangono invariati o in aumento.

    Le ricadute sulle aziende agricole

    Sul territorio della Svizzera, le conseguenze della diminuzione dei prezzi si riflettono sulle scelte quotidiane degli allevatori, spesse volte costretti a rivedere piani di investimento, ridurre il numero di capi o contenere i costi del lavoro. Le perdite economiche stimate variano a seconda delle dimensioni dell’azienda, ma possono raggiungere decine di migliaia di franchi su base annua, una situazione che alimenta incertezza e rende difficile qualsiasi programmazione a medio termine.

    La pressione non riguarda soltanto i produttori bensì anche, come segnalato in una nota dall’Interprofessione del latte, le strutture di trasformazione che stanno raggiungendo i propri limiti operativi. Una parte crescente del latte in eccesso è difatti destinata a prodotti di regolazione o commercializzata come “latte C” a cifre particolarmente basse.

    Misure straordinarie e segnali al mercato

    Di fronte a tale situazione, l’IP Lait ha adottato nuove raccomandazioni, valide dalla scorsa domenica 1° febbraio e almeno sino alla fine del prossimo mese di maggio di quest’anno. In caso di consegne superiori al 105% dei volumi mensili dell’anno precedente, i quantitativi eccedenti potrebbero essere pagati a un prezzo sensibilmente inferiore rispetto agli standard attuali.

    Parallelamente, alcune associazioni stanno promuovendo iniziative per migliorare la remunerazione dei produttori, sollecitando i grandi distributori a reintrodurre latte a un prezzo che copra integralmente i costi di produzione. Petizioni e campagne di sensibilizzazione puntano a ottenere un impegno più marcato da parte della grande distribuzione organizzata, tutte quante soluzioni di breve periodo per gestire l’eccesso di offerta.

    Confronto dei prezzi del latte in Italia e Francia

    Negli ultimi mesi, l’andamento del prezzo del latte alla stalla ha mostrato dinamiche diverse tra Italia e Francia, influenzate dal mercato europee e dalla riduzione dei costi medi dell’ultimo trimestre del 2025.

    In Italia, le cifre pagate ai produttori sono state relativamente più alte rispetto alla media europea, con quotazioni attorno ai 58/59 euro per 100 chilogrammi alla fine del 2025. La situazione si è rivelata sostanzialmente stabile rispetto all’estate 2025, nonostante la flessione generale dei listini nel resto del Continente, mantenendo così il valore sopra la media comunitaria e ben superiore a quello di altri Paesi.  

    In Francia, negli ultimi mesi del 2025 la quotazione del latte alla stalla ha registrato una leggera diminuzione su base mensile e su base annua è rimasta quasi invariata (+0,08 %). Secondo i dati del Milk Market Observatory della Commissione Europea, i prezzi sono stati significativamente inferiori rispetto all’Italia (circa 49/50 euro per 100 chilogrammi).

    LEGGI ANCHE: Sigarette più care in Italia: meno acquisti anche tra i fumatori francesi?

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    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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